Ci sono persone che criticano l’approccio positivo, trovandolo una sorta di esagerato idealismo.

Ma qualcuno, se messo davanti alla scelta, preferirebbe lavorare in un clima lavorativo negativo? Non credo.

Viene spontaneo a tutti richiamare subito alla mente le sensazioni di disagio e la riluttanza di starci in un clima così, figuriamoci a lavorare per delle ore.

Il clima lavorativo è determinante per la qualità del lavoro svolto.

Non bastano le condizioni materiali di buon livello e le condizioni contrattuali soddisfacenti o stimolanti.

Il clima lavorativo è composto da un insieme di elementi intangibili, ma fortemente percepibili, come la tipologia di comunicazione, l’atteggiamento di tutto il team di lavoro con particolare attenzione al dirigente, l’etica aziendale.

Migliorare il clima porta notevoli vantaggi, eccone alcuni:

-lavoratori sono più rilassati e svolgono il lavoro con più piacere;
-l’efficienza del lavoro aumenta;
-lavoratori si sentono più coinvolti e percepiscono l’azienda come più vicina;
-c’è più partecipazione attiva nel risolvere varie problematiche che sorgono;
-migliorano le soft skills (le competenze trasversali, di cui ne avevamo già parlato in un post);
-lavoratori sono più motivati sia nelle azioni quotidiane che a lungo termine;
-si riducono le assenze per malattia;
-lavoratori hanno più energie e meno stress;
-si riduce la percezione di distacco della vita lavorativa dalla vita privata, quindi c’è più identificazione (il lavoro si “prende a cuore”).

Come rendere positivo il clima lavorativo? Ecco 5 punti strategici:

1.Dare ad ogni lavoratore il riconoscimento del proprio contributo 

Vale per il rapporto del leader verso il gruppo ma anche tra i colleghi nel gruppo dei pari. Basta anche un semplice “grazie” oppure notare un lavoro o un dettaglio fatto bene;

2.Migliorare la comunicazione soprattutto nel feedback di critiche

Imparare la corretta formulazione, come ad esempio quella di circoscrivere il commento allo specifico errore fatto, magari anche presentandolo sotto forma di domanda “Come potresti fare meglio?”;

3.Dare fiducia

Una persona che si sente investita di fiducia è disposta a dare il meglio di sé per confermare di esserne degna;

4.Praticare gentilezza

Per applicarla anche nei momenti più critici delle giornate “storte” può aiutare la regola di rivolgersi a tutti come se fossero dei personaggi influenti (forse a qualcuno sembrerà strano, ma anche il più umile dei collaboratori di fatto è influente nel clima lavorativo: l’ambiente lavorativo è un ecosistema):

5.Favorire la collaborazione al posto di competizione

Può sembrare una buona idea mettere in competizione i lavoratori per farli rendere di più, ma a lungo andare quello è il miglior modo per rovinare il clima lavorativo, diminuire la qualità del lavoro e abbassare la motivazione (ricordiamoci che la miglior motivazione è quella intrinseca, che non proviene dalla competizione con gli altri).

La collaborazione accresce la motivazione col tempo o la mantiene stabile e inoltre crea legami: è di per sé una sorta di team building.

E tu, cosa ne pensi del clima negativo lavorativo? Hai qualche tua “ricetta” per renderlo positivo? Scrivila nei commenti!