Occhio che guarda dalla copertina di FacebookSono appena reduce dalla spiaggia e sono ancora sorporeso dal fatto di aver visto tantissime persone attorno a me sempre connesse a Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin (ormai è anche esso un Social Network generalista, anche se il fatto di avere evidenziato un Ruolo Aziendale permette al meglio il business).

Persone che mettono le loro vite, i loro pensieri, i loro eventi più quotidiani nei social network come una persona che mostra i propri pensieri, le proprie paure, le proprie debolezze.

Possiamo senza dubbio affermare che le nuove tecnologie e i social network sono strumenti meravigliosi, che hanno arricchito la nostra vita di opportunità. Unire le persone, accorciare le distanze, se non i mondi, ed offrire una maggiore diffusione di nuove conoscenze. Tuttavia, come sempre, qualsiasi strumento nelle mani di alcune persone, può essere una schiavitù oppure un’opportunità.

Che cosa c’è dietro quelle persone che hanno bisogno di pubblicare i loro pensieri ogni minuto, o ogni 3 ore, facendosi un selfie davanti ad uno specchio?

Oggi parliamo di questo.

Voglio la tua attenzione, voglio una gratificazione immediata.

Con l’avvento dei social network si è aperta una nuova fase di interazione in cui non c’è bisogno di incontrarsi, di uscire di casa per condividere, per sedurre o dare le informazioni ai nostri amici.

Ora c’è un’immediatezza spaventosa. Bastano 3 secondi per “disegnare” il tuo miglior sorriso e scattare una fotografia da inviare sui social network.

Poi cosa avviene?

Si riceve  la “ricompensa”. Pochi secondi ed appaiono decine, centinaia di “mi piace” o commenti. E questo è qualcosa di favoloso per chi ha bisogno di attenzione, di riconoscimento immediato e rinforzo positivo: è davvero la strada più breve.

Quindi il rischio è che dopo 3 ore l’euforia sia svanita ed allora vorremmo ancora e sempre di più, perché ottenere questi “rinforzi” è come una dipendenza. Conosco coppie che si chattano via WhattsApp da dentro casa, avendo ormai appreso una vera e propria dipendenza!!!

La stessa cosa si manifesta anche con gli stati d’animo:
“Mi sento solo, mi hanno tradito, ho una brutta giornata oggi, questo mondo fa schifo, una certa persona è egoista, una certa persona è invidiosa, nessuno mi capisce…”

Si può essere soddisfatti per tutte le persone che in qualche modo sono coinvolte nella nostra vita. Ma i tuoi veri amici ci sono quando concretamente, non avranno esitato a prendere il telefono per chiamarti o incontrarti per sapere cosa sta succedendo.

Tuttavia, tornando ai messaggi nei social, quelle parole sono sfoghi pubblici, i problemi piuttosto che risolverli direttamente spesso si preferisce lasciarli nei social network, nei canali visibili agli occhi di tutti. E’ un po’ come metttere un messaggio di aiuto nella speranza che qualcuno si accorga di noi, ci dia attenzioni!

Se non si conosce la persona destinataria del post pubblicato, è possibile il giorno dopo chiedere come è andata, ma in realtà, queste discussioni non hanno mai risoluzione. Generalmente le persone preferiscono lasciare stare il disagio, i capricci, l’affronto o la tristezza in modo catartico.

Proietto qualcosa che non è vero per farmi sentire meglio.

Avete mai incontrato un profilo falso? Avete mai stabilito un’amicizia o un rapporto con qualcuno che non si è rivelato essere quello che sembrava? Ci sono molte persone che proiettano virtù che non hanno, raccontano storie favolose, accompagnate da fotografie bellissime.

Dietro questo comportamento si vive probabilmente la frustrazione di non accettarsi per come realmente si è, nascondendosi dietro ad una “maschera ideale”.

I social network sono per molte persone dei scudi protettivi, dove si muovono dentro la propria zona di comfort in cui, nascondono paure ed insicurezze, e, proiettano quello che sarebbe il loro ideale comportamento alimentando delle credenze che spesso sono molto limitanti.

Ad esempio: Non c’è bisogno di uscire di casa per trovare un compagno. Non è necessario partecipare a determinati eventi per fare amicizia.

Il mondo è a portata di mano in un “click” e questo è sicuramente qualcosa di meraviglioso, ma anche pericoloso a seconda di come si “guida” il computer o telefono.

Pertanto parola d’ordine ancora una volta è Equilibrio…

Alla fine se vogliamo godere la vita cogliendo ogni possibilità approfittando di qualsiasi canale, qualsiasi scenario, ma dando la priorità al mondo dei sensi: vista, tatto, olfatto, ascolto, gusto…

Nessun volto è così seducente come vederlo davanti a noi, nessun abbraccio è così caldo come quello che si dà e riceve, e nessuna conversazione è così profonda come quella che viene attivata dalla presenza fisica con tutto il nostro linguaggio del corpo.

E tu sei sempre attaccato a Facebook? Credi di no? Prova a chiedere alle persone che vivono attorno a te: parnter e figli. Vediamo se avete la stessa percezione e dimmelo nei commenti!

Ecco perché siamo sempre attaccati ai Social Network
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