Eh, se fosse così facile, non ci sarebbe bisogno di giurare, no?

Eppure, la verità è lì, davanti a noi, basta dirle di sì. Ma anche la felicità è lì, davanti a noi, basta dirle di sì. Però nella stragrande maggioranza dei casi non lo facciamo. I motivi sono tanti quanti sono gli esseri umani, ciascuno ha la sua storia personale che lo porta a fare dei compromessi più o meno gravi con la propria vita, e ancor prima, con la propria interiorità, in misura variabile.

Anche se sappiamo che la verità libera, preferiamo scegliere di imprigionarci ancora di più di quanto non lo siamo stati finora…è l’inerzia dell’abitudine: se non facciamo lo sforzo di contrastarla, ci sopraffà.

La verità può essere scomoda, per le conseguenze che può portare. E la conseguenza principale è il cambiamento.

Abbiamo già parlato del fatto che il cambiamento sia una delle cose che più spaventano l’essere umano, anche se è contemporaneamente una delle cose di cui l’essere umano non può fare a meno, sia perché ne ha bisogno sia perché è inevitabile (che lo vogliamo o no, cambiamo; si tratta solo di scegliere se in meglio o in peggio).

Ecco, quando mentiamo sprechiamo molta energia mentale ma anche fisica, che potrebbe essere utilizzata per il nostro obiettivo principale, ovvero per cambiare in meglio noi stessi o la nostra vita…e direi che cambiare in meglio merita tutte le nostre energie.

Il problema (che ovviamente creiamo da soli) è che spesso prendiamo come obiettivo principale qualcosa che in realtà cambia in peggio la nostra vita, ma noi ci convianciamo del contrario.

E come mai? Per dare la risposta, bisogna prima rispondere all’altra domanda:

Qual è la persona a cui mentiamo di più? O, se vogliamo formularla diversamente, alla quale facciamo fatica a dire tutta la verità?

Scattiamo un selfie e abbiamo la risposta. Sì, noi stessi.

Parte sempre tutto da noi stessi, come sa bene chiunque abbia messo piede sulla strada della crescita personale. Se non riusciamo a dire la verità tra sé e sé, figuriamici se sia possibile farlo altrove.

Chi può sapere qualcosa sui miei reali sentimenti, bisogni e desideri? Non illudiamoci, neanche un veggente può, al massimo può intuire la mancanza di sincerità.

Ma, una volta capito cosa non è vero, nulla può sostituire noi stessi nel capire cosa è vero. A volte questo non è facile e richiede tanto sforzo per togliere le cause che ci hanno portato a mentire (è tanto più difficile, quanto a lungo mentiamo), ma la ricompensa in termini di benessere interiore ed esteriore è immensa!

Le conseguenze ce le prendiamo sempre noi, sia se si tratta di quelle negative provenienti dal mentire, sia di quelle positive, provenienti dall’essere sinceri. Quando evitiamo di dire la verità a qualcuno, pensando che stiamo evitando le conseguenze emotive (la reazione) di quella persona, in realtà stiamo evitando le conseguenze emotive che la sua reazione avrà su di noi (o quello che noi immaginiamo che saranno le conseguenze, talvolta del tutto erroneamente).

Quando evitiamo di dire la verità a noi stessi, ci danneggiamo seriamente, e non è un’esagerazione. Che poi, da quello deriva anche il danneggiamento degli altri, è una conseguenza inevitabile (e poi, non diamoci del buon Samaritano!).

Come spesso accade, più si rimandano gli obiettivi, più diventa difficile raggiungerli: cresce la sensazione del disagio e tendiamo a giustificare il fatto di non farle.

Lo stesso vale per dire la verità: se non lo facciamo subito (la cosa che da bambini non avevamo alcun problema di fare), cresce la difficoltà di farlo.

Allenare l’attitudine di dire sempre come veramente stanno le cose è fondamentale per quello che si può considerare una vita di successo (con tutte le accezioni che il successo può avere per ciascun individuo). E quindi anche per essere una persona di successo, in quanto il presupposto principale è l’autenticità.

Per chi è cresciuto in un contesto familiare dove si tendeva a non dire la verità, imparare a dire la verità può essere un percorso più difficile e lungo, ma tanto più fondamentale, in quanto è più cronicizzata l’abitudine di mentire a sé stessi.

Bisogna allenare il coraggio di dire la verità.

Da dove cominciare? A volte dalle cose più banali, come può essere guardarsi allo specchio e dirsi cosa si sente o pensa veramente a proposito di una certa questione qualsiasi. Tanto, in fondo non ci sente né vede nessuno. E intanto mostriamo a noi stessi che non siamo morti fulminati per aver detto come stanno veramente le cose. Da sperimentare e vedere che effetto fa.

