conflitti genitori nonniAnche se il ruolo dei nonni merita rispetto, i genitori nell’educazione dei figli hanno l’ultima parola.

Per alcune coppie, far crescere i figli dai nonni è fastidioso. Allo stesso modo, molti nonni si sentono disorientati per non avere il sostegno della figlia o figlio, chiedendosi come mai le loro conoscenze ed esperienze non sono ben considerate per il benessere dei loro nipoti. La sfida vera è quella di non rompere l’equilibrio.

I nonni si sentono coinvolti nell’educazione del nipote perché sentono di avere più esperienza educativa dei propri figli. Intervengono con tutto l’amore che possono e pieni di buone intenzioni.

La dinamica tra la mamma e la nonna soprattutto nel primo periodo di vita del bambino è quasi sempre un rapporto di strappo emotivo, shock e, che, per essere strategico deve reggersi sull’equilibrio e rispetto, con prudenza ed intelligenza emotiva.

Senza dubbio il periodo successivo al parto, produce nella mamma una vulnerabilità e avvicinamento  più  alla propria madre, che alla nonna paterna. Se, oltre a questo, vi è una sostanziale differenza d’età tra le 2 donne, ci può essere un conflitto operativo nella gestione delle pratiche del neonato.

Il dialogo, il sostegno ed il rispetto si muovono su di un equilibrio sottile tra la coppia genitoriale ed i nonni. Questo può essere rotto nel momento in cui ogni figura rivendica un ruolo attivo nei confronti del bambino, pretendendo più tempo rispetto a quello che la coppia decide di fornire ai nonni. Diciamo pure che inizia il sottile conflitto che può sfociare nella condizione di “invadenza” soprattutto se si inizia a minacciare il potere decisionale.

Se ciò accade, cosa fare?

La chiave di tutto è comunicare e ripensare il modo in cui definire la relazione nonni-genitori-bambino.

E’ chiaro che, mentre la mamma e il papà sono determinanti per la piccola figura, ogni persona della famiglia diciamo “allargata”, in particolare i nonni, devono avere una partecipazione attiva nel tempo, nell’amore e nel sostegno che possono fornire al bambino ma restano comunque esterni alla nuova famiglia e non possono e devono sostituire i ruoli del papà e della mamma.

Ma allo stesso modo è senza dubbio più sano per il bambino lasciare che gli altri (vicini di casa, parenti, amici, etc.), entrino in contatto con il bambino per una più completa scoperta di socializzazione.

Pertanto, i genitori devono capire che, così come hanno gioia a stare col bambino, anche i nonni forniscono e ricevono gioia stando con il bambino. Nel frattempo, la mamma e il papà dovrà mostrare una buona dose di assertività gestendo le opinioni dei nonni senza vederle come imposizioni, ma suggerimenti che arricchiscono la coppia nell’esperienza genitoriale che stanno vivendo.

Il contributo della nonna difficilmente sarà percepito come sgradito se la coppia agisce come una squadra. Questo vuol dire che saranno d’accordo sul ruolo e sui limiti da rispettare. Se la coppia si sente allo stesso modo, non c’è conflitto.

La coppia deve far capire ai nonni che hanno l’ultima parola sui propri figli utilizzando frasi che non facciano “male” ma che allo stesso modo siano lo specchio dei propri sentimenti ed emozioni. Ad esempio: “comprendo il tuo punto di vista, ma noi la pensiamo diversamente e se sbaglieremo agiremo con responsabilità nostra”.

E tu sai gestire il rapporto nonni-genitori nel contesto dei figli? Dimmelo nei commenti.

Risolvere i Conflitti tra Nonni-Genitori nell’educazione del Bambino
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