A ciascuno di noi capita più o meno spesso, alla domanda che facciamo a qualcuno: “Come va?”, di ricevere in risposta: “Sto attraversando un periodo di merda”, o di rispondere noi stessi in questo modo (a volte, esclamandolo spontaneamente senza neanche la domanda)?

Effettivamente, è una costatazione molto comune sebbene non sempre detta in termini così colorati.

Già, la vita di tutti noi è costellata di periodi difficili, più o meno lunghi, che variano da qualche giorno a qualche anno.

Possono riguardare un ambito specifico della vita (lavoro, relazioni, finanze, carriera, figli, salute, stato mentale o emotivo, progetti…) o essere generalizzati fino a includere tutto, o quasi.

Tutto va male, ovvero non secondo i nostri piani e volontà, le porte che una volta erano aperte si chiudono e non riusciamo ad aprirne di nuove, le relazioni (d’amore o d’amicizia che siano) si rompono, non riusciamo a trovare da anni un partner adatto (o addirittura qualsiasi partner), siamo in preda alla depressione o continuamente assaliti da pensieri di preoccupazione, entriamo quotidianamente in conflitto con alcune persone significative per noi o con i colleghi/collaboratori, ogni decisione si rivela un errore, le perdite finanziarie si susseguono una dietro l’altra, ogni progetto iniziato naufraga senza un perché, le rotture e i guasti tecnici abbondano, la carriera è in discesa vertiginosa, collezioniamo un problema di salute dopo l’altro, i figli ne combinano di tutti i colori, e così via: la fabbrica delle sfighe sembra lavorare a pieno regime. Sembra che il mondo ce l’abbia con noi.

A seconda della resistenza e resilienza individuale, a un certo momento cominciamo a sentirci esausti, sempre più arrabbiati o scoraggiati e sfiduciati.

Sembra tutto un lungo tunnel senza fine, senza luce. “Passerà” (spesso detto anche dagli altri come consolazione) ci sembra diventare “Non passerà mai”. E soprattutto, ci tormenta la domanda: “Perché? Perché tutto a me? Perché proprio a me?”

La buona notizia è che davvero finirà un giorno, la cattiva è che nessuno può sapere quando.

Cosa possiamo fare, non per sopravvivere a questi periodi (quello lo facciamo già spontaneamente), ma per viverli al meglio, visto che già ci siamo dentro, e magari usarli costruttivamente e agevolare l’uscita dal tunnel?

Ecco alcuni suggerimenti:

1. Depersonalizzare.

Come scritto poc’anzi, la vita di tutti noi è costellata di periodi difficili, anche se ci sembra quando ci siamo dentro che succeda solo a noi; nessuno è immune. La risposta alla domanda “Perché proprio a me?” sorge spontanea: “Perché questa volta tocca a me. Punto.” Uscire fuori dal proprio piccolo mondo aiuta parecchio, cominciare a interessarsi davvero agli altri. Rendersi conto delle difficoltà che stanno attraversando loro, e del fatto che tutti ne hanno, anche quelli a cui invidiamo (anzi, forse ne hanno più degli altri). E non per “mal comune mezzo gaudio”, ma per pura obiettività.

2. Distaccarsi, non identificarsi.

Quello che sta succedendo non sono io. Sta solo succedendo e io sto partecipando. Sono gli eventi, non io. Può aiutare provare a vedere la propria vita in quel momento come un film. Cosa affronta il nostro eroe? Come si comporta davanti alle difficoltà che gli sono capitate? Fa qualcosa di concreto? Quel qualcosa migliora la situazione o la peggiora? Vedendolo così ti viene da ridere? Da piangere? Fai il tifo perché riuscisse a reagire in un certo modo? Lo ammiri per come si comporta? Come dovrebbe comportarsi affinché tu lo ammirassi?

3. Smetti di lamentarti.

Uno sfogo ogni tanto ci sta, intendiamoci. Ma lamentarsi continuamente fa solo disperdere le energie e di per sé non cambia nulla in meglio, anzi contribuisce a farti sentire peggio e non solo: a far sentire peggio chi ti sta accanto, oltre che annoiarlo con le lamentele.

È permesso solo se ascolti poi attentamente e metti in pratica, se ti sembrano un minimo sensati, gli eventuali suggerimenti che il tuo interlocutore si sforza di fornirti; là c’è qualcosa della sua esperienza di vita che forse ti è utile almeno per riflettere. “Invece che maledire il buio è meglio accendere una luce”: Lao Tzu ne sapeva qualcosa della filosofia di vita. Nel nostro caso specifico, accendere una luce significa sforzarsi di trovare dei pensieri/parole/azioni che ci fanno stare meglio, anche se per poco.

Allenarsi a diventare consapevoli dei nostri schemi mentali ricorrenti negativi e sostituirli con altri che ci fanno sentire meglio. Fare concretamente qualcosa di utile in una situazione difficile invece di restare bloccati a piangere su quel che non va.

Uno dei pensieri fondamentali da adottare è la convinzione che per qualche motivo a te al momento ignoto questo periodo di merda è buono per te. Lo saprai al momento debito, di solito dopo l’uscita definitiva dal periodo difficile.

