Tra tutte le specie, le nostre mani umane sono uniche, non solo in ciò che esse possono compiere, ma soprattutto nel loro modo di comunicare. Le mani hanno da sempre fatto dei capolavori, dalla “Primavera di Botticelli“, alla composizione di una dolce melodia con uno strumento musicale, alla straordinaria capacità di manovrare strumenti chirurgici, a scrivere poesie, sino all’abilità del mio meccanico di riparare la mia auto. Fino a qualche anno fa, consideravo le mani come arti atti ad essere funzionali dal punto di vista operativo e non le riuscivo a vedere come espressione di un linguaggio, la forma principale della comunicazione non verbale. Ci aiutano a raccontare una storia, a rivelare i nostri pensieri più intimi. Eppure, se si chiede alla maggior parte delle persone una modalità unica della comunicazione non verbale (linguaggio del corpo) delle mani, sarebbe difficile trovare una risposta.

Nonostante l’acquisizione del linguaggio parlato sia stato centrale nel corso degli ultimi milioni di anni dell’evoluzione della specie, i nostri cervelli vengono influenzati dalla gestualità delle mani, soprattutto nel modo di comunicare le nostre emozioni, i pensieri e sentimenti (“A. e B. Pease, Perché mentiamo con gli occhi e ci vergognamo con i piedi, Bur Rizzoli 2008“).

Pertanto, i gesti delle mani meritano la nostra attenzione, come una ricca fonte di comportamento non verbale per aiutarci a capire i pensieri ei sentimenti degli altri.

È interessante comprendere che la nostra mente presta una quantità sproporzionata di attenzione alle dita e le mani, rispetto al resto del corpo. Questo potrebbe essere spiegato in parte perché il nostro primo contatto è con le nostre mani e noi cerchiamo appena nati le mani dei nostri genitori per la sicurezza.

Qualunque sia la ragione, si tende a concentrarsi sulle mani e personalmente sono affascinato da esse. Hitler le ha usate a suo vantaggio (sembrerebbe che avendo un solo testicolo, il destro, con la mano sinistra tendeva a coprire il suo difetto e con la destra ostentava rigida autorità), così come maghi, direttori d’orchestra, e chirurghi.

 

 

 

 

 

 

 

Il nostro bisogno umano di vedere le mani è così importante e si può provare un semplice esperimento. Senza rivelare le tue intenzioni, nascondi le mani durante una conversazione, per tutta la durata del dialogo. Al termine dell’esposizione, chiedi ai partecipanti che cosa hanno pensato e quello che hanno provato quando si discuteva con loro. Certamente vi diranno che sentivano che qualcosa non andava correttamente.

Nel mio lavoro a contatto con tante persone, ho verificato che spesso gli individui che nascondono le loro mani sono generalmente meno aperti e meno sinceri di altri. Ovviamente questo giudizio non può essere assolutistico ma complementare a tanti altri aspetti di valutazione! Quindi occhio a generalarizzare!

Le nostre mani rivelano molto su quello che sta succedendo nelle nostre teste.

Il modo in cui gli altri ci toccano è determinato da cosa trasmettiamo a loro in termini di emozioni. Pensiamo al contatto inziale che abbiamo avuto con il partner: wow! Durante la stretta di mano, il pieno contatto con il palmo della mano trasmette calore ed affetto, mentre il contatto con le punte delle dita ci indica meno affetto e distacco, quasi la forzatura di avere un rapporto non voluto.

Quando ci sono flussi di sangue accellerati e siamo felici ed entusiasti avremo delle mani calde ed energiche. Lo stress rende le nostre mani fredde e più rigide.

Ognuno di noi difficilmente nota che quando ci si sente forti e sicuri di sé, lo spazio tra le dita tende a crescere rendendo le mani più grandi, volte ad uno sviluppo territoriale. Quando ci si sente insicuri, lo spazio tende a scomparire, e tendiamo a nascondere il pollice sotto le dita, soprattutto quando siamo sotto stress.

