L’essere umano è un essere sociale e le relazioni sono una delle aree centrali d’interesse per ciascuno di noi, che lo ammetta o meno.

Quando si parla di relazioni, di solito il primo pensiero va alle relazioni sentimentali, che per la maggioranza assumono una grande importanza.

Per altri sono i rapporti amicali quelli più importanti, per non parlare delle relazioni familiari (in primis genitori-figli), lavorative o collaborative di qualche tipo per il periodo più o meno limitato.

Ma le relazioni non è facile né istaurarle, né mantenerle. Soprattutto sentirle di buona qualità. Sono fondate sull’equilibrio dinamico tra dare e avere.

Il mondo virtuale, sul quale negli ultimi anni si stanno spostando le interazioni sempre di più, rende la gestione delle relazioni ancora più difficile.

Una relazione in cui la presenza fisica è diradata o del tutto assente ha più difficoltà di stabilire una connessione autentica in quanto nelle interazioni manca il continuo riscontro delle informazioni non verbali acquisite ed emesse tramite il linguaggio del corpo.

Queste informazioni sono preziose non solo per valutare la qualità fisica della relazione tra due persone, ma anche per valutare la qualità del proprio sentire interiore in presenza dell’interazione con l’altro.

Ed ecco che nella interazione virtuale si accentua il fenomeno già di per sé presente in tutti i tipi di relazioni: quello di accontentarsi delle briciole d’amore.

Accontentarsi delle briciole d’amore sostanzialmente si può descrivere come tendenza di continuare a dedicare le proprie energie ed altre risorse ad una relazione insoddisfacente, caratterizzata di solito da uno squilibrio di investimento che pende più da una parte (anche se può succedere che tutti e due partecipanti in una relazione diano e si accontentino delle briciole d’amore).

È molto frequente nelle relazioni sentimentali nate nel contesto virtuale. Ma è applicabile a tutti i contesti relazionali.

Quali sono gli 8 segni di una relazione “a base di briciole”?

1. Una delle due persone, anche dopo il periodo iniziale di reciproca conoscenza, è poco presente mentre l’altra è presente in maniera intensa e frequente;

2. Una delle due persone esprime di più i sentimenti, mentre l’altra si mantiene molto razionale e contenuta;

3. La comunicazione per messaggi a volte si svolge con pochissimo sforzo di formulare le frasi, il colmo è quando in risposta ad un messaggio lungo e in cui si chiede anche un riscontro viene risposto con un emoticon (magari pure neutro);

4. Non si arriva mai all’incontro reale oppure questo viene rimandato continuamente e avviene di rado;

5. Se si tratta di un rapporto sentimentale, si caratterizza da un’assoluta mancanza di progettualità, anche di un impegno di fare insieme una passeggiata o prendere un caffè (se entrambi sono molto impegnati), oppure si caratterizza di circoscritti incontri sessuali a cui non ha seguito nessun tipo di coinvolgimento emotivo;

6. Uno dei partner fa credere all’altro che avverrà nel futuro quello che si aspetta dalla relazione (passare del tempo insieme, parlare, fare un viaggio, prendere un impegno di frequentarsi…) ma di fatto non avviene mai o è così raro da essere quasi storico;

7. Se la persona che investe di più e non riceve quello che chiede si allontana, l’altra persona in risposta intensifica i contatti finché la comunicazione non riprende il solito ritmo, ma comunque non avviene nessun cambiamento sostanziale (tutto torna come prima: la persona “assente” continua a non dare nulla o dare pochissimo);

8. La persona “assente”, quella che dà poco non permette in alcun modo alla persona che si impegna a costruire/mantenere la relazione di chiudere definitivamente il rapporto, allontanarsi o instaurare un altro rapporto soddisfacente.

Le cause dell’accontentarsi delle briciole d’amore possono essere tante e vanno indagate persona per persona, ma una cosa è certa: il prolungarsi di questo tipo di rapporto causa un drastico abbassamento dell’autostima con ricadute negative su tutti i settori della vita, se la bassa autostima non era già in partenza una delle concause dell’istaurarsi di questo tipo di rapporto asimmetrico, non paritario.

Se non si riesce a venirne a capo da soli o con un buon libro, investire in qualche sessione di coaching, counseling o colloquio psicologico potrebbe essere finalmente l’investimento che porti delle soddisfazioni. Dopo tanto investimento a fondo perduto, è un buon inizio del ritorno alle relazioni di valore. Investire in se stessi non ha mai deluso nessuno. Qui l’empowerment è più che necessario.

E tu, ti accontenti delle briciole d’amore o conosci qualcuno che lo sta facendo? Dimmelo nei commenti!