Quando parliamo del team di solito pensiamo esclusivamente all’ambito del lavoro e dello sport; ma in realtà il team è presente in quasi tutti gli ambiti della nostra vita: una famiglia è un team, anche una coppia è già un team, un gruppo di amici che si vede con una certa frequenza è un team, ma anche un gruppo di persone che si radunano una sola volta per un tempo molto limitato può già costituire un team.

Qualsiasi gruppo di persone che collabora nello svolgimento di un’attività qualsiasi è un team.

Essere un team vincente significa svolgere quell’attività con successo; il successo è da intendersi in relazione a quel che il gruppo vuole ottenere, non importa se a breve, medio o lungo termine. Non è un caso se si ottiene il successo o si fallisce; ed anche questo va guardato in una prospettiva più ampia: un “fallimento” nell’immediato può essere funzionale a un successo a lungo termine, e viceversa, tendere esclusivamente a un successo immediato può portare a un fallimento a lungo termine.

Come costruire un gruppo di lavoro di successo?

È una questione di strategia, di cui il punto cruciale è costruire un senso di comunità di persone che rendano bene in una dinamica di relazione. Sì, il team è soprattutto la relazione.

Un team vincente non si forma semplicemente mettendo insieme degli individui, per quanto singolarmente possano essere eccezionalmente capaci, e dicendogli (o dicendosi): “Dovete fare squadra e lavorare in sintonia”.

Vediamo quali sono le cose che possono aiutare:
– Rispetto – è la prima regola da osservare. Se non c’è rispetto, ciascuno dei membri perde la forza di coesione;

– Evitare di giudicare e incolpare – quando ci sentiamo giudicati, cominciamo a dare il peggio di sé: attenzione soprattutto al modo in cui vengono dette le osservazioni, non tanto a qual che viene detto, perché i conflitti sorgono quasi esclusivamente (nel 95% dei casi) per il modo di dire e il tono di voce, non per il contenuto;

– Favorire l’empatia tra i membri del gruppo – continuamente stimolare la capacità di “mettersi nei panni dell’altro”, che aumento la comprensione, la tolleranza e diminuisce la probabilità di conflitti e di competizione distruttiva tra i membri;

– Costruire la fiducia – gli individui che si fidano tra loro lavorano meglio, soprattutto nei momenti in cui bisogna negoziare con altri gruppi o nella competizione. La fiducia si costruisce con la coerenza;

– La positività – le persone con uno stile di pensiero positivo sono proattive e portate all’umorismo, e ciò produce una sensazione (e valutazione) di maggiore affidabilità. Inoltre, l’umorismo rende un gruppo più coeso e contribuisce ad accrescere il piacere di lavorare o fare qualsiasi altra attività che si sta facendo. La positività riduce lo stress (inevitabile nelle attività) e aumenta la creatività nonché la comunicazione;

– La comunicazione è fondamentale – senza una buona comunicazione non è possibile coordinare efficacemente i membri del gruppo, sia se si tratta di due che di 200 persone. Una buona comunicazione è chiara, sintetica, rispettosa, non giudicante, coerente e positiva;

– Definire i ruoli – spesso è poco chiaro quali compiti i singoli componenti del team devono svolgere, e se i ruoli non sono chiari nessuno sa cosa deve fare, aumentando la possibilità di sovrapposizioni e malintesi;

– Avere gli obiettivi chiari – significa saper rispondere a due domande: “Cosa vogliamo ottenere?” e “Perché”: aumenta il coinvolgimento e la motivazione dei partecipanti, dà il senso di sfida e di identificazione con il traguardo;

– Aggiornarsi sul bisogno di adattarsi al cambiamento della situazione – questo soprattutto vale per gli obiettivi a lungo termine, ma può capitare anche in altri casi. Ovviamente, questo può significare dover ridefinire i ruoli, ma anche l’obiettivo stesso e il suo perché: la relazione tra i membri del team e tra il team e l’obiettivo deve essere dinamica;

– Sapere di quali risorse si dispone – possono essere finanziarie, di tempo, di spazio o risorse umane – tra tutte, le risorse umane sono le più importanti: vanno quindi valorizzate le attitudini, le particolarità e le capacità di ogni singolo individuo;

– Individuare il catalizzatore (o facilitatore), che può essere uno o più a seconda delle dimensioni del gruppo – deve essere una persona capace di stabilire solide relazioni interpersonali, di favorire la collaborazione tra le persone, con ottime capacità organizzative e in grado di impegnarsi con passione oltre che essere corretto fino in fondo. Di solito ricopre il ruolo di leader, ma non necessariamente;

– Gratificare i membri del team – il riconoscimento è uno dei bisogni umani fondamentali e il piacere è un potente motivatore.

E tu? Sai costruire il tuo team vincente e realizzare efficacemente i tuoi obiettivi? Dimmelo nei commenti!

Sai costruire un team vincente?
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