coerenza“Ha detto che l’avrebbe fatto e poi non ha mantenuto la parola!” – quante volte abbiamo pronunciato o pensato questa frase? Accompagnandola con un sentimento negativo nei confronti della persona in questione.

Se pensiamo qual è la caratteristica che maggiormente ci ispira a fidarci delle persone, la coerenza è di certo tra le prime che ci vengono in mente.

Se questo vale nei confronti degli altri, vale anche nei confronti di se stessi. Ma di questo siamo di solito molto meno consapevoli, sia quando si tratta della coerenza con gli altri che della coerenza con se stessi. È una di quelle caratteristiche un po’ difficili da definire che tutti vorrebbero, ma che pochi riescono effettivamente ad avere.

La parola coerenza proviene dal latino “cohaerentia”, col significato di coesione, compattezza, omogeneità, uniformità, l’essere unito bene insieme; nel senso figurato, conformità tra le proprie convinzioni e l’agire pratico, mancanza di contraddittorietà.

Rende bene l’idea la seguente frase di Mahatma Gandhi La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici, e ciò che fai sono in armonia.” È qualcosa che certamente ha a che fare con le azioni, il nostro modo di comportarci, ma non si limita soltanto al comportamento esteriore.

Ed ha a che fare con la felicità. In che modo? Semplice: ogni nostro comportamento deriva dai nostri valori, principi, ciò che crediamo sia fondamentale o comunque scegliamo di seguire; se agiamo in accordo con essi, ci sentiamo appagati, fieri di sé, integri, sentiamo di esserci espressi pienamente e liberamente, di affermare chiaramente chi siamo. Ne deriva una sensazione di autentica forza e un’intima felicità.

Essere ciò che scegliamo autenticamente di essere, questa è coerenza.

Se siamo incoerenti, di fatto ci dividiamo dentro noi stessi: una parte di noi va in una direzione, l’altra o le altre, in direzioni differenti, più o meno contradditorie tra loro; a lungo andare, con l’incoerenza molto alta arriviamo a non fare più niente o a comportarci come le palline da flipper impazzite.

Nel campo dell’incoerenza è molto difficile stare bene. È segno della debolezza della volontà di affermare ciò in cui davvero crediamo oppure della mancanza di valori e principi chiari in cui crediamo. E ricordiamoci che i valori sono la base su cui costruiamo la nostra vita.

L’incoerenza è il segnale che c’è qualcosa che non va nel nostro sistema di valori. Oppure di una bassa autostima, in quanto l’autostima è strettamente legata alla coerenza: è direttamente proporzionale.

Per cui, la mancanza di coerenza si può tranquillamente considerare una delle spie d’allarme di una bassa autostima. Migliorando l’autostima miglioriamo anche la coerenza, e viceversa: migliorando la capacità di essere coerenti aumentiamo l’autostima.

Quando ci comportiamo in modo incoerente non è tanto il problema nel giudizio degli altri (che comunque ci crea il danno relazionale), ma nella dimostrazione che non ci crediamo davvero alle cose che pensiamo siano importanti.

Ogni azione di incoerenza con i propri principi, valori e le priorità scelti, segnala che stiamo mentendo a se stessi, prima che agli altri. Ci avvisa che le cose che davvero ci interessano sono tutt’altre, e a quel punto è necessario un esame di coscienza per capire quali sono davvero i nostri valori. E perché non abbiamo la forza di difenderli?

Se vogliamo cambiare qualsiasi cosa nel nostro comportamento o che riguardi le nostre credenze, l’incoerenza con se stessi segnala alla nostra mente a livello inconscio che non siamo credibili e il cambiamento viene sabotato.

Il grande nemico della coerenza di solito è la convenienza, quando per comodità, per pigrizia, per calcolo, per paura, giriamo le spalle ai nostri ideali. Ovviamente, più si cede a questi e meno si è coerenti, più ci si indebolisce; si diventa caotici e conflittuali. Insomma, seguendo le correnti non si diventa coerenti.

Essere coerenti richiede la capacità di vivere in prima persona quello in cui si crede e di sapersi immedesimare negli altri per comprendere quando “predichiamo bene ma razzoliamo male”.

Per esempio, sono coerente se non mi piacciono le bugie e non le dico agli altri, nemmeno per convenienza; se faccio quel che ho detto di fare anche se mi costa uno sforzo notevole; se credo nell’onestà e non imbroglio nemmeno per comodità; se affermo di rispettare gli altri e non offendo, aggredisco o umilio nessuno, per nessun motivo; se decido di ridurre il numero delle sigarette accese (per esempio a 10 giornaliere) e non trasgredisco anche a costo di grande disagio temporaneo che la riduzione mi comporta.

Senza questa “traduzione fedele” di concetti nella vita concreta, essi restano solo parole vuote. La coerenza ha il suo prezzo, ma anche la sua grandissima ricompensa: empowerment a tutto tondo. La coerenza richiede di disciplinare la coscienza, ed è proprio questa disciplina a darci forza e sicurezza.

All’interno del concetto di coerenza bisogna distinguere la coerenza dinamica da quella statica, che sono apparentemente contradditorie tra loro (ecco perché esistono le considerazioni sull’inesistenza della coerenza nella vita), ma in realtà si tratta del discernimento fine e dell’alta consapevolezza a cui ci si arriva lavorando su se stessi. Ne parleremo un’altra volta.

E tu? Quanto coltivi questa fantastica qualità? Ricordati che si può sempre migliorare, naturalmente se ci dedichiamo l’impegno e il tempo.

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