Quando una relazione lunga finisce, in genere ci sono due macro-tipologie di comportamenti conseguenti: fiondarsi prima possibile in un’altra storia sentimentale o essere molto restii ad entrare in una nuova relazione, diventando molto esigenti a proposito della scelta di un nuovo partner. Ciascun tipo di comportamento ha i suoi pro e contro.

Se ci si fionda precipitosamente in una nuova storia si rischia di:

– Non elaborare il lutto della fine della relazione: sì, la fine della relazione è un vero e proprio lutto, in quanto segna la perdita o abbandono di una moltitudine di cose sia fisiche (la presenza di quel partner, le cose che si facevano insieme, i vantaggi che conteneva…) sia non fisiche (per esempio, il sogno che la relazione rappresentava, la progettualità che conteneva, i valori che difendeva, le aspettative che soddisfava…). Il lutto non elaborato resta una ferita aperta, con tutte le conseguenze che porta con sé una ferita aperta, sofferenza in primis;

– Ripetere compulsivamente lo stesso tipo di errori che facevamo con il partner con il quale la relazione si è conclusa, incappando nella sindrome “Ma perché sempre a me capitano le relazioni così?”. Questo succede perché non si consapevolizza sufficientemente (a volte proprio per niente) il proprio comportamento nelle relazioni e quello del partner, né i nostri bisogni reali;

– Scegliere per partner lo stesso tipo di personalità, magari altamente disfunzionale per noi (sempre perché non abbiamo consapevolizzato tutto quel che concerne noi stessi e la relazione);

– Tendere a “vendicarsi” su partner nuovo di tutto quel che ci faceva soffrire nella relazione precedente o dei torti subiti dall’ex partner;

– Evitare di affrontare la paura della solitudine e quindi di imparare a stare bene davvero con sé stessi, smettendo di aspettarsi dal partner di colmare i nostri vuoti o di risolvere le problematiche interiori che ci rifiutiamo di affrontare e quindi risolvere;

– Esporsi fortemente al rischio di una delusione amorosa, con conseguente scoraggiamento, in quanto non abbiamo avuto tempo di ristabilire l’equilibrio emotivo, e se iniziamo con la mancanza di equilibrio attiriamo a sé una ulteriore mancanza di equilibrio;

– Rischiare di portare con sé nella nuova relazione e far sentire al nuovo partner sempre presente “il fantasma” del partner precedente;

– Caricare di aspettative eccessive la nuova relazione e il nuovo partner.

Fiondarsi subito in una nuova relazione ha anche il suo lato positivo: evita il rischio di chiuderci alla possibilità di costruire una nuova relazione soddisfacente. Quanto meno, ci stiamo provando ancora.

Essere restii ad entrare in una nuova relazione spesso equivale al diventare molto esigenti nella scelta di un nuovo partner. Chiaramente, il rischio maggiore che si corre è quello di chiudersi alla possibilità di costruire una relazione soddisfacente, non provandoci affatto e quindi precludere il godimento delle gioie che può dare la condivisione della vita in una storia d’amore.

Vediamo quali sono possibili motivi dell’atteggiamento esigente nella scelta di un nuovo partner:

– Se è stato fatto un minimo di lavoro su se stessi, si è consapevoli perfettamente cosa si vuole con precisione dal partner e dalla relazione e non si ha bisogno di sperimentare per scoprirlo attraverso le prove ed errori, in quanto è facile dedurre osservando il comportamento del potenziale nuovo “candidato” che tipo di personalità sia e che tipo di relazione vuole;

– Si apprezza di più il proprio tempo e si decide di spenderlo con qualcuno solo se ne vale la pena;

– A volte si è dovuto a fatica ricostruire la propria autostima (specialmente se si usciva da una relazione disfunzionale o si è subìto un tradimento o un abbandono), e si diventa molto vigili per evitare di coinvolgersi con le persone che con il proprio comportamento possono abbassare o distruggere la propria autostima. Certo, si può sempre frequentare di nuovo un corso o farsi seguire da uno coach, counsellor o psicologo per ricostruirla…ma prevenire è meglio che curare, e comunque sarebbe meglio utilizzare lo stesso corso o professionista per la crescita personale ulteriore piuttosto che per ricostruire daccapo la sicurezza in sé stessi.

L’autostima è troppo preziosa per essere compromessa inutilmente;

– Si è affrontata la paura di essere soli e si apprezza la solitudine e la compagnia di sé stessi. Di solito si è acquisita un’autonomia in tutti i settori e si è in grado di rendersi felici da soli;

– Se si hanno dei figli, si aggiunge l’esigenza di un partner sufficientmente maturo per interagire anche con loro in tutta la complessità che ciò comporta, compresa la pressione maggiore sulla tenuta di coppia. In assenza dei figli ci si può concedere lo spazio per colmare delle immaturità e far rinforzare in maniera più graduale il legame di coppia;

– Se si è subìta una sofferenza nella relazione precedente, si teme di soffrire di nuovo. Quando amiamo siamo vulnerabili, questa è la fonte sia di gioia che di sofferenza;

– Sì è imparato ad apprezzare la libertà intesa come non dover preventivamente discutere sulle decisioni da prendere sia in piccole che in grandi questioni e si è riluttanti a dover dedicare le energie alla mediazione oltre che alle decisioni;

– Si ha una rete di amicizie ben sviluppata e curata, che rende la vita ricca e ben organizzata e si è restii a introdurre un partner che magari avrebbe da ridire sul tempo dedicato alle amicizie o anche sulle amicizie stesse;

– Spesso si ha un hobby, una carriera impegnativa o si coltiva una passione nutriente per sé stessi che in presenza del partner potrebbe essere trascurata o cadere nel dimenticatoio;

– Si teme il condizionamento sottile da parte del partner e conseguente mancanza dell’espressione libera di sé stessi;

– Non si dà più la priorità alla vita di coppia rispetto alle altre aree della vita, come si è soliti fare alle prime esperienze sentimentali. Non si ha voglia di investire tanto tempo e le energie per incontrare le persone nuove, per il gioco della seduzione e per mantenere viva l’attrazione scattata magari in un primo incontro.

Chiaramente, il rischio che si corre nell’essere esigenti è che questo diventi col tempo una zona di comfort da cui si fa fatica ad uscire, che non rende felici ma al contrario rende prigionieri e poco tolleranti. Potrebbe cominciare a mancare il coraggio di lanciarsi in una relazione, ed essere mascherato dalle altre motivazioni. Ed è facile non accorgersi che il tempo intanto sta passando.

Come sempre, la via di mezzo è sempre la migliore: sarebbe ideale riuscire ad avere un atteggiamento equilibrato a metà tra buttarsi nelle storie ed essere esigenti nella scelta del partner.

La vita di coppia è potenzialmente una preziosa fonte di gioia, di crescita personale e di arricchimento dell’esperienza di vita, troppo preziosa per rinunciare al tentativo di realizzarla.

E tu, come ti comporti quando una relazione finisce? Se sei tra gli esigenti, avresti da aggiungere un motivo per cui lo sei non menzionato nell’articolo? Aspetto il tuo commento!

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