Come abbiamo già detto nell’articolo “Attento a come ti parli” e nei successivi scritti, la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) fa riferimento a dei nostri schemi cerebrali e alla linguistica che utilizzata porta, se lo si vuole, ad un linguaggio di programmazione.

Le parole fanno riferimento alla capacità della nostra mente di programmare la creazione dei risultati e dei comportamenti che desideriamo. In altre parole, la PNL, in questo contesto è essenzialmente lo studio degli schemi linguistici che possono essere utilizzati per programmare il nostro cervello al fine di raggiungere certi risultati.

La PNL è utilizzata per molte ragioni e obiettivi: da uomini d’affari nel business, dagli atleti nello sport, dagli studenti nello studio, dai genitori nella famiglia e in generale da tutte quelle persone che in qualche modo vogliono l’eccellenza (Focalizzati sempre “Non sulla perfezione, ma il meglio di noi stessi in una determinata situazione!”).

La PNL è riconosciuta da molte comunità di riabilitazione e da alcuni medici, utilizzata come metodo incredibilmente efficace per indurre cambiamenti comportamentali quali l’eliminazione di fobie o dipendenze, migliorare le prestazioni, migliorare la concentrazione e aumentare la produttività.

Pertanto, se è vero che, per comunicare, gli strumenti principali che utilizziamo tutti noi esseri umani nella vita di tutti i giorni sono le parole, vediamo nello specifico perché il “Potere delle parole” fanno la differenza nella nostra vita!

PNL ed il potere delle parole:

1) Con le parole si possono persuadere persone.

Le parole utilizzate da alcune persone, in un certo modo quasi ti costringono a concordare con il loro punto di vista, dare loro quello che vogliono, non ciò che chiedono ma far si che tu debba inconsciamente acquistare ciò che stanno vendendo.

Decisioni basate sulla persuasione non si basano sulla verità, sul senso comune, sulla logica, sui vostri interessi se è giusto o è sbagliato.

Né sono stabili, affidabili e coerenti nel tempo. Le parole possono generare persuasione e possono essere progettate per beneficiare qualcun altro e, con alcune tecniche e allenamento, possono essere rovesciate da un argomento più convincente.

(Ad esempio, per chiedere un aumento in denaro al proprio capo fai attenzione a questa formula: “Non voglio dei semplici soldi ma voglio essere valorizzato!” In questo esempio la risposta ridisegna un’eventale obiezione mettendola su un piano diverso: essere valorizzati! Semplice ma eccezionale non credi?

Un altro esempio, è quando qualcuno in una determinata situazione ti può dire: “Tu mi dici sempre cose cattive!” e la tua risposta potrebbe essere: “Non ti dico cose cattive ma la verità, il mio intento è essere sincero con te!”

Anche in questo esempio si sposta il contesto su un piano diverso e molto più profondo che è quello della sincerità che ha un valore maggiore rispetto a dire cose cattive!

Se non sei riuscito a cogliere la profonda differenza linguistica non ti preoccupare perché bisogna provare e riprovare queste espressioni come se fossi un attore teatrale: prove e allenamento!)

2) L’enorme potere delle parole sta nel significato che noi attribuiamo alle parole stesse.

Le parole ci collegano a concetti, idee, ricordi, situazioni, circostanze, azioni, pensieri e sentimenti della nostra mente subconscia basandosi su risposte emotive rivolte al soggetto o soggetti destinatari del messaggio.

E’ fondamentale comprendere il concetto che le nostre parole possono essere usate a nostro favore o a nostro sfavore.

Per esempio tutti conosciamo persone che utilizzano abbastanza frequentemente parole critiche ed esprimono negatività dalle loro bocche abbassando l’energia nel contesto e, a loro volta lo stato d’animo di chi li circonda.

Quando avevo 19 anni, alla chiusura delle scuole per il periodo estivo, frequentavo una comitiva di amici, e una ragazza con cui ero “fidanzato” di nome Cristina, aveva preso l’abitudine di dire ed utilizzare l’aggettivo negativo “che schifo!”, e lo pronunciava in ogni situazione, persona o cibo che non le piacesse.

Beh dopo circa una settimana tutti i membri della comitiva utilizzavano questo termine per esprimere ciò che non piacesse! “L’incantesimo” (In pnl gli incantesimi sono proprio le parole che si pronunciano con convinzione emotiva che ripetute con frequenza cambiano il nostro stato d’animo: ad esempio pensa ai tre moschettieri che prima di ogni combattimento utilizzavano la formula esaltante “Tutti per uno, uno per tutti”) si ruppe nel momento in cui iniziai a frequentare persone diverse che non utilizzavano assolutamente quel termine, e facendomelo notare, presi consapevolezza che lo utilizzavo inconsciamente per ogni accezione negativa.

Troppo spesso siamo bravissimi ad utilizzare sinonimi di parole negative come spiega Roberto Re nel suo libro “Leader di te stesso“, che fa un’analisi di quanto viene utilizzata la parola “paura” ed i suoi sinonimi, ed abbiamo più difficoltà a trovare sinonimi di parole positive come “coraggio”.

Da ciò nasce la nostra consapevolezza che, se vogliamo migliorare i nostri stati d’animo ed associare emozioni positive alle parole, dobbiamo utilizzare parole che esprimano benessere e ampliare il nostro vocabolario cercandoci sinonimi di parole che esprimano positività.

Quindi diciamo addio a termini come: speriamo (significa porsi in fiduciosa attesa e implica una mancanza di azione da parte nostra!) o problema ( significa che ci concentriamo sull’ostacolo e non sulla soluzione).

Tutti noi conosciamo il contagio di coloro che sono positivi e ottimisti nella scelta delle parole e hanno un volano per aumentare l’energia e l’umore di coloro che li circondano.

Se si riesce a capire che siamo noi e solo noi che possiamo interpretare il significato delle parole e diamo loro “il potere”, allo stesso modo il giudizio sui comportamenti può essere riassunto in questa frase che dico spesso a chi mi conosce: “I comportamenti delle persone vengono da noi interpretati in base alla nostra soggettività e quindi, al significato che soltanto noi gli attribuiamo”.

Pnl e il potere della parola
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