lampadina che emana luce oltre il suo campo d'azioneNella nostra società la razionalità è venerata, la logica e l’approccio scientifico ritenuti gli unici validi, la ripetibilità e il controllo considerati massimi criteri di affidabilità.

Lo stesso vale su scala personale, applicato nella quotidianità e le sue numerose problematiche. Tutto il resto, intuizione in primis, è considerato ciarlattaneria e roba poco seria, al massimo tollerata e nobilitata come vena artistica e sognatrice di cui alcune categorie di persone si concedono il lusso.

Ma se riflettiamo sul fatto che la frase
“La sola cosa realmente di valore è l’intuizione.” sia una citazione di Albert Einstein, lo scienziato per antonomasia, qualche domanda bisogna farsela sui luoghi comuni e sull’eventualità di ribaltare i preconcetti.

Le intuizioni non si sa da dove vengano, non le si può forzare, entrano all’improvviso nei nostri pensieri (spesso in forma di un’immagine, una frase, un’idea) e svaniscono con la stessa rapidità, tanto che a volte non riusciamo più neanche a ricordarle.

Sono quei fenomeni per i quali la mente accede di colpo a una visione diversa della nostra realtà. Tutti le abbiamo, ma non tutti siamo pronti a dargli l’ascolto o alcuna importanza.

Anzi, spesso le trattiamo come elementi di disturbo rispetto a quello che ci siamo prefissati di fare. Invece quella è la parte in noi che ci dice cosa fare e dove andare per ottenere esattamente quello che vogliamo. Può vedere il “grande quadro” delle cose, e tutte le sequenze che portano alla fine di un percorso. Può indicarci la persona giusta per noi, in qualsiasi ambito della vita.

Il termine intuizione deriva dal latino intueor (composto da in = «dentro», + tueor = «guardare», cioè «entrar dentro con lo sguardo»), e rappresenta una forma di sapere non spiegabile a parole, che si rivela per lampi improvvisi.

Per Platone ed Aristotele era l’espressione di una conoscenza certa perché in essa il pensiero ha direttamente accesso ai propri contenuti, essendo insieme soggetto e oggetto.

Immanuel Kant la formalizzò come metodo conoscitivo e la divise tra “intuizione sensibile” (percepita attraverso i sensi) ed “intuizione intellettuale”. Grande fisico e scienziato Albert Einstein era soprattutto un intuitivo (una delle sue tecniche preferite era la “tecnica del sasso” con la quale accedeva alla risposta intuitiva sulla domanda che si poneva), e la sue celebre teoria della relatività, da lui elaborata a livello di formulazione matematica, è nata sotto forma di un’immagine.

Intuire è conoscere una risposta senza riuscire a spiegarla razionalmente. Spesso, quella strana sensazione che sentiamo nascere in noi si rivela vincente. Quando si tratta della crescita personale, ci indica la strada da seguire e scelte da compiere per avvicinarci alla felicità, il successo e la soddisfazione.

Appare chiaro che, nonostante sia liquidata ed etichettata come qualcosa di inutile, l’intuizione sia invece molto utile e pragmatica…a differenza della prospettiva limitata della mente razionale. Le sue risposte spesso non sono quelle che vorremmo sentire e non sono per nulla “comode” ma sono quelle giuste e dirette verso la nostra felicità e la realizzazione.

Nei corsi di autostima, altri tipi di corsi, nei libri o nei percorsi individuali possiamo consapevolizzare e liberarcene dei pensieri o atteggiamenti disfunzionali in grado di rappresentare il sabotaggio alla nostra felicità. Oltre a superare le proprie resistenze e i pregiudizi, vale la pena imparare a fregarsene di che cosa ne penserà la gente quando seguiamo quella idea “pazza” che la nostra intuizione ci ha ispirati a fare.

Si riconosce da alcuni indizi: spesso si manifesta con la “vocina interiore”, è improvvisa, non spinge mai alla negatività o alle azioni scorrette.

In realtà si tratta di una tipologia di intelligenza, chiamata appunto l’intelligenza intuitiva, che rappresenta l’unica vera risorsa capace di migliorare autenticamente la nostra vita grazie alla saggezza insita.

Come tutti i tipi di intelligenza, si può imparare a svilupparla, e se ben sviluppata può condurci a scelte, idee e cambiamenti che ci guidino verso ciò che è realmente nel nostro interesse, guidando la nostra vita verso l’autorealizzazione (il più evoluto e soddisfacente livello di esistenza).

La mente razionale ci guida verso quel che è apparentemente nel nostro interesse, ma realmente non lo è. L’intuizione opera nel nostro corpo e sistema nervoso su più livelli che vanno da una serie di impulsi binari (il sistema “sì” o “no”) atti a proteggere la nostra sopravvivenza, fino a ragionamenti sofisticati e molto evoluti.

