paura dell'intimitàMi piace iniziare quest’argomento con una bella citazione di Richard Bach:
“L’opposto di solitudine non è stare insieme. È stare in intimità.”
Queste poche parole riassumono efficacemente sia il desiderio del contatto con gli altri sia le problematiche legate al suo soddisfacimento. Ma anche le risorse. Possiamo sentire una profonda solitudine pur stando in mezzo alle tante persone e parimenti sentire una profonda intimità con qualcuno pur non essendo in sua presenza, perfino non avendolo mai incontrato fisicamente. Non si tratta dunque del contatto in sé, ma della qualità del contatto.

Si può essere intimi con più persone, e a vari livelli. Si può avere una ricca vita sociale ma non riuscire ad entrare in contatto vero con nessuno.

L’argomento dell’intimità tocca il suo apice in riferimento alle relazioni d’amore, di coppia. Spesso l’intimità si confonde con la sessualità e il sesso si usa come surrogato dell’intimità, ma sappiamo tutti, con un po’ di onesta osservazione (e auto-osservazione!), che si può condividere il sesso con una persona e non essere intimi.

Quel tipo di contatto può soddisfare momentaneamente, ma sostanzialmente rende inappagati. Perché il bisogno di amare e di essere amato è il bisogno fondamentale dell’essere umano, superiore per urgenza a quello della fame, della sete o del sesso nel senso fisiologico.

Erich Fromm nel suo “L’arte di amare” risale all’origine di questo bisogno: l’ansia che provoca il senso di solitudine, di isolamento. L’essere umano, consapevole della propria individualità, ha bisogno di penetrare attivamente nel mondo che lo circonda e raggiungere l’unione. Ma se fosse così semplice il mondo girerebbe diversamente di come gira ora.

L’intimità emotiva è una delle esperienze più appaganti dell’essere umano.
L’intimità potrebbe essere definita come relazione autentica di vicinanza emotiva, contrassegnata dalla condivisione di emozioni e sentimenti profondi. L’intimità mette in gioco le nostre parti più intense e nascoste, ciò che siamo davvero al netto delle maschere che indossiamo quotidianamente.

L’espressione “mettersi a nudo” la descrive a pennello: ci rende fragili e vulnerabili perché ci espone. Per questo ne abbiamo paura.

La paura dell’intimità riguarda tutti, in misura variabile, si manifesta in modi a volte molto complessi e può avere cause diverse. È l’angoscia di fidarsi, di darsi, di aprire le nostre porte (specialmente quelle segrete), di scoprire i nostri aspetti fragili, e di fare spazio all’altro dentro di noi. Perché l’altro può approfittarsene, rifiutarci, abbandonarci, ferirci, invaderci, controllarci, annullarci, inghiottirci, manipolarci…

Allora si mettono in atto i meccanismi difensivi complessi, complementari con quelli del partner e per questo difficili da interrompere, che impediscono un vero incontro e incentivano un reciproco ritiro, distanza, disinvestimento e alzano i muri emotivi. Si sceglie di restare soli o si intrattengono solo le relazioni superficiali nelle quali non rischiare niente. Trinciarci dietro quei muri ci fa sentire al sicuro, ma ci impedisce di evolvere, oltre che trovare quel che aneliamo: raggiungere l’unione con il derivante appagamento autentico.

E paradossalmente, all’interno di essi avviene proprio quello che temevamo e fu la causa dei nostri meccanismi difensivi: manipolazione, controllo, invasione, reciproco ferirsi, rifiutarsi…

La paura dell’intimità si può superare solo con l’intimità stessa. Raccontandoci, essendo autentici, restando e standoci in relazione proprio in quei momenti quando vorremo scappare, lasciandoci andare, condividendo, manifestando cosa proviamo anche quando ne siamo spaventati noi per primi, accettando il rischio di fidarsi. Possiamo togliere alle nostre paure il loro potere bloccante.

Alcuni suggerimenti per superare la paura dell’intimità:

– riconoscere la propria tendenza a nascondersi dietro muri emotivi, che può variare dall’essere solitari, eccessivamente riservati, ritirarsi silenziosamente da parte all’essere troppo espansivi e loquaci;
– una volta riconosciuto che ci si sta nascondendo, consapevolmente decidere se si desidera continuare così o iniziare ad aprirsi (all’inizio a poco a poco);
–  provare a dire al partner che si prova paura o disagio;
– condividere un pensiero alla volta, anche relazionandoci alle persone sconosciute, che non incontreremo mai più: gradualmente (assicurandoci che non solo “siamo sopravvissuti”, ma ci sentiamo perfino più soddisfatti) potrà diventare una modalità abituale di relazionarci.

E tu? Qual è il tuo rapporto con l’intimità? Come riesci a viverla? Cosa ti spaventa di più? Condividi un pezzettino di te nel commento!

 

La paura dell’intimità
4.92 (98.33%) 12 votes
CHIUDI
CLOSE
Share This