A tutti capita di rimandare qualcosa che idealmente si vorrebbe fare con una certa tempistica. Perché procrastiniamo?

Ad alcuni un po’ più spesso, tanto da guadagnare la fama di procrastinatori seriali, con la tendenza a farlo in quasi tutte le aree della vita.

Negli altri è un atteggiamento sporadico, limitato ad un ambito circoscritto o a un periodo specifico.

Il più delle volte sembra una semplice svogliatezza, ma raramente lo è.

La parola proviene dal latino, con il significato di “a favore del domani”…un po’ come dire “preferisco il domani”, che può già offrire qualche spunto di riflessione (L’attuale oggi non mi piace? Cosa nello specifico? Perché?).

Bisogna anche specificare che a volte è bene rimandare a domani qualcosa (ad esempio, quando si necessita di guadagnare tempo per avere una visione più ampia, mitigare l’impulsività o semplicemente applicare la saggezza della “notte che porta consiglio”.

Ecco 20 possibili motivi della procrastinazione:

1.Stiamo avendo a che fare con qualcosa di nuovo e non abbiamo la più pallida idea su come fare, da dove iniziare;

2.Quello che bisogna fare non ci piace o è un “compito ingrato”;

3.Non siamo d’accordo sulla modalità del fare ma ci viene chiesto di applicarla;

4.È qualcosa che richiede fatica fisica o mentale, che vogliamo evitare;

5.Si tratta di qualcosa che ci suscita qualche emozione sgradevole o un ricordo infelice;

6.Siamo convinti di non essere in grado di farlo (la tipica convinzione del tipo “Non sono capace”);

7.Abbiamo l’obiettivo troppo ambizioso (rispetto alla situazione di partenza o rispetto alla nostra abilità acquisita fino a quel momento);

8.Perfezionismo bloccante (pretendiamo di non fare nessun errore e passiamo tempo tentando di prevederli tuti);

9.Abbiamo un conflitto interiore (che può essere di svariati tipi, richiede un’attenta riflessione per arrivare a comprendere la sua natura);

10.Abbiamo la convinzione inconscia che qualcosa non sia possibile, che il più delle volte riguarda il cambiamento dell’immagine di noi stessi (ad esempio, essere efficienti);

11.Stiamo deviando l’attenzione su qualcosa di più piacevole e più facile, che non richiede lo sforzo e ci dà una gratificazione immediata;

12.Abbiamo difficoltà di dire di no (con molteplici implicazioni, anch’esse da comprendere a fondo, attraverso un’attenta analisi);

13.Stiamo in realtà guadagnando del tempo rimandando qualcos’altro che avremmo fatto successivamente e per qualche motivo vogliamo evitare;

14.Può essere un modo indiretto e velato di affermare la nostra personalità o farsi notare (non importa anche se negativamente);

15.Siamo il tipo di personalità che rende meglio sotto pressione;

16.Non abbiamo un buon rapporto con i concetti del dovere e del piacere;

17.Temiamo il cambiamento (che produrrebbe l’azione svolta), il paragone (che facciamo nei confronti delle altre persone coinvolte o nei confronti delle nostre aspettative) oppure le conseguenze della procrastinazione stessa;

18.Può celare una profonda insicurezza in se stessi;

19.Può essere connesso al concetto del senso di colpa, con il quale non abbiamo fatto i conti;

20.Può essere una modalità personale per cercare di chiarirsi le idee, di farle maturare.

A seconda della tipologia del motivo o dei motivi, la gestione della tendenza a procrastinare può essere molto diversa da caso a caso, quindi non esiste un metodo universale in quanto una certa tecnica può risultare efficace in un caso e fallimentare nell’altro, anche se si tratta di situazioni apparentemente analoghe.

Tuttavia, possono essere universalmente utili nel gestire la procrastinazione 3 tecniche, nella maggior parte delle motivazioni che la causano:

1.Tecnica dei piccoli passi: suddividere in piccolissime tappe (anche le micro-tappe) quel che c’è da fare, ad esempio leggere una sola pagina del libro, lavare un solo bicchiere tra la montagna di piatti sporchi, gettare un solo oggetto, scrivere una sola frase, tradurre una sola parola, fare un solo esercizio, prendere una piccola e insignificante decisione. Ripetere a intervalli irregolari dopo essersi permessi di fare una delle solite attività di distrazione;

2.Focalizzazione sugli aspetti positivi: gratificarsi e complimentarsi con se stessi per aver fatto una piccolissima cosa in direzione desiderata invece di rimproverarsi per non aver fatto di più;

3.Buttarsi a fare il primo passo: possibilmente senza pianificarlo, sorprendendosi.

E tu, ti sorprendi spesso a procrastinare? Hai qualche tecnica tutta tua per vincere la procrastinazione? Dimmelo nei commenti!