Una delle caratteristiche per me più affascinanti della Divina Commedia, era che il nostro Dante Alighieri si fece guidare da Virgilio, che a tutti gli effetti era considerato un vero e proprio mentore di vita, fondamentale per percorrere il suo “lungo viaggio”.

Ma chi è un Mentore? E’ un mental coach? Etimologicamente dal latino Mentor che vale come consigliere e deriva dal ceppo Mòneo, mostro, indico, la cui radice è Man, pensare, conoscere, sapere.

Il mentore è un ispiratore, un esempio, un modello.

Quali sono stati tradizionalmente i nostri mentori?

In primis i nostri genitori, entrambi o solo uno di loro o in alcuni casi nessuno dei due.

E poi i mentori della tradizione della famiglia patriarcale: i nonni, i saggi nonni che ne sanno molto più di noi, che ne hanno viste di cotte e di crude, che soprattutto hanno vissuto le situazioni e non se le sono fatte raccontare!

E poi? I maestri di scuola (il mio maestro delle elementari per me è stato una guida e ricordo ancora il suo pensiero legato alla tenacia e alla determinazione), i professori, i coach nello sport.

Insomma tutti quei personaggi che ci accompagnano nella nostra crescita fisica e personale.

L’importanza delle relazioni, divengono evidenti quando si riconosce il valore delle reti che intratteniamo e manteniamo durante tutta la nostra vita personale e professionale.

Il valore di un buon mentore è incommensurabile quando si tratta di imparare i trucchi del “mestiere” oltre a diventare strategico quando si vogliono conoscere, aumentare e rafforzare le proprie capacità o abilità individuali.

Un mentore può aiutarti ad alleviare gran parte del disagio quando dopo aver trovato un nuovo lavoro, entri in una nuova azienda, disagio che sempre più spesso i neo assunti provano nei loro primi mesi sul posto di lavoro o stage.

Condividendo la loro conoscenza a 360° e la conoscenza della società, i neo assunti potrebbero risparmiarsi una grande quantità di stress che è spesso avvertita dai nuovi dipendenti.

Un buon mentore è in grado di consigliare e sostenere il nuovo dipendente e contribuire ad evitare una rassegnazione inutile a causa di sentimenti di ambientazione e di isolamento.

Un mentore ti può trasmettere e confermare dei valori e l’etica della professione che stai per intraprendere.

Introdurre dei mentori in azienda potrebbe essere un ottimo “contratto” con i dipendenti e creare una buona filosofia aziendale.

Col passare del tempo, il mentore esce dal tutoraggio professionale e potrebbe diventare un riferimento anche nella vita offrendo alla fine dei vantaggi ad entrambe le parti.

Un buon mentore afferma sempre “Sii sempre allievo e ti sentirai un buon maestro!”.

Personalmente, pensavo di poter avere delle difficoltà nell’identificare i miei Mentori e sorprendentemente li ho identificati nelle persone che mai avrei razionalizzato qualche anno fa.

Quello che è successo nel mio caso è stato straordinario.

Uno dei Mentori l’ho identificato nei miei genitori: mio padre Luigi, mi ha trasmesso l’importanza di agire e di avere un lavoro ma anche la forza di non drammatizzare le dinamiche ad esso legate, e mi ha sempre detto “Qualunque cosa accada sul tuo lavoro, pensa che è soltanto un impiego e come tale potresti trovarne mille diversi”, mia madre Adriana invece l’associo da sempre alla caratteristica della correttezza, della serietà e della coerenza, immaginandola che mi dice “Pierluigi, per alcune persone una stretta di mano vale più di mille parole. Dii si se puoi fare una cosa e di no se non puoi, chiarezza!”.

L’altro Mentore, come ti ho accennato in precedenza è stato il mio maestro elementare Sig. Catalano, trasmettendomi la determinazione di far valere il proprio pensiero e andare contro alle persone per difendere le mie scelte con fermezza, dicendomi sempre “Pierluigi, insisti sempre se ritieni di avere ragione su qualcosa!”.

Mia figlia Serena: il richiamo ad essere nel presente, a vivere la gioia e l’amore di esserci e godere quello che ho oggi, qui ed ora.

Poi, un mio ex amministratore delegato Aurelio Luglio che, nonostante avessimo lavorato poco tempo assieme, mi ha trasmesso dal punto di vista professionale la volontà di conciliare passione e lavoro, divertimento e business.

Ma certamente un mentore fondamentale per me è Tony Robbins, che da quando lo sto seguendo ho sviluppato in me, tantissime abilità che immaginavo ma non le avevo mai focalizzatevisualizzate come ora e sfruttate per la mia missione di vita.

E’ eccezionale saper gestire i propri stati d’animo e avere una chiarezza interiore e di intenti, tutto questo anche grazie a tutte le persone che ho incontrato sin ora e che incontrerò in futuro, pronti a trasmettermi della conoscenza e della saggezza, disponibili ad entrare nella mia vita come dei nuovi mentori.

E tu, ti sei mai domandato se hai un mentore? Guarda prima questa splendida interpretazione di Renato Zero, canzone “Il Maestro” e poi fammi sapere nei commenti.

A cosa serve un mentore
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