Sì, lo sappiamo: è meglio fare oggi quello che vogliamo o dobbiamo fare piuttosto che lasciare per dopo…che diventa domani, dopodomani, fra una settimana o mai.

Ma perché è così difficile mettere in pratica questa semplice regola?

Ovviamente, non si tratta di motivi razionali.

Se la nostra vita fosse guidata dalla razionalità sarebbe facile “telecomandarla”, anche se, diciamocelo sinceramente, sarebbe noiosa e perderebbe in gran parte il senso.

La parte irrazionale della nostra esistenza è quella che aggiunge “il sale, il pepe e le altre spezie”, anche se spesso ci mette in crisi.

Rimandare a domani quel che possiamo fare oggi è un semplice indizio del nostro essere messi in crisi.

Siamo abituati a considerare la parola crisi esclusivamente in una cornice più o meno drammatica, di una difficoltà più o meno grave, di qualsiasi ambito si tratti.

In realtà, la parola crisi, proveniente dal lat. crisis, sta a significare «scelta, decisione, fase decisiva» ed anche «distinguere, giudicare» (che poi ci riporta al concetto della scelta).

Quando rimandiamo, ci troviamo di fronte ad una scelta o di fronte al bisogno di distinguere cosa davvero vogliamo o qual è il nostro reale bisogno.

Spesso anche di fronte ad un momento di adattamento.

Non è vero che la crisi ha sempre a che fare con qualcosa di difficile e spiacevole: molte volte, anche se non ne siamo consapevoli, siamo in crisi perché abbiamo difficoltà ad accettare qualcosa di “troppo bello”.

In ogni caso, si tratta di un cambiamento da affrontare, anche se a volte in una minima misura.

E il cambiamento è qualcosa che spaventa enormemente un essere umano, anche se a parole magari lo brama.

Perché ci mette di fronte all’ignoto; il passato, anche se non del tutto soddisfacente, è pur sempre una certezza.

Se, per assurdo, ci consideriamo sfigati, non è mica facile misurarsi con la possibilità di essere vincenti…e questo è solo un esempio tra tanti.

Vediamo 7 strategie per cercare di aggirare questo scoglio del rimandare a domani:

1. Permetterci di sbagliare, anzi autorizzandoci a sbagliare – spesso succede che rimandiamo a fare qualcosa in cui non siamo molto avvezzi per paura di commettere qualche errore, o perché semplicemente ci mette ansia iniziare qualcosa di nuovo; ebbene, ricordiamoci che errare è umano.

2. Rinunciare al perfezionismo – la perfezione, ricordiamocelo, non esiste e comunque è da relativizzare: tante scoperte meravigliose si sono fatte strada facendo, e il modo migliore per perfezionare o perfezionarci è facendo concretamente.

3. Impedirci di fare qualcosa altro, oltre quello che abbiamo deciso di fare, per un determinato lasso di tempo – ad esempio, decidiamo di dedicare due ore a sistemare una camera disordinata che non abbiamo voglia di fare: ok, siamo liberi di non farlo, ma nel frattempo non possiamo fare niente altro in quelle due ore (niente distrazioni col cellulare, niente TV, niente chiacchierate al telefono, niente lettura di un libro, niente passeggiate: due ore seduti in quella camera senza fare nulla).

4. Chiederci quale altro bisogno insoddisfatto abbiamo e prometterci di soddisfarlo non appena finiamo quel che stiamo rimandando – spesso dietro il rimandare si cela un bambino interiore insoddisfatto con richieste a volte molto modeste, a volte solo il ricordo di un episodio dell’infanzia dove ci è stato negato qualcosa a cui tenevamo: se ce lo diamo ora, possiamo anche rimuovere un grande ostacolo interiore. Quindi, interrogarci cosa vorremmo fare al posto di quel che stiamo rimandando può essere un’occasione di scoprire qualcosa di davvero importante per noi.

5. Chiederci se ci spaventa il successo, se stiamo rimandando qualcosa che ci potrebbe portare ad aprire le nuove opportunità – a volte non è l’insuccesso che ci spaventa davvero, ma il successo in qualcosa.

6. Chiederci se c’è qualche “no” che non stiamo dicendo altrove o non abbiamo detto nel passato, visto che rimandando a domani in realtà stiamo dicendo “no” senza pronunciarlo – Qual è la nostra storia di vita? Siamo soliti a cercare di compiacere gli altri? Forse cominciare a dire a sé stessi a voce, chiaro e tondo: “Non voglio fare questa cosa” potrebbe aprire la strada ad un cambiamento anche nei confronti degli altri.

7. Semplicemente iniziare a fare – come si dice, appetito vien mangiando.

E tu, tendi a rimandare a domani quello che puoi fare oggi? Hai qualche strategia tutta tua per smettere di rimandare? Dimmelo nei commenti!

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