“Il tempo è denaro!”: questa esclamazione l’abbiamo sentita spesso nella vita, per qualcuno è addirittura quasi un comandamento, tanto da condizionare tutta la vita in funzione di impegni lavorativi.
In realtà, l’accostamento al denaro è infelice come espressione, cui intento è sottolineare il valore.
“Il tempo è vita” sarebbe più appropriato, per due motivi: è la vita ad avere il valore massimo, non il denaro, e non è neanche esprimibile in denaro (che è un’invenzione temporanea e di per sé il suo valore è dato soltanto dalla convenzione e null’altro).
Inoltre, la vita è una creazione di ciascun essere umano, che nel tempo datogli a disposizione modella le proprie esperienze dandole una certa forma e sequenza.
A volte ci scoccia ricordarcelo, ma siamo mortali. Quindi, il tempo che abbiamo a disposizione è molto limitato. Ci tocca sfruttarlo bene, nel senso di valutare in quale tipo di attività spenderlo e in che modo.
Faccio un tipo di lavoro o qualcos’altro? Dedico il mio tempo ed energie a coltivare le amicizie, la relazione intima, formo una famiglia? Quanto tempo le dedico? Faccio venire al mondo dei figli e se sì, quanto tempo dedico al rapporto con loro? Oppure dedico la mia vita solo al lavoro? Che tipo di lavoro voglio coltivare? Lascio spazio per qualcos’altro oppure scelgo che il lavoro invada ogni attimo della mia esistenza? E così via, le domande possono continuare all’infinito.
Sia se scegliamo di essere “monotematici” (dedicarci quasi a una sola cosa nella vita) oppure “poliedrici” (dedicarci a molte cose), avremo a che fare con diverse attività da gestire in un tempo limitato.
Il time management, ovvero la gestione del tempo, è molto spesso associato ai manager e agli imprenditori, che effettivamente hanno a che fare con molteplici compiti da svolgere e contatti da coltivare. Ci viene in mente l’uomo d’affari indaffarato in mille telefonate, mail, pranzi e cene di lavoro, riunioni, impegni burocratici e mondani, perennemente in ritardo su tutto.
Ma, il time management in realtà riguarda anche gli alunni che devono gestire i compiti assegnati da svolgere a casa, le casalinghe che hanno molte faccende diverse da svolgere entro la giornata cadenzata da alcuni impegni inderogabili, i venditori ambulanti che devono armonizzare molte fasi del ciclo del prodotto o gli artisti che devono realizzare le opere o scrivere i libri entro un certo termine.
Il time management si potrebbe descrivere come abilità di pianificare le attività da realizzare in una certa modalità e in un certo limite di tempo, di solito con l’obiettivo di essere più possibile efficaci, efficienti e produttivi.
Sicuramente è capitato di ammirare qualcuno per la capacità di gestire il tempo senza sforzo, pur avendo mille attività da svolgere, e altri che vediamo perennemente in corsa affannata con al seguito una montagna di cose arretrate da fare o non realizzate affatto (fino al punto di etichettare alcune persone come “inconcludenti”).
Senz’altro, time management è l’abilità da apprendere e coltivare. Non solo per essere più efficienti e competitivi, ma per non trovarsi alla fine di un certo periodo della vita (o alla fine della vita) con la sensazione di aver “mancato l’obiettivo”.
Quali sono i vantaggi del saper gestire il tempo?
Ecco quattro vantaggi principali:
1. Meno stress
Quando lo stress c’è si tratta di eustress (quello stimolante a dare il meglio) con poco distress (lo stress “cattivo”, quello che ci fa “sudare freddo” e alzare la pressione a dismisura);
2. Più opportunità da cogliere
Più opportunità si cogliono e più opportunità effettivamente colte e “cavalcate” (quelle situazioni in cui si dice “che fortuna che ha avuto!”);
3.Più obiettivi realizzati
Se li porti a termine il che genera la sensazione di soddisfazione e di autoefficacia…insomma, è un processo di empowerment;
4. Più tempo a disposizione per il relax
Se hai del tempo libero ha maggiore benessere anche per la coltivazione di hobby o interessi finalizzati esclusivamente al piacere di occuparsene.
In caso della scarsa abilità di time management, rischiamo: perdita di tempo, il lavoro non svolto con magari conseguenti ritardi e perdite di vari tipi, scarsa produttività e dispersione di energie con il lavoro svolto male, le cose ci “sfuggono di mano”, la reputazione di “pasticcioni”…a lungo andare anche la nostra salute potrebbe risentirne, per non parlare dell’estremo “ho sprecato la mia vita!”.
I 7 passi da seguire per un time management di successo sono:
1. Stabilire gli obiettivi correttamente
Questo è il fondamento di tutto: se non sappiamo dove vogliamo arrivare, non possiamo neanche tracciare la strada migliore. Molte persone si perdono già qui, e se questa abilità non viene formata precocemente si può avere bisogno di affiancare un coach per apprendere ed allenare questa capacità;
2. Stabilire le priorità
Non tutti gli obiettivi sono ugualmente prioritari e all’interno di quelli prioritari, non tutte le attività da svolgere sono ugualmente prioritarie. Tutti abbiamo molte attività da svolgere ed è chiaro che non possono essere tutte ugualmente urgenti (anche perché, banalmente, alcune si devono svolgere in una certa sequenza). Più la nostra attività è complessa e meno tempo abbiamo a disposizione, più necessitiamo di affinare il discernimento tra le cose e compiti per urgenza e per importanza;
3. Stabilire il tempo limite
Se stabilisci un tempo entro il quale completare quel che si ha da fare o un singolo passo – a volte qui siamo aiutati da fattori esterni (ad esempio, le scadenze o le “date obbligate” o esigenze di altre persone con cui armonizzarsi), ma a volte dipende esclusivamente da noi e qui il rischio maggiore è quello della procrastinazione;
4. Fare le pause tra un compito e l’altro
Il riposo da molti di noi viene visto come “perdita di tempo” (“non me lo posso permettere”), ma in realtà il riposo crea la condizione di distacco dal compito precedente in cui possiamo rinfrescarci o rilassarci brevemente (dedicando anche un po’ di tempo ai social media, senza che invadano troppo tempo in giornata) per poi chiarire meglio nella mente su quale prossimo compito focalizzarci…e la focalizzazione è fondamentale;
5. Organizzare la propria agenda
Anche se non è necessario che sia un’agenda scritta, se si tratta di poche attività…è quel classico “fare la mente locale su cose da fare in giornata”;
6. Rinunciare agli impegni non necessari
Qui arriviamo alla scelta se qualcosa davvero vogliamo fare o è necessario e a chi delegare quel che comunque deve essere fatto. Se, per esempio, voglio prendere un diploma forse temporaneamente dovrò rinunciare a qualche uscita;
7. Pianificare in anticipo per avere fin dal mattino una chiara idea di cosa fare in giornata
Non è necessario sapere tutti i dettagli, ma comunque sapere dove verte l’attività principale o se c’è un imprevisto dove è richiesto un nostro intervento urgente e inderogabile.
E tu, come te la cavi con la gestione del tempo? Dimmelo nei commenti!