Quando ci sentiamo sicuri, i pollici si alzeranno più spesso durante una conversazione, soprattutto se la persona che è di fronte a voi ha le dita intrecciate o braccia conserte.

Se unisci le mani a guglia (punta delle dita insieme, come un campanile di una chiesa), vuol dire che sei convinto e fiducioso di ciò che stai dicendo ma l’effetto svanirà nel momento in cui avrai meno fiducia o più insicurezze. Questa posizione delle mani è fondamentale per ottenere risultati strepitosi di persuasione, è probabilmente la più importante visualizzazione di fiducia che possiamo ricevere quando lo vogliamo, quindi allenati a conversare in questo modo e raggiungerai maggiore scioltezza dialettica, provaci!

Se vediamo qualcuno che vuole venderci qualcosa e si sfrega le mani sicuramente per noi non sarà un buon affare e forse dietro la trattativa abbiamo qualcosa di oscuro.

Quando le situazioni sono davvero stressanti, ci strofinano le mani con le dita tese. Un comportamento che ci riserviamo quando le cose vanno davvero male.

Vediamo ora il momento della stretta di mano con gli altri. La prima volta che tocchiamo gli sconosciuti di solito è con una stretta di mano. Può sembrare banale, ma se si sbaglia approccio si lascerà un ricordo negativo indelebile. Non abbiamo mai una seconda chance per fare una prima buona impressione, i commerciali lo sanno bene!

A nessuno piace una stretta di mano aggressiva e a tenaglia, sicuramente non è apprezzata. La stretta a braccio teso con il palmo rivolto verso il basso è indice di voler dominare l’altra persona e lascia impressioni negative.

La stretta di mano è una presentazione personale ed un fenomeno sociale che non è praticato in tutto il mondo. Se si riceve una stretta di mano molto debole, certamente si riceve un messaggio di poca cordialità, di scarso interesse ma non dobbiamo bloccarci e sorprenderci e basterà interpretare tutto ciò come la preferenza di un’altra persona, cercando di rispettare la volontà degli altri.

Evitare di utilizzare la cosiddetta “stretta di mano da uomo politico” (le due mani che ne stringono una), che non è gradita, in particolare agli estranei. Riserva questa stretta di mano per la nonna che apprezzerà il tocco più tattile (entrambe le mani che ne stringono una per lungo tempo) molto di più che i tuoi probabili clienti.

Ricorda che in alcune culture, una stretta di mano è un gesto secondario di saluto. Un abbraccio, un bacio, un inchino può essere più accettato. Gli antichi romani ad esempio invece di stringersi la mano si stringevano l’avanbraccio per mostrare all’altro che non si possedeva un pugnale sotto la manica. In Malesia invece, si portano le proprie mani al petto e si stringono le spalle quasi ad abbracciare se stesso, inibendo qualsiasi contatto.

Non puntare il dito indice verso nessuno, se non vuoi creare un approccio di ostilità anche se è indirizzato verso una sedia. Utilizza la tua intera mano (dita estese) per indicare un punto o una direzione, possibilmente con il palmo verso l’alto (come il Papa per intenderci, che vuole predisporre apertura mentale e fiducia!).

Le mani indicano anche quanto ci prendiamo cura di noi stessi. Le unghie lunghe sugli uomini sono viste come indice di trascuratezza o potrebbero essere associate a comportamenti effeminati. Mentre, le persone che di consuetudine si mangiano le unghie trasmettono il segnale di ansia, nervosismo o insicurezza.

Se indossi troppi anelli (per le ragazze), o un anello al mignolo (per gli uomini), la nostra società tende a non considerarti troppo sul serio. Come del resto i tatuaggi sulle mani, in particolare, non sono molto ben accolti nell’ambito professionale e dovrebbero essere evitati se si è nel settore aziendale, nella medicina, nella giurisprudenza e nella finanza.


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Ti saluto con un breve video riassuntivo di quello che le nostre mani comunicano. Dopo la visione fammi sapere nei commenti: “Sai interpretare il linguaggio delle mani? Hai mai pensato di quanto comunichi con le tue mani?”

Il linguaggio è nelle nostre mani
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