Il dizionario del corriere.it indica nella definizione di pazienza: “Atteggiamento, disposizione interiore di chi sopporta avversità, difficoltà, contrattempi ecc.”

Pertanto se la pazienza è definito come un atteggiamento, possiamo senza dubbio svilupparlo e chi vi scrive è d’accordissimo con la possibilità di “apprendere quest’arte!”

Ovviamente non siamo nati pazienti, ma lo possiamo diventare. Sulla base di questa osservazione, spetta a tutti noi, se lo vogliamo, imparare a diventarne, seguendo alcune regole, ma soprattutto cambiando il nostro comportamento dinnanzi agli episodi che viviamo quotidianamente.

Essere pazienti a volte implica non fare nulla, prendersi il tempo per decidere e aspettare. Per raggiungere questo obiettivo, si può essere sopraffatti dalle emozioni (rabbia, angoscia, tristezza…). O al contrario puoi anche respirare con il diaframma, rilassarti e lasciar andare ogni resistenza psicofisica.

Certo se non sei un maestro Zen, l’arte della pazienza passa di solito attraverso il primo stadio, prima di raggiungere il secondo. In ogni caso, essere pazienti è un apprendimento a lungo termine che deve essere fatto regolarmente per ottenere risultati duraturi.

Come diventare paziente?

In un momento in cui siamo spesso sopraffatti dal tempo, in cui abbiamo mille cose da fare allo stesso tempo, dove purtroppo o per fortuna ci stiamo abituando all’immediatezza di ogni strumento di relazione: Facebook, WatsApp, Cellulare, etc. l’arte della pazienza implica la rivisitazione del suo modo di organizzazione.

Quindi, è possibile in un primo momento riflettere sulle cause della nostra vita frenetica e analizzare i fattori che ci rendono impazienti. Possiamo quindi alleggerire il nostro “schema mentale” che ci impone immediatezza in tutto ciò che ci riguarda e soprattutto imparare a respirare.

Poi, in una situazione in cui sentiamo di perdere la pazienza, spetta a noi vedere se questa reazione è giustificata o fuori dal nostro controllo. Altrimenti, rilassiamoci. In ogniu caso cerchiamo di risolvere il problema piuttosto che infliggerci lo stress improduttivo per noi stessi.

La meditazione, lo yoga o la respirazione diaframmatica possono aiutarci ad imparare la pazienza. Ma possiamo anche applicare alcune regole per aiutarci in questo processo. Ad esempio, è efficace trovare un’attività alternativa mentre si fa la coda da qualche parte o se si è in una sala d’attesa, invece di arrabbiarsi.

Io personalmente porto sempre con me un libro in modo che qualora abbia necessità di attendere dei minuti preziosi, io possa ottimizzare il mio tempo attraverso la lettura!

Un altro aspetto importante per sviluppare la pazienza è imparare ad osservare le cose e le persone con che abbiamo attorno a noi, diventare sempre più presente su ciò che accade, senza giudicare, perché in qualche modo ogni cosa che si manifesta ha una propria utilità.

In ogni caso, se hai deciso di diventare paziente, ricorda sempre che “tutto viene a coloro che aspettano”.

E tu che rapporto hai con la tua pazienza? Dimmelo nei commenti.

Diventare pazienti
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