Alex Zanardi che guarda verso il fotografo e di sfondo lui bambino“Non c’è nulla come una sfida che faccia uscire ciò che di meglio c’è in un uomo.”
Sean Connery

E James Bond con le sfide ci sapeva fare, eccome. Ma le sfide non sono solo quelle estreme da agente 007: ciascuno di noi quotidianamente se le trova davanti; la differenza è che un 007 le affronta e diventa un “agente speciale”, e noi, “comuni mortali”, indugiamo un po’ troppo…al punto che cresce il divario tra “speciale” (che potremmo tirare fuori da noi) e “comune” (a cui rimaniamo attaccati, a volte ostinatamente).

In fondo, ciascuno di noi ha la potenzialità di essere speciale; ma per realizzarla bisogna agire.

La parola sfida contiene in sé il voler suscitare una reazione; è una provocazione, un invito a misurarsi con una difficoltà, un invito esplicito a dire o fare qualcosa che di solito non facciamo, un invito ad affrontare un rischio, una forza avversa. Contiene in sé il concetto di competizione, solo che non sempre significa farlo nei confronti di altre persone, anzi, il più delle volte è la competizione con se stessi: tra una parte di noi rappresentata dal nostro comportamento abituale e l’altra rappresentata dal comportamento che abbiamo bisogno di apprendere o sviluppare.

A volte la sfida coinvolge la ribellione. Rottura con qualcosa di consueto. La crisi da superare.

Infatti, le parole di Einstein a proposito sono molto eloquenti – e di lui si può dire di aver vinto davvero molte sfide:
“Senza una crisi non c’è sfida. Senza sfide, la vita diventa una routine, una lenta agonia. È nella crisi che possiamo realmente mostrare il meglio di noi… Facciamola finita una volta per sempre con l’aspetto davvero tragico della crisi: il non voler lottare per superarla.”

Se ci rifiutiamo di accettare le sfide scivoliamo nel conformismo; diventiamo eccessivamente accomodanti…e della comodità e della zona di comfort ne abbiamo già parlato.

Affrontare le sfide della vita ci mette di fronte alla scelta: fare lo sforzo per crescere o risparmiarci lo sforzo e rinunciare alla crescita.

Per affrontare le sfide ci vuole il coraggio (anche quello è un atteggiamento, un’ abilità che si sviluppa: non ci provate a dire che coraggiosi si nasce), sia che si tratti di accettare un nuovo compito sul posto di lavoro, andare a vivere da soli, rompere una relazione insoddisfacente, battersi per vincere un premio importante o semplicemente riuscire a esprimere qualcosa di difficile per noi oppure sforzarci di fare la ginnastica per 5 minuti ogni giorno.

Ciascuno ha le proprie sfide nella vita, e sono tutte importanti, perfino la più banale. Ogni sfida nasconde in sé una paura da affrontare, grande o piccola che sia.

Vincere una sfida, anche la più piccola, contribuisce ad aumentare il livello di fiducia in se stessi e accresce il coraggio. Contribuisce all’apertura mentale e all’empowerment, oltre che ad allargare la nostra zona di comfort.

In fin dei conti, accresce la gioia di vivere e ci avvicina sempre di più all’autorealizzazione (ovvero a quel che siamo davvero).

Se e come affrontiamo le nostre sfide giornalmente, influisce sul nostro benessere fisico e mentale, ed ovviamente sulla qualità della nostra vita, così come la percepiamo intimamente (a prescindere dai riconoscimenti e parametri esterni).

Questa consapevolezza ci aiuta nell’avere la certezza che ci sia un motivo per ogni difficoltà che affrontiamo (con la sua conseguente frustrazione, un altro argomento di cui ne abbiamo già parlato).

