Spesso si parla dei vantaggi di un aumento e comunque miglioramento dell’autostima, ma in realtà molte persone lo vedono come una specie di lavoro un po’ superfluo, indicato più che altro per chi ambisce all’eccellenza.

Oppure, a volte si sentono dei commenti tipo: “Io non ho nessun problema, non mi serve migliorare la mia autostima”, intendendo per problema di solito una diagnosi vera e propria, o temendo una diagnosi qualora mostrassero un interesse per esempio a frequentare un corso di autostima.

Ora cerchiamo di esplorare alcune delle conseguenze dell’autostima danneggiata o non sufficientemente sviluppata: di molte è difficile accorgersene o correlarle poiché sembrano “un fatto caratteriale”, costituzionale, di origini organiche o anche “un destino”, oppure, la cosa ancora più difficile, sono mascherate da atteggiamenti o comportamenti che sembrano indicare un’estrema sicurezza in se stessi (cosiddetta autostima inautentica).

Il grado di autostima dipende dal sistema di credenze, dalle convinzioni (funzionali o disfunzionali), dalle esperienze di vita (potenzianti o traumatiche), dalle abitudini acquisite, dalle aspettative (nei confronti degli altri e nei propri), dall’eredità emotiva familiare, per citarne alcuni.

Vediamo alcuni dei possibili danni e contemporaneamente possibili indizi dell’autostima bassa:
– Difficoltà di relazionarsi con gli altri, a vari livelli: da quello di quotidianità, nelle situazioni sconosciute fino a livello intimo;
– Senso di inadeguatezza, a vari livelli: sia nelle situazioni quotidiane che nelle nuove situazioni;
– Timidezza, quando percepita e vissuta come bloccante;
– Scusarsi troppo e provare il senso di colpa con facilità e frequentemente;
– Eccessiva autocritica;
– Eccessiva critica nei confronti degli altri e tendenza a giudicare;
– Difficoltà di dire di no o anche eccessiva oppositività;
– Mancanza di coraggio per affrontare sia le problematiche quotidiane che per fare le scelte di cambiamenti importanti nella vita;
– Difficoltà a prendere decisioni;
– Aspetto estetico personale o trascurato o curato ossessivamente;
– Fragilità alle osservazioni critiche altrui;
– Ammalarsi spesso a livello organico;
– Soffrire di eccessi emotivi di una o più emozioni prevalenti o ricorrenti: rabbia, tristezza, paura, ecc.;
– Stare con un partner non corrispondente al proprio desiderio/interesse o rinunciare ad approcciarsi e provare a conquistare il partner a cui si è sinceramente interessati;
– Fare un lavoro non corrispondente alle proprie aspirazioni o anche di utilità funzionale agli obiettivi personali del momento;
– Difficoltà di esprimere i propri bisogni e le proprie opinioni;
– Atteggiamento pessimista;
– Rifiuto di accettare le sfide e le opportunità della vita;
– Tendenza eccessiva di compiacere gli altri e di chiedere la loro approvazione;
– Scarsa capacità di fronteggiare efficacemente sia distress (lo stress negativo) che eustress (gli avvenimenti improvvisi estremamente positivi e piacevoli);
– L’incapacità di provare la soddisfazione autentica, nei confronti di se stessi, degli altri, degli eventi o della vita in generale;
– Sensazione che la vita sfugga di mano, e di non riuscire a viverla come si vorrebbe;
– L’incapacità di realizzare almeno una parte dei propri sogni, anche in forma indiretta o metaforica;
– L’incapacità di portare a termine gli obiettivi o anche di individuare gli obiettivi che abbiano un’importanza rilevante e di fissarli come tali;
– La mancanza di ambizioni, risultante nella mancanza di crescita personale;
– Apatia e svogliatezza;
– Sentirsi eccessivamente condizionati dal passato o dal futuro e agire o rinunciare ad agire sotto tale influenza;
– Credere di dover essere sempre di buon umore o sorridente, negandosi l’espressione di altre emozioni (ma anche di provarle), specialmente quando si tratta di rapporti affettivi intimi;
– Tendenza di svalutare gli altri e disconoscere il loro valore e i loro meriti;
– Avere un atteggiamento cinico, presentandolo come obiettivo;
– Affermare le proprie manchevolezze o errori di azione come caratteristiche personali intrinseche, sostenendo di essere lucidamente obiettivi;
– Credere di essere sfortunati;
– Essere violenti verso gli altri, verbalmente o fisicamente;
– Tradire i propri valori con comportamenti o scelte;
– Protrarre le relazioni disfunzionali, distruttive, prive di appagamento o di gioia;
– Non riuscire per un lungo periodo e il lavoro investito a superare un lutto o uno schock a seguito di una situazione traumatica;
– Criticare aspramente il proprio aspetto fisico, senza fare nulla per cambiarlo qualora fosse migliorabile o lavorare sull’accettazione di se stessi qualora non lo fosse;
– Credere di non meritare qualcosa che si desidera: qui davvero possiamo spaziare dappertutto, dagli affetti, trattamento, aspetto economico, partner, ai complimenti o un regalo;
– Lasciare spesso le cose incompiute o procrastinare eccessivamente;
– Avere la sensazione di non riuscire a dare un senso alla propria vita.

Questi sono soltanto alcuni dei danni provocati da una bassa autostima, dichiarata od occulta. Ne avresti da aggiungere qualcuno? Ti riconosci in qualche atteggiamento e cominci ad individuare i margini di miglioramento? Stai cominciando a vedere in una luce diversa un corso di autostima? Dimmelo nei commenti!

CHIUDI
CHIUDI
Share This