Meritocrazia, il successo è davvero dovuto a noi stessi? E’ una combinazione di fortuna e tenacia?

Ci sono molte persone che hanno fatto carriera ed avuto successo nella vita e spesso si pensa che queste persone abbiano avuto magari un dono molto speciale; chi magari crede di essere stato più intelligente o altri magari di avere avuto fortuna e raccomandazioni non meritocratiche.

Chi crede che molte persone siano state “fortunate” adottano però un concetto che si basa su un elitarismo, che porta a pensare che colui che non studia e non sia un bravo lavoratore, abbia avuto la vita facile e per questo credere che viviamo in una società ingiusta.

Credo personalmente che la vita sia una combinazione di tenacia ma anche fortuna, il fattore “C”, è sempre una bella variabile fondamentale per aiutare gli audaci! Ma la nostra parte dobbiamo farla, ovvero andando incontro a questa fortuna, appunto mostrando un po’ di audacia ad esempio.

Sappiamo tutti che ci sono dieci volte più probabilità di essere un inventore in una famiglia del ceto medio o benestante rispetto ad una classe inferiore. E’ ovvio che le opportunità a cui si può accedere saranno determinanti per poter “investire” su attività che potranno portare un beneficio non immediato, ma futuro!

La meritocrazia è una società in cui il successo e il fallimento sono quelli che li “meritano”. E questo perché premi e punizioni sono distribuiti in proporzione “giusta” allo sforzo di ciascuno. Certo, è importante chiarire che quando parliamo di meritocrazia parliamo, in generale, di una forma di meritocrazia particolare.

Da un lato, uno in cui premi e punizioni sono forme di distribuzione della ricchezza. E dall’altra parte, in cui ciò che viene definito “sforzo”, come prezioso o virtuoso, è un certo modo di comprenderlo e tende ad identificarsi con “lavoro”, “studio” e “audacia”.

Ad esempio, due fratelli che entrambi hanno vissuto in una famiglia benestante e dove entrambi hanno avuto accesso ad un scuola elitaria, poi ad un certo punto della loro vita ognuno ha avuto due strade completamente opposte. Uno ha creato impresa, è attivo nella comunità, si prodiga per il benessere proprio ed altrui, sviluppando ricchezza e benessere per sé e per gli altri. L’altro fratello invece ha preso la strada della malavita, dei soldi facili, della vita superficiale fatta di sola apparenza e piacere immediato.

Questo è il chiaro esempio che “le prestazioni individuali fanno la differenza”. C’è qualcosa che è importante non ignorare: poiché la differenza dei risultati è stata spiegata da ciò che ciascuno ha fatto, era necessario che tutti e due avessero “circostanze, mezzi e opportunità identici”.

La cosa sarebbe cambiata molto se, ad esempio, uno dei fratelli avesse ricevuto il doppio dell’eredità dell’altro; o se avesse avuto molte più spese per curare una malattia cronica; o se fosse stato più fortunato, accedendo per caso ad opportunità che l’altro fratello non aveva.

Se le circostanze, i mezzi e le opportunità sono condizioni fondamentali, ma anche variabili aleatorie, possiamo affermare che la differenza di successo nella vita dipenda in ogni caso da ciascuno di noi. Perché se la tua vita non ti piace e vuoi migliorare, hai il dovere di agire per cambiare altrimenti sarai tu stesso complice del tuo immobilismo!

E tu che rapporto hai con la meritocrazia e la fortuna? Dimmelo nei commenti.

CHIUDI
CHIUDI
Share This