Spesso le persone tendono a preoccuparsi dinnanzi ad attività e compiti da svolgere, dimenticando che basterebbe vivere nel presente e occuparsene nel momento in cui bisogna soltanto agire!

Quando sono preoccupato, vivo la situazione con tensione ed ansia. Mi focalizzo su ciò che non va, probabilmente ho pensieri negativi ed ho paura.

Questo atteggiamento verso ciò che sta accadendo, in una certa misura, mi paralizza. La paura e l’ansia mi paralizzano, non mi permettono di vedere chiaramente e cado in una mentalità da vittima. Mi lamento di ciò che sta accadendo e spendo le mie energie lamentandomi e alimentando la mia ansia.

La preoccupazione fondamentalmente è un’emozione inutile. Infatti, si può passare molto tempo a preoccuparsi di cose che non accadranno mai o quanto meno sono ipotetiche…

Se perdo il lavoro? Se il mio partner mi lascia? Forse niente di tutto questo accadrà mai, ma il tuo corpo ha sentito quella preoccupazione, hai immaginato quella situazione e hai avuto la sensazione che fosse già accaduta.

Preoccuparsi migliora qualcosa?

No, per niente.

Preoccuparsi è funzionale a qualcosa?

Beh, come ogni altra cosa nella nostra vita, ha una funzione e ne ricaviamo qualcosa…

Per cominciare, è la scusa perfetta per evitare una decisione. Se sono “impegnato” a preoccuparmi, mi manca la chiarezza e la concentrazione per apportare i cambiamenti necessari o anche solo per capire cosa mi sta succedendo in questo momento (e ci sono molti momenti nella nostra vita in cui siamo tentati di fuggire da ciò che sentiamo nel presente).

Se sono impegnato a preoccuparmi, se la mia energia e la mia attenzione sono concentrate lì, evito di assumermi responsabilità, evito di correre rischi e di uscire dalla mia zona di comfort. Rimango stagnante, preoccupato e sentendomi al sicuro in ciò che mi è familiare. Non sto migliorando, ma ciò che per me è conosciuto e familiare mi da comunque una sensazione di tranquillità e rassicurazione perché non mi metto in gioco verso qualcosa di sconosciuto, qualcosa di incerto che rappresentà il cambiamento.

Può anche succedere che questa preoccupazione, se rivolta a qualcuno a cui si suppone tenga, aiuti a migliorare l’immagine che si ha o si vuole proiettare di sé. “Sono così preoccupato, perché ovviamente le voglio tanto bene…”. È così che si dimostra di essere un brava partner, un bravo figlio, un bravo fratello…

Un’altra cosa… ti mette in una posizione da vittima, e ad alcune persone piace questa posizione e la usano per attirare l’attenzione o persino la pietà degli altri.

È molto diverso da agire. Quando agisco, mi assumo la responsabilità di ciò che non va bene nella mia vita e permetto il cambiamento. È un atteggiamento attivo, in cui prendo le redini della mia vita e risolvo ciò che può essere risolto.

E che dire di ciò che non può essere risolto, di ciò che è al di fuori del mio controllo? In questo caso, non ha senso agire o preoccuparsi. Non c’è niente che possiamo fare se non vivere il presente e godercelo.