Se c’è una cosa che difficilmente esprimiamo è il rifiuto. Pertanto, spesso siamo percepiti come persone simpatiche, molto coraggiose… ma senza personalità. Non si tratta di diventare egoista o smettere di aiutare le persone. Si tratta semplicemente di fare quello che vogliamo veramente e senza sentirci in colpa per le nostre decisioni. Dire di no… esiste. Mi rifiuto… dunque sono.
Nella vita che viviamo tutti i giorni, è necessario ad esempio, sapere come rifiutare le avances non gradite di un ragazzo, dire no ad un venditore dopo il suo discorso di cinque minuti sui benefici del rivoluzionario aspirapolvere per le pulizie, o di ammettere al tuo capo che questo compito supplementare non può essere fatto senza mezzi adeguati. Inoltre, a questo proposito, è importante chiarire che non c’è solo il sì e no. Esiste anche la trattativa e la negoziazione… soprattutto con il capo…

Analizziamo in pratica il perché puoi dire un secco NO:
– Se non si vuole fare qualcosa, dire di no e non SI. E’ un tuo diritto come individuo.

– Non c’è bisogno di trovare sempre delle giustificazioni in tutti i casi. Anche se essere diplomatico col capo entra nell’ampia sfera della gestione delle relazioni e di un eventuale richiesta di aumento futuro, il rifiuto al venditore invece è un tuo diritto. Soprattutto perché, in caso di silenzio, andresti incontro ad un ulteriore “attacco” da parte del venditore, che passerà alla fase successiva per raggiungere il suo nobile obiettivo: la vendita! Il mio amico Riccardo nel 1994, quando entrava in un negozio di vestiti del centro di Roma per dare un’occhiata e davanti a se, vedeva una bella commessa, non capiva più nulla e puntualmente usciva pieno di acquisti inutili! Ora ha imparato il NO deciso!

– Se la negoziazione è la soluzione migliore, inizia a rifiutare nettamente la proposta prima di iniziare la trattativa. Se procedi al contrario, partiresti svantaggiato (Se sei di Roma o comunque ti capita di andarci, vai al mercato di Porta Portese la domenica mattina e scoprirai benissimo questo principio!).

Ecco ora un metodo in cinque fasi per te, per dire NO. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i cinque passi sono interscambiabili:
1 – Inizia col dire NO maniera chiara e precisa. “No, non voglio comprare niente.”

2 – Articola se serve la frase al negativo: “Come ti ho detto, la mia risposta è NO.”

3 – Mostra empatia per aiutare il tuo rifiuto. “Credo che si debba lavorare sodo per vendere gli aspirapolveri e mi dispiace, ma non mi interessano”. Sottolinealo anche in modalità disco incantato “Non mi interessa grazie, non mi interessa grazie!”, se necessario.

4 – Se discuti con qualcuno e quest’ultimo insiste nel volerti convincere in qualcosa, esprimi le tue emozioni negative. “Questa discussione inizia a stancarmi e mi da fastidio che si continua a insistere”.

5 – Infine, se qualcuno vuole convincerti con il senso di colpa, è il momento di comprendere quale sia il bene per te stesso e se il tuo bene è chiudere la porta in faccia, fallo e basta! Il senso di colpa è creato da noi e utilizzato dalla nostra mente per farci del male, paradossale, ma è così!

Tutti questi aspetti trattati devono essere utilizzati a seconda della persona che hai di fronte, nelle scienze umane non può esserci oggettività. A volte essere troppo decisi e lapidari nelle negazioni può portarti a non ottenere consenso. Se cerchi ad esempio un modo per ottenere qualcosa, è decisamente più semplice ottenerla fornendo un “perché” lo vuoi!

Se sei alla ricerca di altri strumenti per lavorare sulla tua assertività, sei sul sito giusto e puoi vedere in archivio.

E tu dimmi nei commenti, quanti problemi ti fai per dire di no?

Il coraggio di dire NO
5 (100%) 13 votes
CHIUDI
CLOSE
Share This