Tempo fa avevo scritto un post dal titolo “L’Amore è necessario?

Ed eravamo arrivati alla conclusione che l’Amore (in tutte le sue forme) non solo è necessario, ma è l’unico aspetto che permette al genere umano di poter essere veramente evoluto!

Ma se parliamo invece di cattiveria? Serve proprio all’uomo?

Platone diceva “Nessuno è malvagio di proposito!” Ma nella relatà almeno a livello comportamentale e non di identità mi raccomando, una persona può essere cattiva intenzionalmente!

Un cattivo può divertirsi mentre un altro può soffrire molto per la sua meschinità.

Alcuni sono cattivi per divertimento?

Spesso queste persone sono annoiate, approfittano dell’ingenuità di alcune persone per divertirsi nel vessarle. Non si preoccupano degli altri, o si accontentano di fargli credere qualche mese al massimo per dar loro fiducia. I motori di queste persone sono il potere e l’intrattenimento.

La violenza verbale o la meschinità gratuita, è per coloro che esercitano un senso di potere.

Manipolano gli altri, li umiliano per sentirsi più forti, più intelligenti. Terminato il divertimento, una volta stanchi del loro “giocattolo”, lo lasciano cadere per passare ad un altro.

Come se un essere umano foesse un oggetto o un giocattolo!!!

Altri sono cattivi perché cercano i limiti dell’altro per capire sino a che punto possono arrivando mettendosi alla prova. In una disgustosa sfida con sé stessi e con la vittima di turno!

Questi cattivi sono motivati ​​da gelosia, stress e invidia. Tutte le persone hanno il bisogno di trasferire il loro stress agli altri, questo è un processo inconscio. Dopo una brutta giornata, succede che uno ferisca l’altro per alleviare il proprio cattivo umore.

A volte è per pura invidia, quando semplicemente l’invidioso sa che l’altro ha avuto un successo, e l’unica cosa che pensa: “Lui è meglio di me!”.

Alcuni criticano persone solo perché sono diverse da loro. Questo accade specialmente se i genitori da piccoli non hanno mai insegnato ai bambini a rispettare gli altri nelle loro differenze.

Poi, ci sono i malvagi che sperano che ferendo gli altri saranno respinti dal contesto sociale intorno.

In realtà, stanno cercando subdolamente di portare a sé il gruppo.

In realtà, queste persone si illuminano soltanto quando spengono gli altri intorno! E’ ovvio che dietro questo comportamento c’è un disagio psico sociale, un problema con il loro bisogno di attenzione e persuadere il prossimo, bisogno di essere riconosciuti come “prime donne!”

Alcuni attraverso la loro cattiveria nascondono una vera e propria richiesta di aiuto. È una specie di segnale di soccorso. Stanno affondando e o non sanno come chiedere aiuto o sono troppo orgogliosi per chiederlo. Rifiutano il fatto di non amare se stessi per non sminuirsi apertamente, non sono consapevoli di ciò che accade dentro di loro e quindi attaccano chi hanno davanti.

La forza trainante di queste persone è l’angoscia o il grido di aiuto. La parte peggiore è che attaccheranno più in generale la persona che conta di più per loro (moglie, fratello, sorella, migliore amico).

Sceglieranno l’unica persona che pensano possa aiutarli perché è la più presente e vicina dal punto di vista emotvia.

O questa persona comprende la loro angoscia e viene ad aiutarli, oppure li rifiuta e si ritrova complice della loro distruzione.

Questi cattivi stanno soffrendo molto. Non sono più in grado di ragionare logicamente.

Come possono aspettarsi che qualcuno che venga ferito e bersagliato li possa aiutare?

Soffrono prima per il malessere e dopo ancora di più dopo il rimorso di far male a chi è a loro vicino. Sono gli unici tra i malvagi che conoscono la cattiva coscienza.

È controproducente cercare di scoprire perché le persone sono cattive se non cerchi di scoprire chi sono dentro. I due aspetti sono collegati, inseparabili.

Siamo stati tutti o saremo tutti cattivi con qualcuno. Il mondo non è né tutto bianco né tutto nero.

La malvagità fa parte della vita, proprio come la gentilezza è felicemente una parte della vita. Non tutti sono gentili, non tutti sono cattivi. Abbiamo tutti una parte di entrambi.

A differenza di un cartone animato o di un film, nella vita reale non ci sono i cattivi da una parte e i buoni dall’altra, con un lieto fine. La vita non è un film!

Come in una società la violenza è fisiologica, un mondo senza cattiveria sarebbe un’utopia perfetta, quindi irreale. Potrebbe essere migliore del mondo oggi, ma se ci pensi, senza i cattivi, non potresti giudicare la gentilezza di tantissime persone!

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