L’eccellenza è spesso confusa con la perfezione. Ma la perfezione non è equivalente all’eccellenza, soprattutto se intesa nel suo estremo perfezionismo.
Chi possiede la personalità del “Perfezionista” è sempre e continuamente alla ricerca del massimo da ottenere nella vita. Se però i parametri  sono soggettivi e “costruiti” sara’ molto difficile raggiungere la perfezione ed essere soddisfatti. La ricerca della perfezione per costoro, diventa così lo scopo della vita. Questo approccio crea frustrazione, un senso permanente di fallimento, auto-denigrazione.
Il perfezionista vive nella ricerca di ottenere una perfetta immagine di se stesso. Vive nella necessità di essere inattaccabile, ha paura di essere scoperto nelle sue imperfezioni. Tutto ciò, può causare per molti,  una volontà di costruirsi una “facciata di protezione”, non essendo più se stessi.
Il mantenimento di questa “facciata” è stata spesso un potente motore per le loro prestazioni, ma a che prezzo? Questa è una caratteristica che incontro spesso nel coaching. Uno dei problemi principali di questi capi perfezionisti è che hanno tagliato la loro autenticità per costruire la loro armatura protettiva, e di conseguenza, la loro capacità di relazionarsi con gli altri.
Il perfezionista, ha difficoltà a delegare perché le cose non saranno mai fatte come vorrebbe. Se delega o è costretto a farlo,  troverà sempre qualcosa di cui lamentarsi, causando frustrazione e demotivazione. Il leader perfezionista spesso fa anche fatica a chiudere i suoi progetti, non raggiungendo mai la perfezione.
Nella sua vita privata, il perfezionista è isolato, tagliando la sua autenticità, ha difficoltà a trovare la gioia e a godere dei semplici piaceri. In casi estremi, l’isolamento, la mancanza di piacere può portare alla depressione.

Diverso è parlare di eccellenza come un modello per l’ecologia personale (inteso che non reca danni ma solo benefici). Essa si basa su 4 pilastri dal momento in cui ha già ottenuto due cose essenziali:

1) La contestualizzazione del momento. Sono eccellente in questo momento, come il meglio che sono ora!
2) Una motivazione chiara per un progetto di vita che unisce e allinea la motivazione personale e professionale.

I 4 pilastri di eccellenza sono quindi:

1) Prestazioni.
Produco le mie prestazioni entro le mie capacità che ho sviluppato, in modo che possa ripetermi. Per il perfezionista, non vi è limite e le prestazioni non sono mai soddisfatte con l’ideale che ha costruito. Questo atteggiamento porta a prestazioni forzate che producono inevitabilmente una forma di violenza contro se stessi, la sofferenza per l’impossibilità di successo, il bisogno di nascondere le sue debolezze. Nello sport spesso la soluzione la si trova nel doping e nella dissociazione tra il corpo e la mente.

2) Coerenza.
La connessione tra corpo e mente, il buon rapporto tra corpo ed emozioni e la connessione con gli altri (l’apertura e il collegamento con l’ambiente familiare e sociale). Questo collegamento fornisce la consapevolezza di avere dei limiti, un risveglio alla lucidità di azione e l’apertura all’ambiente che ci circonda. Il Perfezionista è tagliato fuori dal rapporto mente e corpo, focalizzato all’ossesso nel suo ideale senza limiti, che non gli permette di accettare sé stesso e ancor meno gli altri che lo circondano. Se gli state vicino qualche giorno lo sentirete in fondo in fondo parlare male di tutti!

3) Disciplina.
La disciplina è l’esercizio necessario per mantenere o espandere le sue capacità, le competenze attraverso la formazione, ma anche disciplina nei processi di lavoro, gestione del tempo e delle priorità. Il piano di azione giornaliero è necessario per mantenere o migliorare le abilità, le competenze e fattori di potenza. Disciplina per il benessere fisico e il peso ideale, lo sviluppo delle capacità mentali sono fondamentali. Di contro la disciplina, può diventare estremamente rigida ed è questa ad esempio, una delle pecche del perfezionismo. Il perfezionista può apprendere la disciplina fino al punto di compromettere tutto in salute ed affetti.

4) Libertà.
Questo è l’elemento della creatività, divertimento, umorismo, l’innovazione, la capacità di ottenere modelli non predefiniti che solo un creativo mette l’anima nella sua arte, un allenatore sportivo mette personalità nella sua gestione, dando vita ad un atleta appassionato di sport anche nel sacrificio degli allenamenti. La libertà è il luogo delle emozioni e della personalità in termini di prestazioni. Il perfezionista si distanzia dalla libertà, in quanto tale la libertà è tutto tranne che la perfezione. Se il nostro secondo bisogno umano è varietà, la libertà lo rispecchia ampliamente. Ci possono anche essere dei difetti in un individuo, che sia un artista, un atleta o un capo, ma tutto ciò li rendono straordinariamente umani. Il perfezionista odia difetti e libertà non è il suo mondo, anche se a volte invidiano quelle persone che sono ammirate per la loro creatività, ma lui non capisce come si può ammirare qualcuno che ha dei difetti.

Alcune riflessioni sulla perfezione e l’eccellenza sono alimentate per sollevare dei commenti. Se sei un perfezionista, è probabile che tu ti trovi almeno un pò in alcune delle descrizioni che ho fatto.
Ma cosa si può fare?

1) Presta attenzione ai segnali del tuo corpo che indicano lo stress. Come imposti i limiti sul tuo perfezionismo in modo significativo rispetto alle tue prestazioni?

2) Presta maggiore attenzione al momento presente e vivi il qui ed ora, ascolta di più il tuo dialogo interno.

3) Metti il divertimento e la libertà nella tuo disciplina. Ammorbidisciti, concediti momenti di puro piacere. Crea contatti e relazioni di amicizia per aumentare il divertimento, prendi esempio dai bambini che quando vedono una pozzanghera ci saltano dentro, mentre gli anziani generalmente si lamentano e sbottano.

4) Prova a mettere in discussione le tue abitudini, cambia, innova il modo di gestire la tua giornata, aggiungi dell’umorismo e accetta un minimo di approssimazione non come un pericolo e neanche come superficialità.

In conclusione, trasforma il tuo approccio alla vita, abolisci il perfezionismo e approccia l’eccellenza come il meglio di te in quel determinato momento.

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