Il mondo sembra essere diviso tra sostenitori di lentezza e sostenitori di velocità, come se fosse obbligatorio dichiarare l’appartenenza ad uno dei due schieramenti, piuttosto rigidamente delineati, e mantenere fedelmente il comportamento limitato solo a quel che “prescrive” tale schieramento.

Ma come sempre, ogni divisione in categorie rigide è sbagliato in partenza perché nulla nella vita segue gli schemi rigidi.

Ricordo spesso nei momenti critici le parole di una mia amica quando mi raccontava che suo padre le diceva sempre: “Quando hai fretta, rallenta”.

All’epoca mi suonava un po’ controsenso, ma riflettendoci e soprattutto sperimentando questo consiglio nelle situazioni concrete, ho appurato che ha perfettamente ragione.

Ogni eccesso crea lo scompenso, e l’equilibrio si raggiunge introducendo l’opposto, anche solo per un momento.

A volte è sufficiente la mera intenzione. Malgrado l’apparente esattezza, il tempo è una categoria relativa, e sia che ne siamo consapevoli o meno, noi contribuiamo a plasmarlo nel modo in cui lo viviamo.

Tutti conosciamo le situazioni in cui di fronte allo stesso tempo oggettivo abbiamo avuto il vissuto di un lampo o di un’eternità, magari anche in netto contrasto con qualcuno che ha vissuto con noi la stessa situazione.

Altrettanto, tutti abbiamo avuto le situazioni in cui in poco tempo abbiamo fatto qualcosa che ci sembrava impossibile, e che magari non riuscivamo a fare pur avendo tanto tempo a disposizione.

Lentamente o velocemente non sono comportamenti da perpetrare rigidamente, a priori, in tutte le situazioni, ma semplicemente scelte da compiere a seconda del caso (determinato da una serie di fattori, personali e dell’ambiente/situazione).

Generalmente, la società odierna venera la velocità. Ma la velocità, se non alternata con la dose di lentezza, può facilmente scadere in un’improduttiva serie di azioni del tipo pallina da flipper. Altrettanto, la lentezza, se non alternata con la dose di velocità, può facilmente produrre l’effetto dello stagno. Lo stesso vale per i comportamenti a livello individuale.

Quanto è poco funzionale essere soltanto le persone d’azione e fare le cose sempre e solo velocemente senza rifletterci sopra, tanto lo è essere soltanto riflessivi e fare le cose con tempi esclusivamente lenti.

La vita richiede da noi un alternarsi di riflessione e di azione, tenendo conto del momento presente, in cui si rivela la natura del prossimo passo.

Questo richiede la consapevolezza e la presenza nel qui ed ora.

Possiamo mancare l’obiettivo sia se siamo eccessivamente avventati, sia se siamo eccessivamente lenti nell’agire o reagire.

Una delle strategie migliori è riflettere bene prima di agire, prendendosi solo il tempo necessario (occhio alle famose riflessioni che durano anni!) per fare la massima chiarezza su cosa esattamente vogliamo, perché lo vogliamo ed eventualmente come possiamo fare il primo passo per avviarci in quella direzione.

Una volta fatta chiarezza, bisogna passare all’azione, facendo concretamente qualcosa, agendo effettivamente (anche qui, occhio alle azioni senza un’idea chiara, che possono altrettanto durare anni producendo l’effetto di girare a vuoto).

Solo così possiamo avere una visione del traguardo chiara ed ispirante, e goderci il percorso, che può essere veloce come un fulmine, ma anche incerto, tortuoso e in divenire, da costruire strada facendo.

Solo così possiamo avere la prontezza di reagire velocemente per cogliere un’opportunità al volo o affrontare una mole di difficoltà (o anche una mole di opportunità), ma anche la scioltezza di goderci dei periodi in cui bisogna pazientare, prendersela con calma, prendere con filosofia le situazioni su cui non possiamo influire per cambiarle o andarci lentamente semplicemente perché vogliamo assaporare il momento.

Il segreto è alternare le due modalità e sviluppare la capacità di percepire quando è il momento d’azione e quando di riflessione. Quando è da dare fondo a tutte le nostre energie, e quando è da stare in riserva o a riposo.

Quando sfoderare tutte le armi e quando riporle.

Quando fare un salto da felino e quando sonnecchiare come un felino.

Perfino i grandi sportivi, persone d’azione per antonomasia, con i propri sport coach sviluppano equamente sia la velocità e l’azione, che la lentezza e riflessione (compreso lavoro sul mindset e convinzioni mentali).

E che dire dei grandi seduttori e della loro abilità di alternare lentezza e velocità?

Sviluppare l’abilità di alternare questi due tempi completamente diversi è fondamentale in quasi tutte le aree della vita.

Non che sia facile, ma si può fare. Ciascuno di noi può cominciare esaminando quale sia la propria modalità “preferita”, e sforzarsi di introdurre quella opposta. È una questione dell’allenamento, dello sviluppo dei muscoli che abitualmente non usiamo.

Per una persona riflessiva è ottimo sforzarsi di velocizzare le azioni o per chi non ne fa proprio, di fare almeno un’azione concreta al giorno (anche se “non si sente pronta”, in genere chi è troppo riflessivo non si sente mai pronto).

Per una persona d’azione è ottimo introdurre la lentezza nell’agire e sforzarsi di riflettere prima di intraprenderne una.

Tra lentamente o velocemente, scegliamo entrambi, a seconda del momento.

E tu? Hai una modalità preferita o addirittura esclusiva, o alterni lentezza e velocità? Dimmelo nei commenti!

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