Può vedere il grande quadro di cose, e può dirci cosa fare adesso per arrivare ovunque vogliamo andare.

In pratica, l’intuito è la velocità con si attinge alla mente inconscia, ovvero il luogo in cui viene “archiviata” ogni varietà di informazione che non ricordiamo a un livello conscio.

A volte le informazioni vengono caricate inconsciamente, senza che ce ne rendiamo conto, come ad esempio il linguaggio del corpo, e vengono registrate sotto forma di particolari “sensazioni”, che non siamo in grado di esporre al momento ma si dimostrano molto valide.

Senza intuito non siamo diversi da un computer: prendiamo le decisioni semplicemente basandoci sui fatti, e non sempre i fatti sono disponibili.

L’intuizione è un linguaggio sottile, non facile da comprendere nei vari modi con cui ci parla, finché non riusciamo a sviluppare con essa un rapporto profondo, significativo e affidabile. In realtà si tratta solo di ricordarselo, perché da bambini ne eravamo dotati di questa capacità solo che poche persone sono riuscite a conservarla. Ed è qui il grosso problema: poche persone sanno come riconoscere loro intuizione. Semplicemente non sanno come comprendere e distinguere l’intuito dalla mente razionale. Il discernimento.
Riuscirci è un processo di autoapprendimento che può richiedere tempo ed errori.

Convinzioni errate, pregiudizi della mente possono condizionarci e portare verso le azioni scorrette scambiate per intuizione. Alcune cose possono aiutare in questo processo di apprendimento:

– Fidati dei tuoi istinti – anche se può non essere facile dipendere da qualcosa che non comprendi (per slegarsi dai ragionamenti logici e invasione dei pensieri, può essere utile esercitarsi appositamente a rispondere solo con un “sì” o “no” a qualsiasi quesito);

– Poniti delle domande e ascolta la prima risposta che compare nella tua mente. Potrebbe non essere semplice, perché molti pensieri potrebbero affacciarsi nel tuo cervello contemporaneamente, spaventandoti con l’idea di compiere la scelta sbagliata;

– Medita. Svuotare la mente dai pensieri e dalle preoccupazioni ripetitive facilita il compito di ascoltare l’intuito;

– Ascolta le tue interiora (sì, proprio le budella!). Spesso, nel momento in cui prendi una decisione sbagliata, senti comparire una sensazione di disagio nell’area dello stomaco;

– Ascolta e comunica con i tuoi cervelli multipli (la ricerca neuroscientifica ha dimostrato che abbiamo dei complessi cervelli funzionanti anche all’interno di cuore ed intestino, dotati di memoria ed intelligenza), attraverso le sensazioni, le immagini ed il tatto.

– Tieni un diario delle intuizioni: quotidianamente, usa il tuo intuito per fare un’ipotesi relativa a qualcosa o a qualcuno, limitandoti a scrivere senza agire, le dichiarazioni come “Ho la sensazione che…” o “Il mio intuito mi dice che…” annotando anche la presenza di sensazioni associate (come per esempio una visione o un disagio fisico). Riguardando il tuo diario, scopri quante volte hai avuto ragione. È un modo di apprendere come riconoscere al meglio il tuo intuito, e di accorgersi di quante volte ha saputo indicarti la giusta direzione; accrescerai così la tua fiducia e il tuo potere intuitivo.

– Esercita il lato corretto del tuo cervello. L’intuizione nasce nell’emisfero cerebrale destro, che controlla il linguaggio non verbale, il pensiero olistico e l’espressione.

Alcuni modi per allenarlo:
* essere creativo – la creatività non può essere insegnata, ma può essere stimolata e anche rafforzata da un atteggiamento corretto: lascia perdere l’autocritica, il perfezionismo, mettiti in situazioni in cui sai che fallirai, agisci come un bambino, non come un adulto, passa del tempo in solitudine, ignora il passato;
* ballare: la danza è una vera e propria forma di meditazione;
* dipingere: la pittura è un mezzo con il quale molte persone riescono a esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni;
* visualizzare: La visualizzazione è una tecnica usata dalle persone di successo consistente nel visualizzare di fronte a te il risultato che vuoi ottenere;
* fare brainstorming: è una delle strategie più comuni per favorire un flusso di idee spontaneo, utile in molte situazioni che implicano la ricerca di una nuova soluzione, dove è fondamentale sospendere il giudizio.

E tu, quanto ti fidi della tua intuizione? Ti trovi più spesso ad usarla o a sorprenderti a dire nei pensieri: “Sapevo che dovevo fare quella scelta, perché non l’ho fatta?”? Racconta nei commenti le tue esperienze!

Intuizione: roba da maghi e sognatori?
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