Intanto perdonami per la foto un po’ macabra, ma avevo bisogno che tu ricevessi una prima scossa visiva, perché a volte soltanto la paura ci può aiutare ad alzare il culo!!!!

Durante la breve malattia di mio papà, prima di morire di cancro al pancreas, ho avuto il privilegio di stargli accanto e comprendere il suo punto di vista sulla vita e sul suo passato.

Mi ricordo ancora che un giorno mi disse: “Pierluì, la vita è una grande fregatura!” e io gli chiesi il perché di questa sua affermazione.

Lui guardandomi negli occhi e con un sorriso compiacente mi disse: “purtroppo arrivi ad un punto della vita che senza renderti conto non sei più lo stesso di qualche anno prima e non hai più la stessa energia che avevi prima!”

Alla fine della vita, o quando si ha la percezione della vicinanza della morte, le persone riflettono sulle assenze, carenze o rinunce che le hanno colte durante la loro esistenza.

Bronnie Ware è stata infermiera presso una struttura per cure palliative per il trattamento di malati terminali, durante questo periodo la sig. ra Ware ha raccolto ed ascoltato tutti gli sfoghi e le considerazioni dei malati terminali e da questo ne ha fatto un libro best seller “Vorrei averlo fatto”.

Il testo, frutto della sua pluriennale esperienza è stato tradotto in 27 lingue in tutto il mondo e raccoglie i 5 rimpianti più comuni che le persone compiono alla fine della loro vita:

1. “Vorrei aver avuto il coraggio di vivere una vita vera con me stessa, non la vita che gli altri si aspettavano da me.”

“Quando le persone si rendono conto che la loro vita sta per finire e guardano indietro chiaramente, è facile vedere quanti sogni non sono stati realizzati”, scrive l’australiana.

Ware riassume: “cercare di onorare alcuni dei suoi sogni lungo la vita. Dal momento in cui perdi la salute, è troppo tardi. La salute porta una libertà che pochissimi realizzano, fino a quando non ce l’hanno più”.

2. “Vorrei non aver lavorato così duramente.”

“Questo è venuto fuori da ogni paziente maschio a cui tenevo. Hanno perso la giovinezza dei loro figli e la compagnia del loro partner “, afferma l’infermiera nel libro.

E riguardo alle donne scrive: “hanno anche parlato di questo rimpianto. Ma indirettamente riferendosi ai loro mariti, hanno affermato che si sono pentiti profondamente di aver speso così tanto della loro vita in un’esistenza lavorativa”.

3. “Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti.”

“Molte persone hanno soppresso i propri sentimenti per mantenere le relazioni e la pace con gli altri.”

Di conseguenza, chi rinuncia ad essere assertivo rischia di vivere un’esistenza mediocre e non manifestare apertamente le proprie volontà e desideri.

Bronnie Ware aggiunge: “Molte malattie si sviluppano come risultato legate all’amarezza e al risentimento che le persone si portano dentro”.

4. “Vorrei essere stato stato in contatto con i miei amici.”

“Molti di loro erano rimasti così presi dalla propria vita che negli anni avevano lasciato scemare le amicizie di sempre.”

Molte persone arrivate in tarda età, ritornano con la mente al passato e si ricordano degli amici di 50-60 anni prima con molta nostalgia e profondi rimpianti per non aver più coltivato le amicizie e non aver più dedicato il tempo e l’impegno che meritavano.

“Soltanto quando stai morendo stai perdendo i tuoi amici!” racconta la sig. ra Ware.

5. “Vorrei essermi permesso di essere più felice.”

Ware afferma che durante il suo lavoro ha percepito molte volte che le persone che assisteva: “non si sono rese conto fino alla fine che la felicità è una scelta”.

Secondo le sue affermazioni, ciò potrebbe essere dovuto al fatto che “la paura dei cambiamenti e rimanere nella propria zona di comfort, aveva fatto vivere queste persone nella finzione verso sé stessi, verso gli altri, di una finta felicità perché per loro la vita era una lotta continua”.

Ai suoi lettori di tutto il mondo, alle persone che si prendono cura delle persone di ogni genere, razza ed età dice: “Quando sei sul letto di morte, ciò che gli altri pensano è ormai lontano dalla tua mente. Che bello poter sorridere di nuovo, ma molto prima che tu muoia!”

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