Voler avere ragione

Ma quanto detestiamo avere torto, noi esseri umani!

Voler avere ragione a tutti i costi è uno degli atteggiamenti più diffusi e contemporaneamente più dannosi. Per molti motivi, eccone alcuni:

-restringe la visione, tende a stigmatizzare solo pochi riferimenti

-scoraggia la curiosità

-induce a perpetrare l’errore e a cronicizzarlo

-predispone al pensiero e all’atteggiamento dogmatico

-rende difficile, se non impossibile, qualsiasi cambiamento e quindi anche il progresso

-impedisce di affinare il discernimento

-chiude le porte al dialogo

-porta al conflitto, con sé stessi e con gli altri

-rende suscettibili ad essere manipolati ed a manipolare gli altri

-indebolisce la capacità di ragionamento e di discernimento

-impoverisce la qualità dei rapporti di tutti i tipi

-instilla la paura delle nuove informazioni perché mettono in pericolo la nostra identità.

Abbiamo parlato di alcuni aspetti della tematica dell’aver ragione nell’articolo “10 buone ragioni per avere torto”, dove si accenna alla connessione con l’identità.

Insomma, non ci piace pensare di aver sbagliato, e uno dei motivi potrebbe trovarsi nella convinzione di dover essere “perfetti” per essere accettati, sia da sé stessi che dagli altri, instillata durante la crescita.

Ma la paura di non essere perfetti ci porta alla tendenza di sottometterci agli altri, che si autoproclamano di essere perfetti, in cerca della loro approvazione.

Cosicché il nostro voler avere ragione alla fine non è in realtà la nostra ragione, ma la ragione di qualcun altro che noi non abbiamo messo in discussione.

Oppure rigidamente a priori ci poniamo in conflitto con qualcuno che non aveva nessuna intenzione di entrare in conflitto con noi né di criticarci: siamo noi che ci facciamo la guerra interiormente perché siamo in conflitto interiore.

Per mettere in discussione gli altri dobbiamo prima essere in grado di mettere in discussione noi stessi. Ovvero, permettere la possibilità di avere torto. Il che, se non siamo allenati, non è affatto facile. Fa parte del processo di crescita personale riuscire ad imparare a farlo.

Quello che conta è arrivare ad ascoltare la propria verità interiore, la cosa che da bambini sapevamo fare benissimo. Ma le abilità perdute si possono ritrovare, serve solo un po’ di pazienza.

Una piccola strategia potrebbe aiutare ad orientarci verso l’apprendimento di questa preziosa attitudine di essere predisposti a rinunciare ad avere ragione a tutti i costi. Magari, essendo un po’ giocosi (che già di per sé significa rinunciare ad avere ragione sull’essere seriosi).

Invece di dire a sé stessi: “Voglio dimostrare di avere ragione” proviamo a dire: “Voglio dimostrare di avere torto”. Oppure, più semplicemente: “E se io avessi torto?”

Lo so, suona quasi come una presa in giro, impossibile da mettere in pratica. Ma provare potrebbe portare a qualche scoperta interessante. Intanto, aiuta ad osservare i fatti da una prospettiva diversa. E non è poco.

Gradualmente si integra questa abilità nell’abilità di fare le proprie ragioni quando serve, ma non dalla posizione rigidamente inconsapevole.

E tu, sei tra quelli che vogliono avere sempre ragione o sei in grado di accettare di avere torto? Dimmelo nei commenti, magari dopo aver ascoltato questa canzone in tema:

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