L’uomo è un essere sociale, e la nostra vita si svolge sostanzialmente attraverso le relazioni. Che siano parentali, amicali, lavorative o sentimentali, giocano sempre un ruolo importante.
Generalmente, ciascuno di noi ambisce alle relazioni soddisfacenti e gratificanti. Per averle, una buona autostima è determinante.
La bassa autostima è quella che ci fa mantenere dei rapporti insoddisfacenti, quando non distruttivi. Inoltre, la bassa autostima può impedirci del tutto o parzialmente di stabilire le nuove conoscenze e nuovi rapporti e può deteriorare i rapporti in essere, facendo soffrire noi stessi e coloro con i quali ci rapportiamo.
Una buona autostima non garantisce di per sé la felicità nei rapporti, ma aiuta a interrompere i rapporti nei quali non ci sentiamo soddisfatti, oltre che capire di che cosa abbiamo bisogno per sentirci soddisfatti: quali sono i nostri autentici bisogni e desideri.
Come si comporta nei rapporti una persona con l’autostima alta?
Ecco gli 11 punti dove l’Autostima agisce positivamente nelle relazioni:
1. Non cerca di compiacere l’altro e non si chiede continuamente se piace così com’è. Non dipende dall’opinione delle altre persone.
2. Non dubita del proprio valore e del fatto di meritare l’affetto. Di conseguenza, non assilla mai con le domande e richieste di rassicurazione e di conferme. Le gratificazioni da parte degli altri arrivano senza cercarle.
3. Capisce che alcuni rapporti finiscono, semplicemente perché arriva il tempo di finirli, e non se ne fa una colpa o dispiacere per incolpare altro. Accetta e lascia andare.
4. Si sente responsabile soltanto per i propri bisogni e le proprie emozioni, e non per quelli dell’altra persona.
5. Stabilisce dei confini chiari e salutari: sa cosa permette e cosa no e non mente né a se stessa, né agli altri. Non tollera la mancanza di rispetto, né manca di rispetto.
6. Mantiene una certa indipendenza nei rapporti, non arrivando mai alla simbiosi, di qualsiasi tipo di rapporto si tratti. Lascia lo spazio per coltivare gli altri rapporti, i propri interessi diversi dall’altro, il tempo per sé.
7. Ha fiducia nelle proprie capacità decisive e prende la responsabilità per le conseguenze delle proprie decisioni.
8. Non si pone mai nel ruolo della vittima nei confronti dell’altra persona. Affronta ciò che non va e se serve chiude il rapporto, ma non rimane mai in un rapporto insoddisfacente sentendosi una vittima.
9. Non si vanta, facendo svalorizzare altro. Sa valorizzare il buono in se stesso e nell’altro.
10. Non idealizza il rapporto, ma lo accetta così com’è, cercando contemporaneamente di contribuire al suo costante miglioramento ed evoluzione.
11. Sceglie attentamente con chi stabilire un rapporto, ascoltando sia la ragione che il sentimento.
E tu, come ti comporti nei tuoi rapporti e come li gestisci? Dimmelo nei commenti!

Sono una persona molto insicura, e ammetto di cercare rassicurazione nelle parole altrui, come se non sapessi quali siano i miei valori. Non mi sliego questo mio atteggiamento,.sarà per via dei miei trascorsi o delle vicende della mia vita che mi hanno portato ad accumulare solo tanta frustrazione. Ho voglia di esplodere, di reagire e di cambiare radicalmente, perché la chiave, come hai detto tu, è il rapporto che si ha con sé stessi, che traspare all’esterno. Ogni qualvolta ho uno slancio positivo, c’è sempre qualche avvenimento che mi fa scendere dal piedistallo. Vorrei essere impassibile e sicuro di miei mezzi, vederli valorizzati e mostrarli al mondo, non per essere oggetto di invidia, ma di ammirazione e di ispirazione. È come se mi sentissi inibiti dal compiere questo passo. Vorrei cambiare passo. Cosa posso fare?
Caro Cecco,
Grazie di questa condivisione, che rispecchia la situazione molto comune a tutti noi: quella di avere delle insicurezze derivanti dai trascorsi più o meno difficili che inevitabilmente generano la frustrazione, e spesso l’inibizione. La tua voglia di cambiare radicalmente è un desiderio altrettanto largamente condiviso, e lo è anche la sensazione di sentirsi scoraggiati da qualche avvenimento contrastante.
Una cosa è certa: all’inizio del percorso è irrealistico e controproducente aspettarti di essere impassibile di fronte a qualche schiaffo della vita che inevitabilmente arriva. Ci vuole pazienza e ci vuole la costanza. Osserva i bambini che stanno imparando a camminare: si arrendono alla prima caduta? No. E neanche alla centesima. E, guarda caso, tutti imparano a camminare. Ci arriverai ad essere esattamente come desideri, ma non ci devi pensare ora; ora devi pensare solo a camminare, e a fare ogni singolo passo con cura. Partecipa ai corsi di autostima o qualsiasi altro argomento che riguardi il lavoro su te stesso (anche quando ti sembra che non sia attinente: sii curioso), leggi i libri sulla crescita personale e applica gli esercizi proposti, rifletti sulle situazioni che ti hanno “buttato giù” e cerca di individuare qual è stato il punto debole su cui lavorare, leggi gli articoli su tutti gli argomenti che possano stimolarti al cambiamento, frequenta le persone che sono per te fonte di ispirazione e di ammirazione, rivolgiti se serve a qualche esperto della relazione di aiuto per accompagnarti in qualche passo bloccato…
Insomma, l’adagio “Piano piano si va lontano” vale anche in questo ambito. Meglio piccoli passi, ma costanti, che grandi e scostanti. E fai conto che il cambiamento ha un andamento più lento all’inizio (quando bisogna riuscire a “cambiare la rotta”), e mano mano diventa una valanga sempre più veloce e omnicomprensiva. Un giorno ti sorprenderà il commento di qualcuno che ti confesserà la sua ammirazione per te.
Un abbraccio!