Durante le mie sessioni di Coaching, spingo i clienti a tirar fuori il meglio di sé. E molto spesso mi viene detto: “Pierluigi, non riesco a comportami in un certo modo. Se ad esempio mi criticano non riesco a mantenere la calma e gli rispondo per le rime…” La mia domanda poi è sempre la stessa: “Cosa vuoi ottenere realmente? Vuoi avere ragione oppure imparare a gestire alcune emozioni negative magari rispondendo con assertività?” Quasi sempre poi mi dicono che vogliono imparare ad essere “le migliori versioni di sé stessi” e quindi procediamo con la sessione di Coaching.

Il Coaching allena le persone a far emergere le caratteristiche di leadership, quelle caratteristiche che generalmente le persone alla prima sessione di Coaching, non credono addirittura di possedere perché qualcuno (i genitori, il partner, gli amici, gli hanno sempre detto che non hanno quella caratteristica ed alla fine ci hanno creduto! Leggi il post sulle Credenze Limitanti).

La sai una verità? Che quelle caratteristiche generalmente le abbiamo tutti ma non siamo in grado di tirarle fuori, di esaltarle, di evidenziarle, di venderle…

In azienda invece, spesso alcuni capi vogliono soltanto avere ragione e non sono sinceri e coerenti nei comportamenti con i collaboratori, come ci si aspetterebbe da qualcuno che ha delle persone da coordinare, queste persone mancano di autenticità. Ed ecco che alcune persone risultano false.

Al contrario, un leader di successo (capacità di ottenere ciò che desidera), deve essere guidato e motivato solo da principi e valori personali in cui non dovrebbero esserci falsità o mezze verità. In altre parole, un buon leader è considerato tale quando è autentico.

Se hai un vissuto aziendale sai benissimo che generalmente i dirigenti utilizzano questa frase: “fai quello che dico e non fare domande”.

Due psicologi sociali: Michael Kernis e Brian Goldman (Clayton State University), hanno studiato le differenze individuali di personalità che potrebbero essere considerate sincere, arrivando alla conclusione che l’autenticità è “l’operazione senza limiti di se stessi ogni giorno”. Ciò che tradotto significa il sé autentico.

Kernis e Goldman, hanno identificato tra le componenti l’auto-consapevolezza, che determina la conoscenza e la fiducia nelle proprie motivazioni, emozioni, preferenze ed abilità.

Steve Jobs una volta ha detto che “l’unico modo per essere veramente soddisfatti è fare quello nel quale si pensi sia un buon lavoro”.

Quindi, la responsabilità di leader efficaci è quella di comunicare alla squadra quali sono gli obiettivi (chiaramente), ma anche che esiste uno scopo per entrambi i membri del team in generale e a livello individuale. Lo scopo è lo stesso e può essere esteso all’intera organizzazione.

Questa semplice considerazione probabilmente risveglierà le persone in termini di motivazioni e proattività. Penseranno a quanto siano fortunati a lavorare in una certa squadra con una determinata organizzazione. Abbracciando senza alcun tipo di rassegnazione al progetto che hanno in mano. Rafforza l’impegno con gli altri membri (spirito di coesione e di collaborazione) e fornisce un canale di comunicazione con il management, molto più aperto. Senza uno scopo condiviso, non c’è davvero motivo per una squadra di seguire il leader. E senza un leader che dimostri una personalità autentica, non ci sarà alcun motivo per fidarsi e seguire la sua guida.

La vera pianificazione richiede una visione chiara dell’ambiente in cui si lavora. Questa visione condiziona quindi una delle parti sostanziali della leadership: la missione.

Una missione è semplicemente ciò che si vuole fare per compiere un attività lavorativa ma anche personale. Senza la spiegazione del perché si fanno delle azioni, non c’è motivazione o impegno. L’essere autentico, significa considerare molto di più del “perché”, piuttosto che del “come” e del “quando” o se “fatto bene o male”. È conoscere la ragione per un’azione per avvicinarsi il più fedelmente possibile alla coerenza di sé stessi o anche nell’azienda nel quale stai investendo il bene più prezioso: il tempo di vita!

Ciò richiede che sia detto in un linguaggio molto semplice, mantenendo le attività specifiche che le persone devono svolgere. La persona autentica si manifesta nel comportamento, non ci sono dubbi o esitazioni.

La leadership implica la visione, perché senza di essa non sappiamo dove stiamo portando noi stessi o le persone. Se i leader non comunicano efficacemente sulla direzione da prendere, non possono chiedere al personale di unirsi ad un progetto o alla missione affidata loro.

L’autenticità del leader, spingerà gli altri a voler essere autentici. Questa qualità è contagiosa, perché i benefici della sua applicazione sono immediatamente compresi. Diventa un principio di azione. Diventa una parte definitiva dei valori dell’organizzazione, delle persone e dei loro leader. Conforme alla cultura organizzativa stessa.

L’autenticità è la più importante delle qualità di un leader?

Se una persona manca di coerenza, non mantiene fede alle promesse, cambia idea spesso e senza una spiegazione, si mantiene distante dalle persone, infrange la fiducia e inibisce la vocazione ad essere da esempio. L’autenticità è persa!

L’autenticità è una di quelle qualità della leadership in cui tutti possono rispecchiarsi come esempio da seguire. L’autenticità è assolutamente essenziale per chiunque affermi di essere un buon leader.

Cerchiamo di chiarire che l’autenticità è vera. Ma l’autenticità ha un’altra lettura nei rapporti interpersonali tra leader, team e persone: chiunque senta di essere autentico tende spesso a condividere informazioni, che in alcune circostanze improvvise possono compromettere l’azienda e le relazioni tra le persone.

E tu sei un vero Leader autentico oppure “interpreti il ruolo”? Dimmelo nei commenti.


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Se sei un vero Leader devi avere questa caratteristica!
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