Troppo spesso le persone mi chiedono, “l’essere buoni non vuol dire diventare poi fessi?”

A volte ci sono circostanze e persone, che ti fanno sentire “stupido”. Ciò che provi come effetto del tuo comportamento da “buono”, è inferiore a quello che avresti ottenuto comportandoti in modo decisamente più “cattivo”, ti senti come quello che ottiene delle briciole, restando deluso perché forse ti aspettavi riconoscimento da qualcuno o riconoscimento di qualcosa.

Chi sono le brave persone?

Mai avrei immaginato in passato di poter scrivere una definizione di “brave persone”. Il mio professore di Sociologia sarebbe molto curioso di questa mia riflessione!

In ogni caso caro Prof. Ferrarotti azzardo!!! “Sono quelle che onestamente e sinceramente cercano di lavorare attivamente sul benessere altrui e si impegnano a migliorare il mondo e le relazioni con gli esseri umani. Non solo una persona che non fa cose cattive, è una persona interessata al tuo benessere, che ti chiede, che ti aiuta e condivide ciò che sai.

Essere buoni è da stupidi?

La tradizione popolare dice si. Essere a disposizione degli altri in maniera disinteressata può sembrare da stupidi, ma in realtà non lo è. Ogni persona ha una diversa scala di valori ed ognuno ha il proprio parametro di giudizio. Pertanto, non ha senso paragonare la bontà con l’essere stupidi. E come se paragonassimo il gusto delle mele con il gusto delle banane ed esprimessimo un giudizio oggettivo!

Come distinguere una “persona buona”.

Non si aspetta comportamenti cattivi dagli altri, perché neanche lui li avrebbe.
Non partecipa alle critiche di altre persone. E se ha qualcosa da dire a loro, cerca di farlo direttamente mostrando assertività.
È felice dei successi delle altre persone e non gode degli errori altrui.
Investe il suo tempo e la sua energia in persone con attitudini e valori simili.
Non dà giudizi di valore a persone che non ha ancora incontrato. Tutti sono bravi fino a prova contraria.
Le esperienze negative sono tesoro di esperienza ma non influiscono a priori sulle scelte future. La “brava persona” Non generalizza e davanti a comportamenti aggressivi è posato e ragiona prima di dare delle risposte.
Ha empatia selettiva. Ascolta e non porta via le tue emozioni per ciò che non gli appartiene.
Sa evidenziare le proprie capacità senza affondare quelle degli altri per poter emergere.
Personalizza i commenti positivi sulle persone. Imposta e sa come evidenziare i valori delle persone buone.
Pratica però anche il NO perché sa che anche la negazione fa parte del miglioramento personale. Rispetta se stesso e non si sottomette mai per piacere agli altri. Sa che essere servili non è utile a nessuno.

Le persone buone creano migliori relazioni.

Questo aspetto è importante. Vuoi essere trattato con rispetto e considerazione? Allora devi tu per primo rispettare e considerare gli altri. Quando crei le tue relazioni con gli altri, ogni parola e comportamento che usi e manifesti, genera reazioni nelle persone e in qualche modo e forma te le restituiscono.

Tutti noi utilizziamo il principio inconscio di reciprocità che ci suggeriva  R. Cialdini chiama questo aspetto “Principio di Reciprocità” nel testo che da anni è il riferimento sulla Persuasione, “Le Armi della Persuasione”. Se qualcuno ti sorride per primo, è molto probabile che anche tu risponderai con un sorriso, ma se iniziassi tu per primo?

Come diventare una persona buona.

Ecco alcuni principi che secondo me costituiscono una buona persona::

  • Praticano la gratitudine. Ricordano quanto hanno ricevuto e restituiscono al mondo circostante.
  • Offrono aiuto. Hanno buone intenzioni. Prestano il loro aiuto agli estranei. Quale buona azione hai fatto oggi per rendere questo mondo migliore?
  • Condividono e diffondono il bene. Le persone hanno una tendenza a seguire una strada già tracciata, pertanto le persone buone sanno che se compieranno delle azioni positive in un gruppo, il gruppo tenderà a replicare quel comportamento. Mostra ciò che fai e consenti alle persone di imparare dalla tua esperienza. Certo, non pensare a fare del bene soltanto perché sei osservato. Altrimenti diventa bene “interessato” e questa non è una caratteristica positiva!
  • Non si aspettano cose buone dagli altri. Se hanno ricevuto un’obiezione o critica, sanno anche come gestire la situazione e che in ogni caso non possono piacere a tutti e pretendere che tutti abbiano lo stesso pensiero. Distingui bene la generosità dal masochismo.
  • Interpretano il comportamento soggettivo e non si sentono intrappolati nell’idea del “pensiero oggettivo”. Le critiche non devono ferire, devono migliorare. Sono opinioni e pensieri e non dovremmo mai sentirci offesi personalmente.
  • Non praticano la convenienza. Agiscono in base alla loro scala di valori. Non seminano per raccogliere, seminano per il piacere della semina.
  • Non criticano e non passano la loro rabbia agli altri. Non investono il loro tempo nel parlare delle vite degli altri. Né consentono di partecipare alle critiche di coloro che non sono presenti. Non mettono in ridicolo le persone.
  • Mostrano i loro volti per quelli che sono. Sanno come fermare le conversazioni in cui i pettegolezzi e le critiche sono protagonisti. E se non possono andarsene, cercano di trovare una loro interpretazione senza giudicare aspramente.
  • Non dicono mai alle persone “Te lo avevo detto!”. Sono trasparenti nelle loro azioni, non si aspettano benefici futuri o celebrazioni di merito. La loro buona azione è qui ed ora.
  • Parlano bene degli altri. Promuovono l’unità nelle relazioni personali e le connessioni positive tra le persone con sincerità.

E tu che tipo di persona pensi di essere in relazione a questi comportamenti? Su quali aspetti devi lavorarci? Dimmelo nei commenti e buona visione del video.

 

Essere buoni non vuol dire essere fessi!
5 (100%) 9 votes
CHIUDI
CLOSE
Share This