4. Accetta la tua dose di sofferenza.

Prima di tutto, la sofferenza ci rende più empatici e comprensivi verso gli altri, più consci delle sofferenze che magari noi inconsapevolmente infliggiamo. Poi, ci costringe a cambiare, oltre che a cambiare il punto di vista. Noi esseri umani impariamo molto di solito attraverso la sofferenza, gli altri metodi difficilmente li prendiamo in considerazione.

Periodo di merda suscita la rabbia, è innegabile; ma elaboriamola e andiamo oltre: trasformiamo l’energia della rabbia (è potente) nei passi concreti verso il cambiamento, prima di tutto di se stessi.

5. Rifletti da cosa ti sta proteggendo il periodo di merda.

Questo è molto difficile, ma molto utile; prova ad aiutarti con la fantasia, immaginando qualcosa che non avresti razionalmente pensato, o chiedi ad un amico quale sarebbe la sua idea su questo. In che cosa, in quale comportamento/decisone, ti sta fermando? Se continuassi come volevi procedere (e il periodo di merda te lo sta impedendo), dove arriveresti? Quali potrebbero essere conseguenze negative che non avevi mai considerato?

6. Chiediti qual è la lezione che hai bisogno di imparare.

Sì, di questo si tratta: i periodi di merda sono in realtà dei periodi di allenamento in qualcosa che ci è indispensabile imparare per poter proseguire la vita in maniera più soddisfacente per noi, intendo autenticamente più soddisfacente.

Non sai gestire bene le finanze? Il periodo di merda ti allenerà facendoti mancare le risorse economiche. Forse ti stai incamminando verso il tuo sogno di fondare e gestire un impero imprenditoriale, e senza aver acquisito questa abilità falliresti.

Sogni un grande amore? Il periodo di merda ti allenerà attraverso gli incontri “sbagliati” o la solitudine a riconoscerlo quando arriva e a saperlo apprezzare, altrimenti potresti lasciarlo passare accanto senza notarlo. Inoltre, attraverso gli incontri “sbagliati” chiarisci bene quali sono i tuoi reali bisogni in una relazione e cosa vuoi davvero in un partner.

Entri nelle relazioni senza criterio e calpesti te stesso pur di stare in coppia? Il periodo di merda ti allenerà attraverso un partner superegoista o attraverso l’impossibilità di trovare qualsiasi partner a prenderti cura di te e della tua autorealizzazione.

Trascuri il tuo corpo, il riposo, i tuoi autentici bisogni interiori o coltivi le emozioni negative per lunghi periodi? Il periodo di merda ti mostrerà attraverso la malattia cosa stai facendo a te stesso e ti costringerà a cambiare l’atteggiamento.

Problemi con i figli? Forse troppo permissivismo, troppa severità o troppo assenteismo vanno corretti cambiando i propri comportamenti.

Sei troppo superficiale? Il periodo di merda te lo mostrerà e non ti farà proseguire in questo modo facendoti naufragare quel che inizi, finché non cominci ad applicarti seriamente nel fare le cose.

Tecnodipendente? Guasti e malfunzionamenti ti faranno capire almeno per periodi brevi, che esiste un mondo anche là fuori, in carne ed ossa, e magari lo stai seriamente trascurando.

Non hai coraggio ad andartene da un posto nonostante sia un tuo desiderio intimo (di cui magari non sei neanche consapevole, visto che non dedichi tempo ed energia all’autoconoscenza)? Ci pensa il periodo di merda: ti chiude tutte le porte e ti rende impossibile la vita in quell’ambiente, finché la fame (o altri motivi) non ti spronino ad andartene.

Troppo arrogante? Il periodo di merda ti insegnerà l’umiltà.

Odi il tuo lavoro, ma non osi lasciarlo per paura dell’insicurezza, però stai “morendo dentro” e una parte di te si ribella? Ci pensa il periodo di merda a farti perdere il lavoro, per costringerti a cercare qualcosa di più consono ai tuoi desideri.

Non riesci a conquistare un partner? Forse il periodo di “magra” ti sta costringendo ad apprendere le tecniche di seduzione (utili sempre, anche nei rapporti stabili) o le abilità per gestire costruttivamente i rapporti.

Gli esempi sono infiniti, quanto sono infiniti i periodi di merda nella loro complessità all’interno delle nostre vite, altrettanto complesse.

7. Dopo i peggiori periodi di merda di solito arrivano i migliori periodi di espansione e crescita o realizzazione (se smettiamo di dimenarci mentre ci “crolla il mondo addosso”, in genere il periodo difficile dura di meno).

Infatti, se abbiamo “preso bene” il periodo di merda e lavorato su noi stessi, abbiamo nel frattempo raggiunto i cambiamenti di cui avevamo bisogno. Dopo tutto, i frutti migliori vengono dal terreno concimato, ovvero cosparso di merda. Le biografie di uomini celebri pullulano di esempi del genere.

E tu? Come te la cavi nei periodi di merda?

Dimmelo nei commenti, dopo aver sentito questa canzone di Willie Peyote “Il Periodo di Merda più Bello della Mia Vita”:

Che periodo di merda!
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