Il senso di appartenenza, ad una comunità o anche ad una sola persona, è uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano.

Perché i bisogni sono importanti? Perché il soddisfacimento dei nostri bisogni ci motiva a compiere le scelte e le conseguenti azioni.

Secondo la piramide dei bisogni di Maslow, i bisogni di appartenenza non fanno parte dei bisogni fisiologici, ma dei bisogni psicologici.

La differenza tra i due è che i bisogni fisiologici sono legati alla sopravvivenza (cui mancanza ci spinge ad agire), mentre i bisogni psicologici sono legati al bisogno di crescita (cui desiderio ci spinge ad agire).

Tra i bisogni psicologici legati al senso di appartenenza troviamo la necessità di confrontarsi con gli altri ed essere valorizzati e quella di sentirsi apprezzati e realizzati. Abbiamo bisogno di entrare in connessione con gli altri.

Compiere le buone azioni si inserisce in questo contesto.

Fare le buone azioni verso gli altri è il modo sia di entrare in connessione con gli altri, che di sentirsi connessi.

Fare del bene fa del bene a chi lo riceve e a chi porge la buona azione.

Secondo alcuni studiosi, gli esseri umani sono geneticamente programmati per fare del bene uno all’altro, se non altro semplicemente perché aumentiamo la probabilità di sopravvivenza della specie.

Gli esseri umani amano fare del bene, al punto di farlo per i perfettamente sconosciuti, anonimi, dall’altra parte del mondo, altrimenti le raccolte fondi per le organizzazioni di beneficienza non avrebbe mai funzionato.

Paradossalmente, nei tempi di oggi è più facile che si compiano le buone azioni verso presenze astratte, soltanto dichiarate ma mai accertate, che verso le persone in carne ed ossa che si trovano nelle nostre immediate vicinanze.

Ci possono essere diversi motivi dietro questo paradosso.

Cosa ci frena dal compiere le buone azioni? Ecco quattro possibili motivi:

1.Timidezza

La timidezza o la paura di esporsi non frena soltanto le richieste dagli altri, ma anche l’impulso di offrire qualcosa agli altri. In fondo, ci vuole coraggio per lanciare un qualsiasi tipo di proposta;

2.Esperienze negative

Potrebbe essere successo a noi, potremmo aver visto qualche episodio o qualcuno potrebbe averci raccontato la propria esperienza negativa in cui veniva offerto aiuto e in risposta si è ricevuto un commento sgradevole, il rifiuto in cui si percepisce il sentimento di offesa per l’aiuto offerto oppure la derisione.

Succede. È bene tenere a mente che quel che dicono o fanno altre persone riguarda loro, non noi, e non rappresenta certo tutta la popolazione. Questo aiuta a metabolizzare l’esperienza negativa;

3.Paura di sbagliare

Il timore di offrire un aiuto che in realtà non serve o potrebbe essere anche controproducente potrebbe frenare le persone perfezioniste, che vorrebbero fare sempre e solo il passo ideale.

Purtroppo, o per fortuna, non esiste nulla di prestabilito come ideale e rischiare di fare qualcosa di sbagliato fa bene per molti motivi;

4.Paura del giudizio

Il timore di essere giudicati è uno dei più diffusi nella nostra società ed è la fonte di molti comportamenti disfunzionali. Cosa diranno gli altri, perfino se si tratta del gesto nobile (come quello di compiere una buona azione), è il sintomo dell’insicurezza e dell’eccessivo conformismo e allo stesso tempo aumenta l’insicurezza e il conformismo. Non c’è altro modo di uscirne fuori, che iniziare ad ascoltarsi e fare come il nostro sentire ci detta, decidendo consapevolmente di fregarsene di cosa ne penseranno gli altri.

E tu, riesci a fare liberamente delle buone azioni quando ne senti l’impulso? Oppure hai qualche motivo tutto tuo che ti frena? Dimmelo nei commenti!