Tutti, almeno in qualche occasione, siamo stati sopraffatti da una considerazione del genere nei confronti di qualche persona che ci sta più o meno vicina.
In realtà, la formulazione corretta sarebbe “io mi sento male quando sto vicino a te” – poiché altrimenti diamo troppo potere a quella persona. Ricordiamoci che siamo noi e solo noi i responsabili della nostra vita e di come ci sentiamo, la scelta sta a noi, in tutto.
Si tratta semplicemente della rilevazione del nostro stato emotivo/mentale/fisico in una determinata condizione/presenza, che significa una cosa sola: la mancanza di gradimento e la richiesta di cambiamento. Ci sono persone vicino alle quali ci sentiamo come se fossimo più forti, più liberi e più leggeri, e quelle vicino alle quali ci sentiamo prosciugati come da un vampiro, svuotati, appesantiti e in qualche modo limitati.
Quel disagio che proviamo è una vera e propria tossicità, avvelenamento ovvero inquinamento psicologico (emotivo, mentale, spirituale) e infine anche fisico (poiché la nostra fisicità è influenzata da fattori non fisici). Esattamente come quando mangiamo qualcosa che ci fa male. Le relazioni con gli altri possono essere nutrienti o tossiche (o comunque di scarso nutrimento, che a lungo andare è debilitante).
Spesso è difficile riconoscere la persona tossica, quando ahimé si tratta di persone che ci sono vicine (un amico, un partner, un parente più o meno stretto), perché i nostri sentimenti tendono a confondere la nostra percezione: non vogliamo ammettere di non stare realmente bene con coloro con i quali abbiamo costruito un legame.
Ma condividere la vita o comunque passare molto tempo con le persone tossiche può seriamente debilitarci e compromettere la nostra pace interiore (soprattutto se abbiamo intenzione di migliorarci e cambiare), e a forza di “battere sempre lo stesso tasto” possiamo essere contagiati dalla loro negatività.
Ma quali sono le caratteristiche più risalenti delle persone tossiche?
– Si lamentano continuamente e vedono tutto con pessimismo;
– Si vedono sempre nel ruolo di vittime;
– Vedono sempre che il mondo “ce l’ha con loro” ed è in torto nei loro confronti;
– Sono spesso invidiose, superbe e gelose;
– Parlano quasi esclusivamente dei loro problemi e non ascoltano mai gli altri;
– Criticano spesso gli altri, spettegolano o impauriscono;
– Usano spesso gli altri per i loro fini, manipolando invece di chiedere apertamente;
– Impongono quasi sempre la loro volontà, in maniera più o meno manifesta;
– Sono inaccontentabili;
– Sentirli dire di essere felici è quasi impossibile.
Come possiamo gestire questo tipo di persone? La modalità migliore in assoluto è evitarle o allontanarsi. Ma ciò non sempre è possibile, almeno non nell’immediato.
Ovviamente, più il rapporto è stretto, più difficile è gestirlo. Se si tratta di una relazione importante, a volte è inevitabile a un certo punto arrivare alla scelta di continuare a starci insieme, ovviamente sovraccaricando di stress il nostro benessere interiore, o interromperlo.
Il passo più importante nel gestire le persone tossiche è smettere di aspettarci che cambino o volerle cambiare noi. Oltre il fatto che sono oltremodo resistenti al cambiamento, non abbiamo alcun diritto di intrometterci nella loro vita, che loro hanno il diritto a condurre come decidono loro. Il libero arbitrio è sacrosanto per tutti, nel bene e nel male. Siamo semmai noi che dobbiamo prendere decisioni sui cambiamenti da fare, se ci rendiamo conto di non stare bene.
Un’altra caratteristica importante è stabilire dei limiti. Sono le persone che invadono: vogliono consumare il tempo e l’energia degli altri, utilizzandoli semplicemente come cestino per la spazzatura. Anche se sembrano chiedere aiuto, in realtà non lo vogliono. È necessario mantenere la distanza con loro.
La terza caratteristica importante è allenarsi ad essere focalizzati sulle soluzioni e non sui problemi, perché queste persone sommergono incessantemente di problemi e puntano l’attenzione sui problemi (che ci sono, ci mancherebbe – ma sono solo una parte del quadro generale), facendo sentire chi gli sta vicino letteralmente sopraffatto e soffocato – in altre parole: stressato. Allenatevi a vedere dovunque soluzioni. È un esercizio utile comunque e funzionale a crescere l’autostima!
E tu, hai l’esperienza con le persone tossiche? Come te la cavi? Oppure ti sei riconosciuto in qualche tratto nel comportamento tossico verso gli altri? Racconta nei commenti!

Ciao,
Ma quando le persone vengono da me a raccontarmi tutti i loro problemi che a me non interessano come faccio a fuggire via senza essere maleducata? Grazie
Ciao Giovanna,
Le relazioni umane sono fatte di scambi. Quando la bilancia pesa più da una parte, di qualsiasi parte si tratti, c’è da “aggiustare il tiro”. Tra gli amici è normale che sia una volta sia uno, una volta l’altro a raccontare dei propri problemi – che non necessariamente interessano l’amico ascoltatore, ma fa parte dell’amicizia prendersi un po’ del peso dell’amico, quando ne ha bisogno. Farlo sentire semplicemente ascoltato.
Non conosco la tua specifica situazione. Se sono le persone a raccontarti sempre solo dei loro problemi (limitandosi a lamentarsi), non ascoltando i tuoi e non volendo cambiare niente in riferimento a quei problemi, potrebbe trattarsi di persone tossiche – specialmente se ti lasciano la sensazione di esaurimento. In quel caso, la strategia più semplice è cambiare l’argomento, magari cominciando a parlare di te. Se invece sei tu a non voler ascoltare gli altri perché i loro problemi non ti interessano, mentre dei tuoi ne parli, allora è il caso opposto. E’ necessario il discernimento fine per capire qual è la problematica principale. Rifletti per comprendere meglio.
Quando questo tipo di vampiro emotivo te lo ritrovi in famiglia come madre o come figlio come ci si può difendere????
Ciao Giorgia,
Dipende molto dall’età dei coinvolti. Se non esiste più la dipendenza economica, è da considerare seriamente una vita separata, e se necessario, un temporaneo allontanamento del tutto. A volte un distacco fa interrompere i meccanismi comportamentali stabiliti e passati in abitudine. Se questo non è possibile – e in ogni caso – vanno messi i paletti (ovvero stabiliti i limiti per quelle persone), nell’ambito dove tendono ad “allargarsi”. L’importante è poi mantenere il punto, perché è proprio l’assenza dei limiti che ha portato al loro comportamento “vampiristico” nei tuoi confronti. L’importante è anche fare di meno (spesso diventano la meta dei vampiri le persone che si fanno in quattro per gli altri). Storceranno il naso di brutto e si sentiranno traditi, facendo leva sul tuo senso di colpa, ma non cedere! Un’altra cosa, molto difficile, è concentrarsi esclusivamente sui lati positivi di queste persone o delle situazioni in cui ci si trova con loro. Tornerà utile nella quotidianità. La tua linea guida dovrebbe diventare “Voglio soddisfare i MIEI bisogni. Quali sono?”. Un percorso non breve, ma ti porterà a migliorare la tua vita ed il rapporto con te stessa in generale.
Fammi sapere come va!
un abbraccio,
Danijela
Grazie! Ci sto provando .. ma passare dal razionale all’emotivo non è facile!