Tra le sfide della vita ci capitano quelle su cui abbiamo controllo diretto (dipendono esclusivamente dal nostro sforzo), quelle che vanno oltre il nostro controllo (per esempio, quando stiamo affrontando le decisioni difficili che coinvolgono anche gli altri in misura variabile), e quelle che sono completamente fuori dal nostro controllo (di solito qualcosa che riguarda le decisioni o i comportamenti degli altri), e spesso dobbiamo fare i conti con la gestione delle emozioni forti o con il dolore.

Le sfide della vita ci rendono in grado di vedere noi stessi al meglio e al peggio. Possiamo tentare di fuggire o possiamo lavorare su se stessi per poterle affrontare.

Affrontare le sfide richiede da noi il cambiamento.

Se soccombiamo o evitiamo le sfide, il cambiamento può essere involutivo (il peggioramento – come può essere sviluppare una dipendenza o chiusura in se stessi) oppure la stagnazione (tentare di mantenere lo status quo).

Se affrontiamo le sfide, anche se dovessimo non vincerle, il cambiamento è evolutivo (abbiamo tirato fuori una nostra risorsa sconosciuta, inesplorata o inutilizzata). Nel caso del cambiamento evolutivo, la sfida ha compiuto la sua missione: renderci le persone più competenti, più realizzate e più libere, anche se per poco.

Cosa ci può essere utile per affrontare e superare le sfide?

Ci possono aiutare alcune domande da farci, per analizzare e comprendere meglio la situazione, come per esempio:

“Che cosa c’è di buono in questo problema/difficoltà, cosa sta cercando di insegnarmi?”
“Che cosa posso migliorare di me per rispondere meglio a questa situazione?”
“Cosa sono disposto/a a perdere per affrontare meglio la mia sfida?”
“A cosa non sono disposto/a a rinunciare perché fa parte di un mio valore fondamentale?”
“Ho bisogno di riconsiderare le mie priorità o le mie convinzioni?”
“Come posso rendere più piacevole il percorso di affrontare la sfida?”
“A cosa ho bisogno di imparare a dire NO?”
“A cosa ho bisogno di imparare a dire Sì?”
“Quali sono le mie risorse alle quali posso fare affidamento o svilupparle?”
“A chi posso rivolgermi per aiuto/guida/sostegno: amico/a, libro/corso/figura professionale di un settore specifico o nell’ambito di allenamento mentale/psicologico?”
“Quali sono le sfide che ho già superato? Ricorda la sensazione del sole dopo la tempesta!”
“Rimanere nella situazione attuale mi renderebbe davvero felice, a prescindere dalla momentanea comodità?”
“Quale piccola cosa posso fare ogni giorno per avvicinarmi al mio obiettivo?”
“Da quale prospettiva diversa posso vedere questa situazione?” Può aiutare mettersi fisicamente a testa in giù, sdraiati per terra in un angolo di casa in cui non lo facciamo mai o fare un giro nei giochi, anche quelli da bambini, mentre teniamo in mente la situazione.
“Come posso vedere tutta la mia vita da una prospettiva diversa?”
“Per che cosa posso esprimere gratitudine in questo preciso momento?”
“Su che cosa sono in grado di ammettere di non avere ragione?”
“In che modo posso aggiungere valore nella vita delle altre persone, a prescindere dalla difficoltà che sto superando?”
“Dove devo trasgredire, rompere le regole?” (alla trasgressione abbiamo dedicato un intero articolo)
“Quali sono le abitudini di cui sbarazzarmi perché non mi servono più o mi danneggiano, e quali invece sono le abitudini da sviluppare che mi possono essere utili?”
“Come potrebbe essere la mia vita o come potrei essere io se superassi la sfida che sto affrontando?”
“Qual è la cosa peggiore che mi può succedere nel cambiamento? E qual è la cosa migliore che mi può succedere nel cambiamento?”

Le domande giuste sono il miglior modo di avere le indicazioni utili per il viaggio attraverso la vita.

E tu, come te la cavi con le sfide? Le accetti o le eviti? Usi l’energia per affrontare le tue sfide o la uso per sfidare e provocare gli altri? Raccontami nei commenti!

Accetti le sfide?
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