La gioia è, insieme all’amore, una delle emozioni che fa sentire più vivi.

È anche una delle emozioni che i bambini esprimono spontaneamente e frequentemente, mentre negli adulti fatichiamo a riscontrarla.

È spesso un po’ disprezzata, come se la persona gioiosa fosse “poco seria”, “non ha i pedi per terra”, “portasse gli occhiali rosa” o addirittura “le mancasse qualche rotella” e in questo senso è condizionante, nella nostra cultura, l’atteggiamento stranamente sospettoso verso la gioia.

Invece si tratta di un’emozione estremamente utile, molto affine all’entusiasmo, capace di mobilitare l’energia esistenziale in una direzione costruttiva. Alcuni studiosi delle emozioni positive sostengono l’influenza migliorativa della gioia in termini di aumento della creatività, della capacità dell’elaborazione delle informazioni, della flessibilità cognitiva e della qualità di vita percepita. Inoltre, le emozioni positive di cui gioia è una delle espressioni più intense, sono estremamente prosociali e stimolano dei comportamenti prosociali, quindi migliorano direttamente le relazioni umane a tutti i livelli.

Le ricerche sulla gioia sono un oggetto di attenzione solo di recente. Un gruppo di ricercatori ha pubblicato nel The Journal of Positive Psychology del 2018 la ricerca nella quale in tre studi è stata studiata la gioia e la sua relazione con il benessere soggettivo. È stato riscontrato che sia possibile misurarla in modo affidabile con strumenti di auto-reportistica e che sia in grado di generare, in sinergia con la gratitudine, una spirale virtuosa verso l’aumento del benessere soggettivo.

Secondo i ricercatori, la gioia è la soddisfazione emotiva fondamentale e può efficacemente contrastare il disagio emotivo. Secondo alcuni di essi, la gioia ci collega alla nostra identità, valori e priorità fondamentali. È l’emozione che rende la vita degna di essere vissuta.

Come la gioia si verifichi nel bel mezzo di tempi difficili è un’area particolarmente importante da esplorare. Lo studioso Brad D. Strawn pone accento sull’esplorazione delle implicazioni cliniche della gioia in termini di tensione dialettica di bilanciamento tra realtà positiva e negativa della vita.

In questo senso la gioia è individuabile come uno dei principali alleati della resilienza, quella capacità di reagire costruttivamente alle avversità della vita, ma anche di mantenimento dell’andamento favorevole.

Quante volte siamo stati testimoni di persone che si sono “rovinate con le proprie mani” per non saper godere dei momenti belli della vita, in qualsiasi campo? Saper gioire è fondamentale per gratificare i nostri sforzi di affrontare i momenti bui.

Inoltre, chi non sa gioire delle proprie fortune, vittorie, conquiste e i piccoli momenti di cui la vita ci delizia casualmente, non è in grado di gioire neanche delle gioie altrui. Va da sé che questo può essere un fattore importante nel determinare se i rapporti intorno a noi tendono verso l’armonia o verso la conflittualità.

Se non basta, la gioia è un analgesico naturale, sia perché sposta l’attenzione dagli stimoli spiacevoli a quelli piacevoli, sia perché modifica la chimica nel corpo, facendo circolare le sostanze in grado di stimolare la salute e il benessere. Rafforza il sistema immunitario.

Migliora l’aspetto fisico del viso e del corpo, specialmente se praticata abitualmente.

Aumenta il potere seduttivo e il carisma personale, ma anche la capacità di persuasione.

Aumenta la capacità e la determinazione di focalizzarci sugli obiettivi e il loro raggiungimento, quindi la motivazione.
Ci fa connettere con i nostri desideri e con il nostro potenziale, in particolare importante se ancora inespresso. Si potrebbe annoverare tra gli strumenti più efficaci dell’empowerment.

Insomma, saltare dalla gioia non è poi così sciocco, e forse vale la pena rischiare di essere qualche volta guardati come “quelli strani”. Invece di riprendere i nostri figli quando esprimono la gioia, facciamoci ricordare da loro come si fa. Innegabilmente è una emozione potente e trasformativa, sia se viene espressa visibilmente, che vissuta intimamente e goduta come una fiammella che riscalda il cuore.

E tu? Che rapporto hai con la gioia? Condividilo nei commenti, ma prima senti questa canzone:

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