Tutti noi desideriamo dei cambiamenti nella nostra vita, anche se non sempre in modo dichiarato e a volte neanche chiaro a noi stessi.

Gli ostacoli che ci impediscono di accorgercene sono molti, ma tra essi uno è particolarmente insidioso: abitudinarietà.

Le abitudini sono utili per alcune cose in quanto evitano lo sforzo di fare una scelta, quindi ottimizzano l’impiego delle nostre energie.

Noi, esseri umani, quotidianamente siamo chiamati a compiere a centinaia di piccole e grandi scelte.

Scegliere richiede una mobilitazione dell’attenzione, del ragionamento, del discernimento, della considerazione delle possibili conseguenze della scelta (proiezione nel futuro), delle energie fisiche per applicare il cambiamento comportamentale, delle energie cognitive per apportare le modifiche comportamentali, delle energie emotive per gestire le emozioni correlate o scaturenti dal cambiamento nostre e quelle degli altri, delle risorse per gestire gli eventuali imprevisti. E tanto altro.

La quantità di fattori in gioco dipende dalla portata della scelta e dalla tipologia della personalità. Immaginiamo quanto una persona perfezionista fa fatica a scegliere anche un piccolo dettaglio (quindi, la scelta di portata minore), per dire solo uno dei fattori della personalità.

Quindi le abitudini hanno la funzione di facilitarci nella quotidianità, ma attenzione, è difficile accorgerci quando le abitudini passano dall’essere utili all’opposto: essere dannose.

Per molti motivi possono diventarlo. Ad esempio, perché si tratta di abitudini che magari una volta erano utili ma ora non lo sono più.

O perché sono diventate degli automatismi e non ci rendiamo nemmeno conto di eseguire una determinata azione.

O perché dei modi di pensare abitudinari sono diventati limitanti.

Di tutte le abitudini le più difficili di cui accorgercene sono le abitudini del modo di pensare e di interpretare quel che ci succede.

Sono riassumibili nel termine “pensieri limitanti”.

I pensieri limitanti si cronicizzano molto spesso nelle convinzioni limitanti. È difficile accorgercene perché i pensieri sono invisibili, notare la loro presenza richiede la consapevolezza che pochi coltivano, e infine, le loro conseguenze in termini di azioni spesso non sono immediate e quindi è difficile accorgersi del nesso tra il pensiero e l’azione/l’evento.

Emettiamo un pensiero limitante ogni volta che pensiamo le frasi del tipo “questo è impossibile”, “io non lo posso fare”, “non ho fortuna”, “non ce la farò mai”, “non cambierà mai niente”, “devo continuare così”, “tutto è troppo difficile”…che ci proiettano nella dimensione dell’impotenza, della frustrazione e della chiusura.

Possono provenire da ciò che ci dicevano con una certa frequenza quando eravamo piccoli, o forse ci è stato detto solo una volta ma in un momento emotivamente significante, oppure da qualche piccola o grande sconfitta che abbiamo subìto, ma anche dagli eventi che ci hanno segnato per il dolore che hanno causato.

Paradossalmente, anche il perfezionismo può generarli, in quanto svaluta ciò che è stato fatto o raggiunto, anche se di base possa esserci la motivazione di miglioramento.

I pensieri sono per loro natura passeggeri, ma quando si ripetono con una certa frequenza iniziano a “prendere più peso” e così i pensieri limitanti si traducono nelle convinzioni limitanti, se vengono coltivati con costanza nella mente.

Le convinzioni iniziano ad essere più incisive perché diventano parte del nostro carattere costruito nel tempo e il più delle volte le diamo per certezze, per “destino” o per qualcosa che sia “così e basta”.

Difficile accorgerci che manchiamo del senso critico quando si tratta delle nostre convinzioni limitanti.

In loro presenza è difficile effettuare dei cambiamenti, in quanto sono essi ad impedirli. Abbiamo per nostra scelta limitato le possibilità, sia di pensiero che di azione, e non ce ne rendiamo conto. Noi ci persuadiamo di essere impotenti.

Quello che necessitiamo è sostituirli con le convinzioni potenzianti. Esse ci proiettano nella costruzione delle abitudini sane e funzionali, evolutivamente utili per noi.

Per poter cambiare è necessario aprirci alle nuove possibilità. Come possiamo favorire questa apertura?

Ecco 4 suggerimenti illuminanti:

Frequentare le persone diverse da quelle che abitualmente frequentiamo, possibilmente quelle che ammiriamo, apprezziamo e con le quali ci sentiamo bene. I modi di parlare, di pensare e di agire sono contagiosi;

Leggere le frasi e i testi che incoraggiano e ispirano, ascoltare la musica che ha dei testi positivizzanti (parole accompagnate alla musica diventano dei messaggi subliminali, ovvero percepiti e assorbiti inconsciamente), guardare i film che raccontano le storie ispiranti;

Lavorare con il corpo, sia per sciogliere le rigidità che per aprirci ai movimenti di espansione, di libertà e di originalità di espressione. Il corpo e la mente sono un sistema che continuamente interagisce reciprocamente e per molte persone l’approccio corporeo è la via più efficace per instradare un cambiamento interiore.

Fare un passo diverso fisicamente invita ed incoraggia a fare un passo diverso mentalmente. Per iniziare, a volte basta soltanto iniziare a camminare più di quanto abitualmente camminiamo. Sembra banale, ma è di un’efficacia comprovata;

Fare attenzione al respiro, in quanto il respiro tende a fermarsi o essere superficiale e limitato in presenza dei pensieri e delle convinzioni limitanti. A volte prendere l’abitudine di respirare profondamente per qualche minuto in due o tre momenti della giornata può innescare l’apertura alle nuove visioni della vita in sé.

Questi sono solo alcuni dei “trucchi” per aiutarci ad aprirci alle nuove possibilità, e di conseguenza alla costruzione dei pensieri potenzianti con i quali sostituire quelli limitanti.

Tu ne hai qualcuno tutto tuo da condividere con noi? Scrivilo nei commenti!

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