Spesso leggiamo o sentiamo dire la frase: “Devi amare te stesso/a” o “Devi amarti di più”.

Ma c’è molta confusione su cosa significhi in realtà.

Alcuni interpretano questo come un invito a diventare persone scorrette verso gli altri, collegandolo all’egoismo.

Alcuni pensano che sia il contrario del celebre verso biblico “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Alcuni credono che sia un invito a idolatrare se stessi, diventando narcisisti. Probabilmente ciascuno si è fatto un’idea diversa, anche se non ben definita.

Per capire il significato, bisogna prima chiarire cosa significa amare.

Ed anche qui si apre lo scenario alle diverse interpretazioni su cosa sia l’amore.

Infatti, anche su cosa sia l’amore ciascuno ha una propria idea o meglio, un’interpretazione.

Per cui, ognuno di noi ama nel modo diverso, spesso quello che crede sia “giusto” (che ha molto a che fare con la propria storia di vita e la propria personalità).

Molti problemi interpersonali nascono proprio da questa diversità del concetto di amore e dell’amare.

Intanto è una buona idea riflettere sulle domande “Cosa è per me l’amore?”, “Come amo e come esprimo l’amore agli altri?”, “Cosa ho bisogno di ricevere per sentirmi amato/a?”, “Quali cose secondo me esprimono il disamore?”.

Se proviamo a rispondere a queste domande, ci renderemo conto che si tratta di una serie di diversi aspetti dell’esistenza: fisico, verbale, comportamentale, mentale, emotivo. Non esiste una “ricetta” univoca per tutti, ma forse l’amare si potrebbe riassumere nel permetterci di essere autentici.

Ecco 7 modi che possono aiutarci ad amare noi stessi:

1. Curare il proprio corpo

Una delle celebri frasi di Ippocrate riassume efficacemente l’importanza di questo aspetto fondamentale: “Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre.”.

Molti di noi peccano in questo punto apparentemente banale in vari modi, tra i quali non ascoltare i segnali di fame, sete, stanchezza, cura dei vari organi, bisogno di muoversi, piacere, ma anche il modo di vestire il corpo in modo che rappresenta ed esprime la nostra personalità, la vicinanza che gradiamo ecc.

Alcuni invece “soffocano” il corpo con troppo cibo, con le sostanze tossiche o con gli interventi estetici invasivi che in fondo rispecchiano la mancanza della sua accettazione.

2. Ascolatare i propri bisogni e i desideri 

Molti di noi hanno i sogni nel cassetto che aspettano per tutta la vita di essere realizzati, non osano esprimere cosa vorrebbero davvero accontentandosi di quel che capita, non si impegnano a combattere per se stessi mentre per gli altri lo fanno se gli viene richiesto, negano a se stessi di avere qualsiasi desiderio o sminuiscono gli indizi interiori di qualche turbamento dovuto ai bisogni non soddisfatti.

Altri si fanno imporre dagli altri i bisogni e i desideri che non gli corrispondono, non avendo coraggio di dire no.

3. Accettarsi così come si è al momento

Questo non equivale alla passività o alla rassegnazione testarda del tipo “Io sono così e non cambio!”, ma alla rinuncia di giudicare e criticare aspramente se stessi, pur sapendo che non siamo perfetti e che possiamo migliorare.

Alcuni di noi sono dei giudici spietati di sé e dei critici che farebbero sentire scoraggiato anche un superman.

Tutti i criticoni pensano che stiano facendo del bene e che questa sia la strada per migliorarsi, non capendo che sia il modo di peggiorare non solo se stessi ma anche i rapporti con gli altri.

La sana autocritica è ben diversa dal criticismo gratuito.

4. Avere cura dei propri sentimenti e delle emozioni che proviamo 

In moltissimi abbiamo perso il contatto con quel che proviamo oppure scambiamo un sentimento con un altro, negandoci in questo modo di provare quel che proviamo (che sarebbe semplicissimo).

È incredibile quanto siamo capaci di farci “spegnere”, e spegnere le emozioni e i sentimenti non è una scelta saggia, in quanto sono degli indicatori preziosi per modulare il nostro comportamento e prendere le decisioni giuste per noi.

Esprimere quel che proviamo è una forma di rispetto di sé e di cura della propria interiorità.

5. Essere amorevoli con se stessi 

In sostanza, trattati come tratteresti un bambino: accogliendolo con tutte le sue fragilità, con tutta la sua bellezza innocente, con tutti i suoi errori e le cose ancora da imparare.

Consolandoci e perdonandoci quando sbagliamo invece di tormentarci, proteggendoci quando abbiamo bisogno di essere protetti, invece di mandarci allo sbaraglio e permanere nelle situazioni irrispettose dei nostri bisogni.

L’amore incondizionato dovrebbe iniziare da noi stessi, anche se qualche volta possiamo imparare a darcelo amando incondizionatamente qualcun altro.

6. Circondarsi dalle persone che ci apprezzano e trattano amorevolmente e con rispetto

Sembra scontato, eppure molti tollerano o addirittura tengono nelle sue vicinanze le persone irrispettose o semplicemente incompatibili con i propri valori.

7. Smettere di compiacere gli altri 

Sentirsi di dover “guadagnare” in qualche modo la presenza e l’accettazione degli altri proviene dalla mancanza di accettazione di se stessi, e compiacendo gli altri questo divario diventa sempre più grande.

Lo possiamo fare per vari motivi, dalla paura di deludere alla strategia di adulare per ottenere dei vantaggi. Ma compiacendo gli altri ci allontaniamo dalla nostra autenticità.

E tu, sai amarti? Hai i tuoi modi “speciali” per darti l’amore? Condividili nei commenti!