L’essere umano è ambizioso per natura e per la necessità di soddisfare il proprio bisogno di realizzazione, ognuno di noi vorrebbe raggiungere gli obiettivi proposti nella vita. Tra l’altro dal punto di vista sociale essere ambiziosi è sinonimo di apprezzamento e rispetto da parte della società civile.

Possiamo e dovremmo essere ambiziosi, fintanto che siamo chiari sul fatto che non vogliamo attraversare la nostra vita senza infamia e senza lode, aspettare che gli eventi accadano per poter dire semplicemente “questo doveva accadere!”.

La nostra missione di vita dovrebbe essere quella di mettere per iscritto le azioni necessarie per diventare una persona migliore, fissare obiettivi, sognare una vita migliore, distinguerci in ciò che facciamo, scalare posizioni, essere competitivi senza dover ferire chi ci avremo davanti.

Questa è l’ambizione che dobbiamo esercitare e non l’avidità che ha reso molte persone insaziabili e pretenziose.

È l’avidità che ci fa vivere in un mondo irrealistico, in cui ci è stata venduta l’idea che dobbiamo necessariamente essere in una società di consumo di vanità e che se non lo facciamo, siamo semplicemente indietro, lasciati indietro o senza valore, perché non abbiamo niente.

Ed è per questo che abbiamo creduto che dobbiamo fare l’impossibile per ottenere denaro per acquistare, molte volte, i lussi di cui non abbiamo bisogno, indipendentemente dal trascurare cose di maggiore importanza come i valori e gli affetti dei nostri cari, sebbene ci siano quelli che pensano che con il dare tutti i beni materiali alla famiglia questo sia sufficiente per essere una persona di successo.

L’avidità porta molte persone a diventare insaziabili, al punto da focalizzare l’obiettivo unico della loro vita verso l’accumulazione oggettiva della ricchezza e che li porta a diventare schiavi del denaro e delle cose materiale.

Spesso associamo il concetto di avidità ai politici, che, non importa quanto onesti vogliano essere, ma portano la pesante croce che la società ha imposto sulle loro spalle, perché in ogni caso vengono qualificati tutti allo stesso modo come un gruppo di falsi e corrotti.

È stata proprio la classe politica responsabile di trasmettere a tante persone la percezione che chi entra a lavorare nella pubblica amministrazione “cercherà il modo di abusare del proprio potere”, per arricchirsi, per beneficiare o accaparrarsi ciò che non gli appartiene.

Questa convinzione si è diffusa così tanto che se un dipendente pubblico fa bene il proprio dovere, allora quasi lo vediamo come uno sciocco, perché era o è, in un posto dove può fare soldi, facendo la cosa sbagliata, e non l’ha fatto. Che sciocco!

E tu cosa pensi riguardo l’avidità?

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