Pierluigi D'Alessio Mental CoachDa sempre parlare in pubblico è una vera e propria arte che sviluppa capacità comunicative ma anche reca, per chi si mette in gioco una crescita di Autostima e Crescita Personale. Nella foto sopra mi vedi bello e giovane alle prese con la mia prima edizione del Corso di Autostima a Roma (anno 2013).

La parola ha un grande valore significativo ed è il principale mezzo di comunicazione tra gli esseri umani.

Spesso affrontare un vasto pubblico sia per lavoro che per studio è una grande sfida.

La postura, il modo di apprendere, i silenzi e la compartecipazione sono alcuni assi fondamentali quando si tratta di essere scelti per questo compito. È essenziale provare a trasmettere un messaggio chiaro senza mettere un carico autoreferenziale nel discorso.

Una caratteristica univoca nella comunicazione che ho imparato dalla mia laurea in Sociologia è che il messaggio dovrebbe provenire dalla mente e dal cuore di chi parla e dovrebbe andare nelle menti degli ascoltatori. Indipendentemente dalle dimensioni del pubblico, la comunicazione dovrebbe essere diretta e modellata come una conversazione individuale.

1. Ruolo della postura nel linguaggio

La postura corporea rappresenta la maggior parte del successo di chi parla. Guardare negli occhi e una postura salda sono le chiavi per una presentazione corretta.

La postura con cui si presenta e invita il dialogo è uno degli assi principali. L’80% della presentazione dipende da come viene esposto il relatore, quindi concetti come fermezza e sicurezza sono fondamentali quando si cerca di catturare l’attenzione del pubblico.

Azioni come nascondere le mani sono un segno che ci mostra come “a disagio”, è probabile che il pubblico decodifichi questo messaggio come occultamento e mancanza di sicurezza. Non guardare negli occhi è un altro segno che ispira diffidenza.

Ma bisogna tenere presente che l’eccesso di sicurezza non è neanche buono, l’adozione di una postura del corpo eccessivamente arrogante può generare “rifiuto”.

2. Studiare a memoria, un’arma a doppio taglio

Quando alle scuole elementari dovevo imparare le poesie andava nel panico! Avevo sempre in mente che qualcosa poteva scapparmi via e ritenevo un esercizio stupido! Forse per questo che non ricordo mai le barzellette… (poi a dir la verità mi annoiano pure, ma questa è un’altra storia!)

Studiare il dialogo a memoria richiede molta pratica per renderlo naturale e non sembrare forzato.

Un classico è studiare il dialogo a memoria, questa azione fornisce sicurezza a chi parla ma è ancora un’arma a doppio taglio. Dimenticare solo una parola di ciò che è stato studiato potrebbe sbriciolare il piano in pochi secondi. D’altra parte, questa tecnica può cadere in un discorso monotono e noioso.

3. Dati o video che attireranno l’attenzione

Ci sono “dati” e “video” che forniscono un sostegno di fiducia e serietà, ma devono essere pensate e corrette nel contesto di quanto sopra.

Ad esempio le cifre attirano sempre l’attenzione, nel caso in cui tu abbia la possibilità di fornire numeri nel discorso è uno strumento chiave per catturare l’attenzione. I numeri devono essere pensati e inclusi nel contesto per dare professionalità altrimenti, cadrà in un discorso con scarso supporto teorico.

4. Il ruolo dei silenzi

I silenzi ci consentono di prendere fiato, ricapitolare dove siamo nella nostra presentazione o speech ed eseguire un riconoscimento facciale degli ascoltatori.

I silenzi sono collegati al concetto di tranquillità e il pubblico di solito li collega direttamente al concetto di sicurezza e conoscenza. Spesso si dice che un silenzio dice più di mille parole, quindi, all’inizio di una presentazione, a partire da questa risorsa e guardando i partecipanti negli occhi garantirà un primo approccio con gli ascoltatori.

I silenzi sono molto importanti poiché le persone devono assimilare le cose esposte. Parlare senza fermarsi non ci permette di valutare ogni punto che esponiamo. Inoltre, il silenzio ci permette di prendere un respiro, ricapitolare dove siamo nella nostra presentazione e fare un riconoscimento dei volti per misurare lo sviluppo della presentazione o speech.

5. Partecipazione del pubblico

Coinvolgere i destinatari del pubblico è la chiave. Rispondere alle domande e aprire il gioco per chiarire i dubbi ci consente di sapere se ciò che è stato espresso è stato compreso. Un errore quando si cerca di interagire è focalizzare le domande su destinatari specifici, questo può creare tensione nel gruppo e quindi stimolare la distrazione.

6. Tipo di linguaggio adottato

Parlare a degli operai è sicuramente diverso che parlare a dei notai. Non è una questione di categoria sociale o economica, ma è proprio una consapevolezza di saper utilizzare un linguaggio differente.

L’uso del gergo professionale dovrebbe essere conforme alla chiarezza della presentazione e al tipo di pubblico.

Essere chiari con un linguaggio semplice è di solito sempre lo strumento migliore, se non il più efficace. L’uso di termini complessi per sorprendere crea solo ulteriore confusione, le parole quotidiane di uso comune garantiranno un messaggio chiaro e conciso.

Il tipo di linguaggio dovrebbe essere chiaro in ogni momento. L’uso del gergo professionale dovrebbe essere coerente con la chiarezza della presentazione e il tipo di pubblico. I concetti complessi e le parole fuori contesto hanno come unico “beneficiario” l’oratore, che finisce per proteggersi dietro una presunta conoscenza che interrompe la connessione.

Quando l’oratore è esposto apertamente e autenticamente, qualunque sia il suo ruolo, genera credibilità, è in sintonia e simmetria con il pubblico. Non si pontifica né dice ciò che dovrebbero o devono fare, mostra il proprio sguardo dando significato a ciò che dice e rispettando la totale libertà degli ascoltatori di dargli un significato.

Costruire la fiducia nel pubblico non è un compito facile, ma seguire questi semplici passaggi garantirà il successo del discorso, naturalmente la pratica renderà questi concetti naturali e perfetti in base al pubblico per il quale è esposto.

E tu come te la cavi con il parlare in pubblico? Ti ricordo che parlare a 3 amici vuol dire lo stesso parlare in pubblico. Scrivimi un commento che ne parliamo.

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