donna che si specchia scoprendo un volto nuovo

Quante volte ce ne siamo accorti di aver rinunciato alle cose che ci farebbero felici per paura di deludere gli altri? Di deludere le aspettative degli altri o di sbagliare nel prendere una decisione che ci avrebbe portato un cambiamento nella vita?

E la domanda ancora più dolorosa: Quante volte l’abbiamo fatto, e non ce ne siamo neanche accorti?

Tutte le persone a noi care o comunque in qualche modo significative per noi in qualche modo influenzano la nostra esistenza, a partire dai genitori che, con tutte le loro migliori intenzioni, hanno un sacco di idee su come dovremmo essere, che tipo di vita condurre e cosa sarebbe il meglio per noi.

Da bambini non volevamo deludere i genitori, poi gli amici, poi il partner, poi il capo al lavoro, poi i figli, i nipotini, poi magari il venditore con cui stiamo trattando…il rischio è quello di diminuire progressivamente la propria esistenza, espandendo a macchia d’olio il numero di persone, arrivando anche a quelle totalmente insignificanti per la nostra vita, a cui non possiamo far dispiacere di non accontentare le loro aspettative nei nostri confronti.

In tutte quelle situazioni perdiamo di vista la domanda principale: “Dove sono io?”

Dimentichiamo di chiederci se abbiamo deluso (o stiamo deludendo proprio ora) se stessi.

Se adattiamo la vita agli altri, cessiamo di esistere. Punto. Con tutto rispetto per la ricerca dell’armonia nei rapporti: se armonia è unilaterale, non è più armonia.

Amartofobia è il termine che sta a definire la paura di sbagliare o peccare (Dal greco “amartano” = sbagliarsi, fallire il bersaglio).

Generalmente facciamo molta fatica ad accettare il fatto di poter sbagliare, non tenendo in considerazione che sbagliare è parte integrante della condotta umana.

In realtà si tratta di delegare agli altri la responsabilità delle nostre scelte, consciamente o inconsciamente; dare il potere agli altri di decidere cosa è che vogliamo o non vogliamo noi e noi di conseguenza ci adegueremo. Paura di prendersi la responsabilità per la propria vita e la propria felicità.

Se ci riflettiamo, non è tanto la paura di deludere le persone (care o meno), quanto deludere l’idea che abbiamo di noi stessi e che vogliamo proporre o mantenere salda e immacolata negli altri.

Distaccarsi dal “personaggio ideale” che ci siamo cuciti addosso (anche se parte dagli altri, è sempre una nostra decisione di accettarlo), minaccia di investirci dal senso di colpa – senza però aver alcuna colpa, in quanto si tratta della nostra vita che abbiamo tutto il diritto di vivere come ci pare e piace.

Autorizzereste mai qualcuno di spendere i vostri soldi o di imporvi (anche in maniera velata, attraverso le aspettative) come li dovete spendere? Credo di no, o almeno un minimo di opposizione lo fareste. Perché allora con tata facilità permettiamo agli altri di “spendere” la nostra vita?

Lo schema interiore che ci blocca è la credenza che deludendo le aspettative di qualcuno nei nostri confronti causeremo nell’altro frustrazione, sofferenza, umiliazione, e ciò ci è insopportabile.

Ebbene, le cose stanno così: per quello che provano gli altri sono responsabili loro stessi, noi possiamo essere responsabili solo per quello che proviamo noi. Se vogliono soffrire perché a noi fa felice una cosa diversa di quella che loro hanno immaginato possa farci felice, sono liberi di soffrire.

Se non riescono a elaborare la frustrazione che in loro genera una nostra decisione in cui non sono contemplati, l’unica cosa su cui lavorare è la capacità di elaborazione della frustrazione. Nostra e quella degli altri, se sono persone a noi vicine (e anche in quei casi, non sempre).
In fondo, qui si tratta di coltivare un’abilità fondamentale nella vita: saper dire di no. I “no” stabiliscono i limiti. Abbiamo molta paura di sbagliare nel dire di no a qualcuno.

La paura di sbagliare può condizionare pesantemente i nostri comportamenti. Può farci vivere male e rappresentare un ostacolo al raggiungimento dei nostri obiettivi e alla realizzazione della nostra esistenza. E così va a finire che diciamo continuamente “no” a se stessi.

Ma se volgiamo vivere una vita davvero autentica è inevitabile deludere qualcuno che se l’ha immaginata diversa per noi.

E tu? Quanto sei capace di deludere gli altri? O deludi continuamente te stesso? Raccontami nei commenti!

Deludere gli altri
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