5 passi per superare le criticheSpesso la serenità a lavoro è racchiusa tra la differenza tra chi riesce e chi no, a gestire le critiche. Esse danneggiano l’autostima, che provocano un rallentamento emotivo verso la resilienza, la capacità di sfidare le avversità!

Tuttavia, se sei in grado di ascoltare ciò che gli altri ti comunicano, per quanto non ti possa piacere, puoi evitare di uscirne estremamente danneggiato, e rafforzare la tua autostima.

Molti libri di crescita personale suggeriscono le linee guida per comportarsi se i tuoi superiori, colleghi o amici ti criticano. Qui ti elenco cinque passi più comuni:

1. Non metterti sulla difensiva

La tentazione più naturale, è quello di difendere se stessi. Molto probabilmente, si inizia a pensare i motivi per cui il tuo interlocutore o collega ti ha aggredito o criticato, cercando di sventare l’attacco.

E’ naturale: è il processo mediante il quale stai proteggendo il tuo orgoglio e autostima. Se sai di aver fatto qualcosa di sbagliato, c’è probabilmente qualche ragione a tali parole o forse il tuo “avversario” sta dando un’immagine di te che non ti appartiene.

Ancora peggio è quello di lottare per difendere se stessi e rispondere faccia a faccia a colui che ti ha criticato. Questo non può produrre nulla di buono, dal momento che vuoi soltanto ferire l’altra persona, senza mettere nulla da parte per risolvere i problemi. Perché non accogliere le critiche che la persona ti sta offrendo per migliorarsi? Potresti affermare che non vedi l’ora di sentire quello di cui ha bisogno per migliorare il tuo lavoro!

2. Evitare di confondere le critiche del comportamento con la propria identità

Se vero è che si tende a proiettare la critica del comportamento sostituendola all’identità, il danno è senza fine se si comprende che l’altra persona sta criticando il nostro essere, la nostra identità anziché il comportamento!

Allo stesso modo bisognerebbe stare molto attenti a non ferire gli altri “attacandovi un’identità negativa”. Ai bambini ad esempio, spesso ascolto accuse di questo tipo: “Sei un cretino!” oppure “Sei svogliato!”, trasformiamoli in “Ti sei comportato come…”

Tornando in ambiente lavorativo, Krauss, suggerisce di seguire la strategia del “sandwich critica”, cioè, immettere la critica tra due complimenti. Questo non solo attenua il suo effetto negativo, ma molto probabilmente può dimostrare al tuo interlocutore che possa ascoltare meglio.

3. Non reagire immediatamente

Nel corso della discussione, in molti casi, la migliore soluzione è quella di stare zitto e compredere l’oggetto della critica. Suona come una sottomissione mansueta, ma soprattutto evita di reagire in modalità appassionata e spesso sconsiderata, è meglio prendere tempo per riflettere su quello che hai detto. Solo allora potrai distinguere l’utile dal superfluo.

Uno dei grandi problemi è che a volte la reazione eccessiva alla critiche, causa soltanto una ressa perdendo di vista la funzionalità del dialogo.

Se rispondi in meno di dieci secondi, sarà il tuo cuore a fare la comunicazione; dieci minuti più tardi, con calma, sarà la tua mente a guidare le parole. Inoltre, può essere un buon momento per praticare l’ascolto attivo, e considerare attentamente le parole della persona.

4. Identificare la critica

E’ anche possibile che la critica non ha nulla di concreto ma forse è qualcosa che è rimasta in sospeso da troppo tempo. Spesso le persone proiettano le proprie insicurezze sugli altri, può darsi che alcuni stiano proiettano i loro problemi su di te.

Chi ha fatto la critica? Che tono è stato utilizzato? Ha qualche motivo per essere invidioso di te? Può essere una strategia, anche inconscia, soprattutto se siete pari livello.

5. La critica va accettata

La critica anche la più dura da accettare può avere una sua valenza per migliorare! Comprendo che per una questione di orgoglio fa male, ma se ti focalizzi sul contenuto anziché la forma, essa può servirti. Le parole di fuoco possono nascondere una grande verità, così, mentre non accetti di essere trattato ingiustamente, in cuor tuo puoi fare autocritica e comprendere se qualcosa va fatta e hai davvero bisogno di cambiare comportamento. La consepevolezza ancora una volta fa la differenza per il miglioramento!

Alla fine, l’obiettivo di tutti noi è essere migliori per noi stessi e vivere al meglio di noi stessi! Gli altri semplicemente forniscono indizi per cambiare il comportamento per il meglio, anzi a volte è necessario sfruttarli in tal senso. Non è facile, ma tutto ciò permetterà la nostra agogniata crescita personale!

E tu come reagisci alle critiche? Dimmelo nei commenti.

5 passi per superare le critiche a lavoro
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