Tempi pieni di cambiamenti, di incognite e di eventi imprevisti sono vissuti come tempi pieni di incertezze esteriori, sia se vissuti a livello strettamente individuale che a livello più ampio fino ad arrivare a livello globale.

A sua volta, i tempi incerti suscitano le incertezze interiori già esistenti o ne creano di nuove.

Insomma, ci sentiamo spesso in preda ad una precarietà generale intrisa di inquietudini, ansie, paure e disagi vari.

Aneliamo la certezza, rassicurante e prevedibile. La certezza è un po’ il mito del nostro tempo, e produce la tendenza all’eccessiva pianificazione nel tentativo di raggiungerla. Ma è un mito: è l’incertezza la costante della vita.

Ma cosa è la certezza?

L’etimologia ci parla della provenienza dall’aggettivo latino “certus”, con il significato di “fissato, stabilito, deciso, determinato, sicuro, provato, fedele, fidato, indiscutibile, consapevole, informato, risoluto, deciso, fermo, oppure corrispondente fisicamente ad una determinata persona”.

Possiamo notare che la certezza può riferirsi a diverse sfaccettature dell’esistenza, da quella materiale (che conferma l’esistenza di qualcosa o di qualcuno) fino a quella della consapevolezza, puramente immateriale.

Certezza è lo stato di coscienza risultante da “io vaglio, discerno, risolvo” che porta quindi all’assenza di dubbio. È conoscitiva, ed è una coscienza soggettiva. Certezza è frutto della riflessione, anche se non ne siamo sempre consapevoli di ciò.

Le nostre certezze, a prescindere da quello che a volte sembra, sono sempre soggettive. E sono sempre connesse con ciò che è vero per noi. La verità oggettiva è più relativa di quanto si pensi comunemente.

L’incertezza, quindi, è legata al dubbio.

Quando dubitiamo siamo incerti, insicuri, esitanti. Addirittura, persi, smarriti, disorientati.

L’incertezza può derivare dalla conoscenza insufficiente, dalla materiale mancanza di informazioni (quanto ci pesa aspettare l’esito di un qualcosa?) e dalla mancanza di discernimento sulla veridicità di qualcosa, ma il più delle volte deriva dall’indecisione.

Il numero crescente delle possibilità aumenta l’incertezza. È per questo che la maggior parte delle persone “ama” quando qualcuno “dall’alto cali la verità” oppure offra la soluzione giusta. Offre sollievo all’angoscia.

L’incertezza è angosciante per la maggior parte delle persone. E di fronte all’angoscia si preferisce chiudere gli occhi e mettere il ragionamento in stand by. Ci è più facile che qualcun altro stabilisca la verità oggettiva e ci sollevi dall’impegnativo compito di indagare cosa è vero per noi, che richiede molta riflessione, e quindi un mettere in dubbio in maniera sana. Farsi quelle domande del tipo: “Forse potrebbe essere anche così?”. Attraversare pienamente la fase della confusione, quella fase che molti non riescono a tollerare (perché. appunto. angosciante), ma è necessaria per poterci ascoltare.

In fondo, il nostro percorso di vita e di evoluzione interiore passa per un continuo alternarsi di dubbio costruttivo e dubbio distruttivo:  il primo ci conduce verso la certezza autentica, il secondo verso la falsa certezza. La certezza autentica è dinamica, mentre la falsa certezza è rigida, statica.

La certezza interiore autentica è l’unico “antidoto” all’incertezza, è l’empowerment più efficace. Lavorare sulla certezza interiore autentica è particolarmente importante nei momenti turbolenti, come per esempio momenti di crisi personale o a livello di ambiente circostante o della società.

Ecco alcuni 5 modi di favorire la costruzione di certezza interiore autentica:

1. Raccogliere le informazioni da varie fonti senza pregiudizio alcuno

Giudicare prima (pre-giudizio) di aver osservato una situazione da vari punti di vista ci predispone a una sensazione di precarietà in quanto ci mancano gli elementi per poter discernere interiormente; discernere è un processo molto complesso e sofisticato, che richiede il confronto a livello intuitivo tra una grande quantità di informazioni, che la mente non riesce a tenere in considerazione e processare tutte insieme;


2.Ascoltare le sensazioni più che i ragionamenti mentali

La mente può ingannarci, sia se “ce la raccontiamo” da soli o se “ce la racconta” qualcun altro; l’intuizione non inganna e spesso parla anche attraverso le sensazioni fisiche;


3.Coltivare la fiducia nei momenti in cui veniamo assaliti dall’ansia o dalla paura

Ciascuno deve trovare il modo migliore per se stesso: per qualcuno può essere la ripetizione delle frasi potenzianti, per qualcuno utilizzare l’ancoraggio di un oggetto (simile alla coperta di Linus di quando eravamo bambini), per qualcuno la preghiera, per altri la meditazione, mentre alcuni trovano utile il dialogo interiore attraverso la scrittura del diario oppure una chiacchierata con l’amico del cuore o un percorso di coaching o con un professionista di aiuto;

4.Passare all’azione

L’incertezza spesso genera l’immobilismo, quelle situazioni in cui diciamo: “Mi sento bloccato/a, non so perché”, e di rimando più siamo bloccati e passivi, più aumenta il livello dell’incertezza: l’ideale è agire ascoltando l’intuizione, il che non necessariamente comporta l’azione fisica ma a volte è un semplice scegliere interiormente una posizione;


5. Coltivare la gratitudine e l’apprezzamento per quel che abbiamo

Nei tempi di incertezza siamo inclini a focalizzarci sulla mancanza, ovvero su quel che non abbiamo, ma questa è esattamente la componente che amplifica la sensazione di incertezza; focalizzarci sulla gratitudine e sull’apprezzamento di quel che c’è qui ed ora amplifica la consapevolezza di certezze che abbiamo ed è una buona base per rinforzare e ampliare la certezza interiore.

E tu, come te la cavi con l’incertezza? Raccontami nei commenti!