Alcuni diranno: “Tutta sta fatica…chi me lo fa fare?”. Qualche motivo pratico lo possiamo elencare.

Di solito ci si sente sollevati, è il primo effetto. Questo è un fenomeno notato e studiato da James Pennebaker, professore di psicologia presso l’Università del Texas ad Austin, quando cominciò ad occuparsi degli effetti terapeutici della scrittura, all’inizio degli anni Ottanta: le persone hanno una spinta naturale, un bisogno quasi viscerale, di raccontare la verità, e inconsciamente fanno in modo di espletarlo (chi lavora nell’ambito della giustizia lo sa bene). Ha a che fare con la questione esistenziale.

L’altro effetto è sentirsi rispettati. Sì, la verità è una questione di rispetto: prima di tutto di sé e poi di tutti gli altri o delle cose/fenomeni (ricordiamoci che possiamo dare agli altri soltanto ciò che diamo a sé stessi, che coltiviamo interiormente).

E poi, un discorso terra terra, diciamoci la verità: è utile dire la verità.

Eccone alcuni motivi del perché lo sia:

1. Dire la verità ci tiene lontano dai guai e riduce notevolmente lo stress. Quanta fatica per zittire la voce interiore, costruire la versione credibile, dirla (o dirsela) e ricordarsela, e ripetercela continuamente nel tempo per non dimenticarla! E poi, che guai quando sfugge qualche rivelazione!

2. Riduzione della paura. Non è da poco quest’effetto, anzi è uno dei più significanti. Di solito si mente per paura di qualcosa, e la conseguenza è che la paura aumenta, fino a diventare nel tempo timorosi di tutto. L’unico modo di superare le paure è affrontarle, dire la verità è uno dei modi migliori.

3. La crescita del coraggio. È parallelo alla riduzione della paura. E confessiamolo, che essere coraggiosi è qualcosa che tutti, ma proprio tutti, ammiriamo, rispettiamo e a cui aspiriamo.

4. Apertura del cuore. È strettamente collegata alla crescita del coraggio (la parola coraggio ha come radice la parola cuore), e predispone al contatto con le proprie passioni interiori, interessi autentici e la capacità di amare se stessi e il mondo che ci circonda.

5. Essere percepiti dagli altri come “veri”, ovvero essere autentici e sembrarlo. Superfluo dire quanto questo soddisfi uno dei bisogni fondamentali, quello di sentirsi accettati e considerati dagli altri.

6. La pace interiore. Oltre ad essere una richezza inestimabile, è il presupposto per agire efficacemente in qualsiasi situazione e realizzare con efficienza i propri obiettivi (ma ancor prima, individuare con chiarezza quali siano); quindi in sostanza essere più produttivi e costruttivi.

7. Definizione della propria etica, che governa senza esitazione le decisioni da prendere e linea di condotta da adottare con sé stessi e con gli altri. Il discernimento cosa è bene e cosa è male diventa sempre più facile, l’integrità personale indiscuttibile e di conseguenza la nostra immagine negli occhi altrui.

8. Decidere diventa facile e immediato. E scusate se è poco!

9. Ci si fida di sé stessi e di conseguenza gli altri si fidano di noi. I benefici, sia psicologici che materiali, sono innumerevoli.

10. Aumenta il carisma personale. Buttalo via come utilità…quanti darebberò di tutto per poter aumentare il carisma e non ci riescono?

11. Fa trovare il partner più adatto. Questo comprende anche l’alontanamento dei partner potenziali o attuali non adatti veramente a noi. E anche questa non è un’utilità da sottovalutare.

12. Fa trovare il lavoro più adatto o essere più apprezzato in quel che si sta facendo attualmente.

13. Migliora l’aspetto fisico. Le persone autentiche sono più belle, a prescindere dai canoni di bellezza. Non c’è niente da fare, l’autenticità è bella ed attraente, anche con un naso irregolare o l’età avanzata.

14. Scompare il senso di colpa ed è più difficile esserne manipolati o manipolare gli altri con il senso di colpa. Considerando che si tratta di uno dei più pericolosi veleni dell’esistenza, solo questo è un vantaggio che vale una fortuna.

15. Diventa più facile perdonare. Il perdono ha un valore immenso nel percorso di vita e di crescita personale. Non sempre è facile, ma la capacità di dire la verità e la capacità di perdonare di solito vanno di pari passo.

E tu? Mano sul cuore, come te la cavi con la verità? Raccontami nei commenti!

Giuro di dire la verità, nient’altro che la verità!
5 (100%) 5 votes
CHIUDI
CLOSE
Share This