Ecco un’altra delle parole molto in uso, in vari ambiti.

La troviamo in diverse scienze e tecniche, in diritto, in società, in arte, in psicologia, in economia, in natura…dappertutto. È un concetto trasversale.

Il significato può essere trovato in vari sinonimi: cambiamento, metamorfosi, mutamento, trasmutazione, variazione, alterazione, rivoluzionamento, trasfigurazione, ricombinazione, modifica.

È un concetto comune, spesso associato al cambiamento generico, soprattutto nella forma, e in effetti molte trasformazioni sono visibili (ad esempio, il bruco che diventa farfalla, oppure un vecchio oggetto che diventa un oggetto diverso per forma e per finalità, una persona che cambia aspetto, la struttura di un edificio modificata per l’uso diverso dall’uso precedente).

Ma, in realtà, contempla molto più della forma.

L’etimologia della parola, proveniente dal latino “transformatio”, parla di “oltre, al di là” e “forma, aspetto esteriore, figura”. Trasformazione è quel cambiamento che va oltre la forma, la supera, oppure avviene al di là della forma, dell’aspetto esteriore: nell’invisibile.

Infatti, quando diciamo: “Quell’esperienza mi ha trasformato”, intendiamo un’esperienza interiore, un rivoluzionamento del modo d’essere, del vissuto cognitivo, emotivo o spirituale.

La forma e la sostanza si compenetrano ed entrambe rispecchiano l’identità (di un soggetto, oggetto o un’entità concettuale – per esempio, la società), e nella trasformazione c’è sempre un filo conduttore che mantiene la sua essenza.

Nella trasformazione c’è la continuità. Anche se il cambiamento è profondo.

La trasformazione è l’espressione della legge dell’impermanenza che vige nella vita, ed anche dell’evoluzione.

Che lo vogliamo o no, tutto ciò che ci circonda, compresi noi stessi, è in continua trasformazione.

Opporsi alla trasformazione non è mai una buona idea. Ma possiamo indirizzarla a nostro vantaggio.

Ecco 6 chiavi per aprirsi alla trasformazione:

1.Coltivare la riflessione e l’introspezione

Quasi sempre la trasformazione ha a che fare con i cambiamenti compiuti nell’invisibile: nella consapevolezza, nella coscienza, nel modo di percepire il mondo e la vita. Vivere le esperienze in realtà ha lo scopo di stimolare la riflessione, vale la pena allenarsi a farlo: se nient’altro, riduce la quantità di esperienze ripetitive;

2.Accettare le sfide 

Ogni sfida, ovvero il compito difficile, è un processo trasformativo che porta una prgressione;

3.Scegliere la strada più difficile

Anche perché le altre strade sono solo apparentemente più facili e alla lunga spesso conducono ai processi trasformativi più dolorosi;

4.Circondarsi di persone non convenzionali 

Offrono più stimoli, sia come esempio/ispirazione che come stimolo;

5.Vivere appieno i momenti difficili 

Sia che si tratta di momenti difficili che sta attraversando la società che di quelli personali, l’atteggiamento migliore non è quello di cercare di fuggire via o di lamentarsi, ma quello di “tuffarsi” nell’esperienza: passare da “Perché proprio a me?” a “Perché no?”;

6.Chiedersi ogni mese: ”Quale ambito della mia vita è in trasformazione?”

Potrebbero esserci delle risposte interessanti, che possono aiutare strategicamente. Ad esempio, se ce ne accorgiamo che nella coppia ci sono ultimamente dei frequenti litigi, possiamo chiedere al partner e a se stessi di quale cambiamento c’è bisogno, senza far arrivare alla trasformazione dolorosa tramite rottura conflittuale del rapporto.

C’è sempre qualche trasformazione in atto, nella nostra vita o nell’ambiente che ci circonda.

E tu, qual è la tua trasformazione in atto ora? Dimmelo nei commenti!

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