Diciamocelo: è proprio bello vedere persone entusiaste, fino al punto di farci travolgere ed ispirare, spronandoci a fare qualcosa di bello anche noi o quanto meno ad alzare l’umore.
Oppure a volte fino al punto di farci bruciare d’invidia e desiderare di spegnergliela.
Insomma, l’entusiasmo non ci lascia indifferenti.
Ma cosa è l’entusiasmo precisamente?
Nell’uso comune, si tratta di “sentimento intenso di gioia, di ammirazione, di desiderio per qualche cosa o per qualcuno, oppure totale dedizione a una causa, a un ideale, ecc.” (Vocabolario Treccani)
La parola entusiasmo trae origine dalla radice greca thus, da cui il verbo greco enthousiazein, con il significato di ”essere inspirato, essere appassionato, avere un afflato verso qualcosa o verso qualcuno”. La radice thu- con un’accezione ancora più marcata, indicava una sorta di furore, di impeto, di slancio, anche di delirio sacro (da cui il greco thuas=baccante, che indica quasi un essere inebriati).
Un’altra etimologia della parola entusiasmo si attribuisce al greco enthus o en-theos, cioè “avere un Dio dentro, essere ispirati, essere nel respiro del Dio”. Indica una particolare condizione per cui è la divinità a parlare attraverso la persona.
Ricapitolando: en “dentro”, thèos “dio”. Il dio dentro.
Questo ci fa comprendere perché l’entusiasmo non ci lascia indifferenti: coinvolge le nostre profondità ed è in parte un mistero, come l’amore. Non è governabile con la ragione.
Non possiamo a comando entusiasmarci, non possiamo a comando spegnere il nostro entusiasmo, e quando perdiamo la capacità di entusiasmarci è un brutto segno, come esprime efficacemente un aforisma di Samuel Ullman: “Perdere l’entusiasmo provoca rughe nell’anima”.
Perché l’entusiasmo ha a che fare con il risveglio di una forza interiore estremamente profonda, capace di motivarci in maniera potente e di attivare le risorse che non sapevamo neanche di avere.
Non è sempre visibile facilmente, ma non per questo è meno influente. Di certo non si può simulare.
È grazie all’entusiasmo che realizziamo i sogni e superiamo gli ostacoli insormontabili.
Come possiamo favorire e coltivare questa capacità di essere divinamente ispirati?
Ecco cinque suggerimenti per stimolare la nascita dell’entusiasmo autentico:
1. Coltivare i pensieri positivi
I nostri pensieri quando sono positivi allontanano la paura e avvicinano l’amore, terreno fertile perché possa fiorire l’entusiasmo;
2. Considerare gli ostacoli uno sprono, una sfida, invece di inveire contro essi
Sono di fatto gli inviti a superare noi stessi;
3. Coltivare la perseveranza
Occorre guardare con quale tenacia i bambini vanno verso ciò che vogliono, nonostante le avversità;
4. Smettere di giudicare
L’effetto più distruttivo del giudicare gli altri è quello di diventare autogiudicanti, con l’effetto di essere sempre più bloccati, sotto il dominio della paura e della razionalità…e l’entusiasmo non è frutto della razionalità;
5. Nutrire il nostro bambino interiore
Permettendoci quel che ci dà gioia e piacere, anche se non ha alcuna utilità ed è apparentemente una perdita di tempo…facciamo quel qualcosa dove perdiamo la cognizione del tempo o è una piccola cosa che non ha alcun valore in termini economici. Sostanzialmente, ascoltiamoci. E conosciamoci.
E tu, sei capace di entusiasmarti? Condividi nei commenti i tuoi segreti per mantenere vivo l’entusiasmo!
