Non c’è nessuno che non abbia qualche volta pronunciata, o almeno pensata, questa frase. L’aforisma di Alexander Graham Bell rende l’idea dell’entità della presenza della noia nelle nostre vite:
“I due nemici della felicità umana sono il dolore e la noia.”

Infatti, questo stato di insoddisfazione, che può essere di lunghezza molto variabile e va dal momentaneo al permanente, è presente nelle nostre vite molto più di quanto si possa pensare; il fatto è che spesso non ne siamo consapevoli (la cosa che, ammettiamolo, succede spesso a m noi esseri umani).

La causa può essere l’ozio prolungato, la mancanza di azione quando ce ne sarebbe bisogno o l’azione ripetitiva fino alla routine quotidiana, spesso alienante.

Charlie Chaplin nel suo film “Tempi moderni” del 1936, ispirato anche dalla conversazione con Mahatma Gandhi che biasimò la tendenza “all’industrializzazione sconsiderata con in mente solo il profitto”, parla del potere distruttivo dei gesti ripetitivi, e i ritmi disumani e spersonalizzanti della catena di montaggio che minano la ragione del povero Charlot. Alberto Moravia nel 1960 dedicò all’argomento intero romanzo (intitolato appunto “La noia”), in cui narra la storia di Dino, appartenente ad una nobile famiglia romana, assalito dalla noia verso tutto ciò che lo circonda e, come già era stato per il padre, disprezza tutti quei valori borghesi di cui ne gode ampiamente il vantaggio.

Entrambe opere raccontano l’effetto della noia in due estrazioni sociali completamente opposte, e qui ritorniamo sull’aforisma di Bell: la noia è onnipresente nella vita umana, proprio quanto il dolore (e mi sa che alla fine in qualche modo si avvicinano).

La noia è un’emozione che si caratterizza per un senso di vuoto, di inutilità e di insoddisfazione che spesso si associano all’immobilità. La noia di solito denuncia l’assenza di senso…e l’essere umano ha bisogno di dare un senso alla propria esistenza e a quello che fa. Se dovessimo associarla ad un colore, probabilmente sarebbe il grigio. Ha delle somiglianze con lo stato depressivo.

È una sorta di stato avversivo che si presenta quando:
– non si è in grado di impegnare in modo efficace la nostra attenzione verso stimoli interni o esterni;
– ci si focalizza sul fatto che non siamo in grado di impegnare la nostra mente in una attività soddisfacente;
– si attribuisce la causa del nostro stato avversivo a fattori esterni e non al nostro mondo interno.

Secondo il ricercatore Eastwood et al, 2012 (https://www.researchgate.net/directory/publications) l’esperienza di noia vissuta dalle persone viene descritta come:
Frustrante: la ricerca continua di trovare la voglia d’impegnarsi verso un’attività soddisfacente e non riuscirci, assume caratteri frustranti.

Priva di senso: ogni cosa sembra priva di significato. La noia è una crisi esistenziale in cui si vorrebbe gridare: “Che posso fare per non sentirmi così?”

-Il sentimento di noia emerge quando il contesto di vita, le azioni che compie e le relazioni di una persona non rispondono più ai suoi bisogni emotivi e ripetono rigidamente delle routines che in precedenza risultavano soddisfacenti.

-Ha molto a che fare con la zona di comfort di cui ne abbiamo già parlato.

Come tutte le emozioni, la noia ha una funzione: quella di segnalare la mancanza di soddisfazione. Potrebbe essere un campanello di allarme che ci avvisa sulla necessità di fare un cambiamento nella vita: sta a noi capire quali. Purtroppo l’annoiato spesso non coglie questo importante allarme e tende a riempire l’inquietudine rifugiandosi ancora di più nella ripetitività del quotidiano o “affogandolo” con dei diversivi futili e a volte molto distruttivi: questa scelta comportamentale in un primo momento appare la più facile (fa effetto lì per lì e non richiede dei cambiamenti interiori), ma nel lungo termine potrebbe sfociare in una sorta di paralisi sia emotiva che comportamentale.

Dalla noia dovrebbe nascere la spinta al cambiamento. Riconsiderare le nostre scelte. Rispolverare i nostri sogni. Interrogarci cosa ci fa battere il cuore. Indirizzare le energie verso nuovi obiettivi e nuove strade da percorrere. Accettare le nuove sfide.
La noia ci sta dicendo che è arrivato il momento di crescere.

E tu, come ti rapporti alla noia? Raccontamelo nei commenti! Ma prima guarda questa scena del film “Tempi moderni:

Che noia!
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