Ricordo bene che durante gli anni universitari, prima di ogni esame alcuni studenti ripercorrevano dei veri e propri rituali prima di sottoporsi agli esami: indossare la stessa maglietta, passare per un determinato luogo o semplicemente utlizzare lo stesso segnalibro nei testi di verifica.

Non è raro vedere un calciatore eseguire movimenti ripetitivi prima di entrare in campo, o i portieri toccare due volte i pali della porta prima di iniziare una partita.

I rituali scaramantici fanno parte dello sport e della vita comune, a tal punto che molti degli atleti di maggior successo hanno sviluppato e continuano a sviluppare la loro carriera sportiva accompagnata da amuleti, rituali, tic e superstizioni.

Anche Michael Jordan era noto per questi comportamenti: non usciva mai a giocare se non indossava i “pantaloncini” che usava ai tempi dello studente.

I rituali scaramantici possono manifestarsi sotto forma di credenze (quando confidiamo nel potere di un oggetto) o di comportamenti (atti ripetitivi e insoliti), ma in entrambi i casi le persone le usano perché percepiscono che il loro uso o la loro esecuzione abbiano un effetto positivo.

Questo effetto positivo non ha solo a che fare con il fatto di ottenere qualcosa di desiderato (ad esempio, raggiungere l’obiettivo proposto), ma anche perché a volte può impedire un risultato indesiderato (ad esempio, un infortunio o una brutta prestazione).

Questo effetto positivo è reale?

La risposta a questa domanda dipende dalla propria convinzione; che sia o meno superstizioso. Quello che sappiamo è che l’utlizzo di rituali scaramantici sono usati come meccanismo che ci permette di ottenere il controllo di una situazione incerta.

Cioè, ci danno il controllo personale di cui abbiamo bisogno per affrontare una situazione stressante, incerta. Infatti, più una situazione è stressante, maggiore è il numero di rituali scaramantici che utilizzeremo.

L’utlizzo di rituali scaramantici, prendono potere nella fiducia che si hanno del loro utilizzo.

Non è la stessa cosa iniziare una gara senza sapere come andrà a finire o se ti farai male, piuttosto che iniziarla con il tuo portafortuna al collo.

Non è l’amuleto in sé, ma la fiducia che ti dà l’amuleto, che rende disponibile e diretta tutta la tua energia per ottenere il risultato desiderato.

La situazione è ancora altrettanto incerta, ma la tua percezione è cambiata perché ora hai la fiducia che prima non avevi, senti che la situazione è sotto controllo e sei in grado di ottenere ciò che desideri.

Il “luogo di controllo”

Sul mondo dei rituali scaramantici ci sono differenze individuali. Non tutte le persone hanno bisogno di usare amuleti o rituali scaramantici, né tutte le persone che li usano lo fanno allo stesso modo.

L’utilizzo o meno della superstizione è condizionato dalle nostre caratteristiche individuali. Una di queste caratteristiche è il locus of control.

Il locus of control è un argomento ampiamente trattato in psicologia ed influenza il punto di vista di un individuo e il modo in cui interagisce con l’ambiente.

Si riferisce a dove le persone posizionano il controllo. Le persone con un locus of control esterno attribuiscono il controllo della situazione a forze esterne a se stesse, come la fortuna o il caso, mentre le persone con un locus of control interno attribuiscono il controllo a se stesse, alle proprie capacità.

Le persone con un locus of control esterno useranno più rituali scaramantici rispetto alle persone con un locus of control interno.

Ovviamente, il semplice utilizzo della superstizione non implica direttamente un miglioramento delle prestazioni.

A seconda delle tue caratteristiche individuali, la superstizione ti gioverà o potrebbe danneggiarti. Non a tutte le persone piace pensare che il risultato della loro esibizione sia determinato da un amuleto.

Ciò che è chiaro è che la superstizione e lo sport siano strettamente collegati.

Gli atleti, specialmente quelli che gareggiano a livello professionistico, sono per natura persone scaramantiche e superstiziose.

Sono molti quelli che hanno rituali su abbigliamento, protezioni, gesti, azioni che secondo loro possono essere decisivi per migliorare un record o vincere una partita.

Pertanto, aiutano a dare fiducia e motivare, che alla fine è ciò che serve per non fallire. Quindi funzionano, possono funzionare, ma nella misura in cui riescono a motivare chi li utilizza.