Chiedere un aumento in questo periodo di crisi? A prima vista, questo sembrerebbe irragionevole. Ma se lo ritieni giusto e meritato, aspettare che qualcuno venga da te a darti dei soldi in più, può essere un’attesa infinita poco vantaggiosa!

Se tale richiesta è giustificata, richiede una buona dose di preparazione.

Per raggiungere l’obiettivo bisogna saper chiedere un aumento ed occorre passare per queste 4 fasi importanti:

1 – Scegliere il momento giusto

Quando ci sono eventi speciali o progetti che hai portato a conclusione (un successo innegabile), sono tutti ami che puoi innescare. E’ anche utile osservare quando il tuo capo è più ricettivo. Non ti ascolterà mai prima di una riunione con il Presidente o con l’Amministratore delegato e tutte le tue richieste svaniranno immediatamente. Inoltre, è più che ragionevole fare questo passo al massimo una volta ogni 2 anni, tranne in caso di rifiuto o di cambiamenti di funzione.

E’ inutile chiedere un aumento solo se sono stati raggiunti gli obiettivi. Occorre avere fatto una performance eccellente e aver superato di larga misura i target aziendali. Devi, senza dubbio, essere un’aziendalista e portare avanti iniziative, idee, progetti che possano aver fatto la differenza alla società per cui lavori.

2 – Confrontare il mercato

La tua proposta è realistica all’interno della tua organizzazione? Hai visto casi simili in cui ci sono state promozioni e avanzamenti? E’ bene prendere in considerazione vari elementi. Vale a dire, le retribuzioni attraverso gli annunci di reclutamento sullo stesso tipo di posizione (attenzione alla esperienza e competenza prevista, la zona geografica, il livello di responsabilità, i collaboratori coordinati…), gli articoli di stampa e siti web specializzati.

3 – Motivare la tua richiesta

Dal lato del datore di lavoro, la domanda ovvia è: “Perché aumentare un dipendente piuttosto che un altro?”. Occorre gestire le obiezioni del concetto di scarsità e dell’aumento dei costi. Chiaramente, ci sono pochissime possibilità di ottenere un aumento, se sei un dipendente “interscambiabile”. L’azienda sarà più disponibile a favorirti, se il tuo operato seve ed è necessario, praticamente indispensabile per il suo sviluppo.

E’ importante al fine di accumulare fatti, avere risultati quantitativi e qualitativi in modo tangibili per misurare le prestazioni: riduzione dei costi, i ricavi, gli errori evitati, la maggiore produttività… L’insieme di queste prove convincenti dimostrerà il tuo valore aggiunto per l’azienda.

Se hai contribuito a migliorare la qualità, la soddisfazione del cliente e hai sviluppato un’intelligenza emotiva al servizio della società, tocca a te agire e ricordare al tuo capo le prove del tuo aumento. Dopo la sostanza, la forma! Poniti in modo che il tuo capo possa dare risposte affermative, come ad esempio “Sei d’accordo con me che i miei risultati hanno fatto la differenza e abbia dato del valore aggiunto per la società?” oppure potresti utilizzare il potere della parola, come ad esempio “Non chiedo un aumento, ma una gratificazione!” “Non sto chiedendo dei soldi, ma un riconoscimento professionale!”, tutto ciò può fare la differenza!

4 – In caso di parere negativo

Di fronte ad una posizione di rifiuto del tuo direttore, a causa della congiuntura economica e della crisi, la soluzione può essere quella di spostare la trattativa e la negoziazione: tempi di ritardo dall’ultimo aumento, gli aumenti del costo della vita… Ricorda che i negoziati devono tener conto delle variabili, quindi se fai comprendere al tuo capo che, il suo rifiuto ti spingerà a cercare lavoro alla concorrenza, probabilmente ci penserà 2 volte a farti uscire con un secco NO! Dato il contesto, se può essere difficile ottenere un aumento dello stipendio fisso, puoi impegnarti su degli obiettivi variabili che sono ambiziosi e misurabili, che se raggiunti, saranno retribuiti con un premio. Questo mette sullo stesso piano l’imprenditore e il dipendente, nella volontà di aumentare la produttività e gli utili d’impresa, ma è anche un modo per mantenere la motivazione elevata! La maggior parte delle aziende strutturate lo sanno bene!

Infine si possono considerare anche altri vantaggi che ti potrebbero far ottenere del risparmio: l’auto aziendale, i buoni pasto, la sanità privata, dei buoni regalo, il cellulare aziendale, etc.

C’è ancora l’opzione che un datore di lavoro ha difficoltà a rifiutare: la formazione. L’addestramento e il miglioramento continuo è una prova della volontà della società di trattenere i propri dipendenti e ridurre anche il turnover. Infine, se il tuo capo ti chiede un momento di riflessione, assicurati di dargli una data esatta per il ritorno del feedback.


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E tu, vorresti un aumento di stipendio? Lo meriteresti? Cosa sei disposto a fare per riceverlo? Dimmelo nei commenti, dopo aver visto questo video in cui i dipendenti di un’agenzia immobiliare “ci hanno rimesso messo la pelle”!

Come chiedere l’aumento
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