Nella nostra epoca la vita ha assunto un ritmo sempre più veloce, soprattutto per via della tecnologia onnipresente negli ultimi due decenni.

Per cercare un’informazione basta digitare la parola chiave e non c’è bisogno di consultare i libri, per sapere il significato di una parola sconosciuta non abbiamo più pazienza di cercarla nel vocabolario e abbiamo perso l’allenamento di scorrere l’elenco rispettando l’ordine alfabetico delle prime lettere di cui è composta, per ricopiare un breve testo facciamo la fotocopia e trascriverla a mano ci sembra una fatica troppo grande e troppo tempo impiegato, le lettere a mano non si scrivono da un bel po’ ma per un messaggio scritto in pochi minuti che inviamo, abbiamo riscontro veloce che sia stato recapitato o letto e se non riceviamo una risposta immediata siamo assaliti da una gamma di emozioni degna di un film d’azione.

Per non parlare del raggiungimento in breve tempo di posti vicini e lontani, della soddisfazione veloce di ogni desiderio.

Voglia di pane? Tante varietà a disposizione senza aspettare la lievitazione.

Voglia di conoscere una persona nuova? Un esercito di sconosciuti disseminati nei social media e nelle varie chat di incontri pronti alle proposte di tutti i tipi.

L’elenco degli esempi potrebbe continuare all’infinito.

I desideri continuamente soddisfatti velocemente però hanno degli effetti collaterali indesiderati:
-l’incapacità di tollerare la frustrazione;
-l’incapacità di mantenere l’attenzione a lungo su un obiettivo/soggetto/oggetto;
-il formarsi della pretesa e a lungo andare del carattere pretenzioso;
-l’incapacità di perseverare quando le cose non stanno andando come previsto;
-l’assenza di resilienza;
-l’incapacità di costruire e mantenere le relazioni appaganti;
-l’impossibilità di far funzionare la Legge dell’Attrazione.

Tutto questo ha a che fare con il non saper aspettare.

Ci può precludere la realizzazione di una cita davvero appagante, oltre che creare un sacco di inutili problemi ed anche le perdite sia di risorse che di persone valide per noi.

Saper aspettare significa gestire il tempo in maniera costruttiva. È un’abilità che si impara.

Vediamo insieme le 4 chiavi che possono allenarci ad imparare il saper aspettare:

1.Osservare la natura

Le stagioni hanno i propri ritmi che hanno le caratteristiche precise e seguono le determinate leggi, i semi piantati hanno i tempi di sviluppo (nel periodo in cui stanno sottoterra sembrano morti, nel momento in cui spuntano necessitano di cure diverse rispetto ad una pianta matura, ecc.), gli alberi di specie diverse danno i frutti in diversi periodi che a sua volta hanno un preciso momento di raccolta, la gestazione di un essere umano ha i suoi tempi, lo sviluppo di un bambino dalla nascita all’età adulta ha i suoi tempi che non si possono accelerare… La natura ci allena continuamente ad aspettare il momento giusto;

2.Passare più tempo nel silenzio

Saper aspettare ha a che fare con il silenzio, ovvero con lo stare in pace in assenza di stimoli. Continua stimolazione sonora dà la dipendenza, e disintossicarsi non è proprio una passeggiata per chi ne è immerso quindi richiede una graduale diminuzione che però fa assaporare i suoi frutti benefici ai primi assaggi delle piccole dosi. Provare per credere;

3.Osservare le emozioni sgradevoli quando ci assalgono invece di cercare di placarle immediatamente

Questo non è facile, ma è un motore potente di crescita personale: si può iniziare notando che stiamo mostrando l’impazienza e la voglia di accelerare qualcosa, di qualsiasi cosa si tratti e in qualsiasi ambito, poi possiamo notare varie sfumature emotive che possibilmente si celano dietro l’impazienza…la rabbia, la tristezza, l’insicurezza, la solitudine o forse la bassa autostima.

Potremmo, da soli o con l’aiuto di un coach, counsellor, psicologo, scoprire le insospettabili sottostanti convinzioni limitanti e credenze negative su cui lavorare, altrimenti corriamo il rischio di autosabotarci per una vita;

4.Sviluppare la fiducia

Il non saper aspettare ha a che fare con i pensieri di dubbio, di sfiducia, di impotenza, di vittimismo (anche se può essere mascherato da atteggiamenti aggressivi). La pazienza in fondo significa aver fiducia che siamo in grado di superare gli ostacoli e le difficoltà che ci separano dal raggiungimento di qualcosa a cui teniamo.

E tu, sai aspettare? Hai una tua strategia segreta che ti permette di tollerare l’attesa? Dimmelo nei commenti!