Un vecchio adagio racconta “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

Tutti percepiamo un’influenza più o meno consapevole dall’ambiente attorno a noi. Ma è una relazione bidirezionale, di doppia influenza. Di solito, le persone fanno appello alla loro forza di volontà per ottenere di più. Ma l’ambiente, è una leva in cui possiamo lavorare per ottenere più risultati con meno sforzo. Bello quanto semplice non credi?

I contesti in cui ci muoviamo, come i nostri pensieri, possono essere grandi alleati o grandi nemici. Vediamo cosa sono, come influenzano e quali possono essere i migliori per rafforzarci personalmente e professionalmente.

Queste sono le 3 influenze ambientali esterne:

1. Ambiente fisico.

I luoghi in cui fisicamente vivi e lavori, la tua casa, il tuo quartiere o comune, ma anche la tua auto.

2. Persone di cui ti circondi.

La famiglia, il partner, gli amici, i colleghi di lavoro, i conoscenti, i contatti nei social network, il volontariato, etc.

3. Il tuo pensiero.

Credenze, paradigmi di pensiero, ideologia politica, formazione ed informazione, religione e tutti quei condizionamenti che ricevi e hai ricevuto.

Tutte queste influenze possono essere di supporto positivo oppure di negatività, essere un motore che spinge la nostra vita verso il successo (inteso sempre come capacità di ottenere ciò che si desidera) o una zavorra che ci affonda. Un ambiente nutre o avvelena, collabora o combatte, ispira o deprime.  Ovviamente non è possibile fare a meno degli ambienti, ma sceglierli attentamente considerando gli effetti si.

Io stesso quando frequentavo l’Università nel lontano 1994, decisi per studiare per ogni esame, quello di recarmi nei locali della Facoltà di Sociologia ogni santissimo giorno, come se fosse un vero e proprio lavoro. Dalla mattina alla sera! Fatto sta, che avevo una concentrazione unica e mi feci travolgere dal contesto fisico, mentale ed emotivo. Di conseguenza i risultati non esitarono ad arrivare!

Gli ambienti fisici che viviamo sono visibili ed evidenti, anche se forse non i loro effetti. Altri sono più sottili, ma così influenti. Tutto influenza tutto e nessuno può isolarsi dal contesto immediato senza ricevere la sua influenza nel processo sistemico.

Delegare all’ambiente significa non cercare di fare tutto con se stessi, ma approfittare di influenze esterne positive per rafforzarsi.

Il luogo in cui una persona vive esercita un’enorme influenza su di lei: le dà energia o trattiene energia. Sicuramente un piccolo appartamento in ordine, decorato in modo minimalista e con abbondante luce è sufficiente per nutrire chi ci vive. Non è una questione di lussi, proprietà o soldi. È una questione di tutto ciò che entra in casa, molto apprezzato e coerente con gli altri oggetti e soprattutto con la persona che ci vive.

Avere meno cose, spesso significa avere più spazio e più chiarezza mentale. La luce e l’ordine esercitano un’influenza sulla mente. Liberarsi degli oggetti che non vengono usati è una priorità, e cambiare la disposizione dei mobili ad esempio, può essere di volta in volta un divertimento molto motivante. Hai provato la gioia di vedere le stesse cose in un ordine differente?

La luce naturale che entra in casa e la visuale che si presenta dalle finestre sono tanto importanti, forse anche più dell’abitazione stessa o della sua superficie. Scegliere l’ambiente dove trascorrere la nostra vita è strategico e funzionale, ma purtroppo quando la gente compra o affitta un appartamento valuta aspetti sempre troppo tecnici come i mezzi pubblici, il prezzo o servizi piuttosto che la tranquillità, la luce, la visuale o assenza di ripetitori di telefoni cellulari. Ciò che è fuori casa è importante quanto ciò che è dentro.

Anche il luogo in cui lavori e in cui trascorri così tante ore al giorno è importante. Influenza le prestazioni del lavoro e la felicità delle persone. Molte volte non si ha la capacità di cambiarlo, perché gli uffici o le strutture sono quello che appaiano. Ma possiamo spesso influenzarci per migliorarli in qualche modo, abbellendo il nostro ufficio con piante o foto ad esempio; ed in ogni caso è sempre in nostro potere lasciare un lavoro il cui ambiente è malsano, dannoso, fastidioso, antipatico, tossico, mette a disagio o demotiva. Cioè, se non possiamo cambiare un ambiente di lavoro grigio, possiamo sempre cambiare lavoro. Uno stipendio non giustifica tutto. Alla fine è sempre e soltanto un lavoro, non è la tua vita! Come nel caso precedente dell’appartamento, molte volte abbiamo torto a valutare solo maggiore retribuzione, periodi lunghi di vacanze, promozioni o vicinanza rispetto a casa.

Il più funzionale ambiente di lavoro è dove le persone sorridono, non si lamentano, non si sentono vittime di nulla, si auto-motivano, sono positive, si impegnano a vivere con coerenza, sono in pace con sé stessi ed ispirano le persone vicine. In breve, queste persone sono quelle che hanno una mentalità vincente. Interagire con persone positive è una ricetta segreta per la felicità che non sempre viene presa in considerazione.

Molte volte, le persone che non abbiamo scelto, ma che fanno parte dei nostri ambienti (famiglia, colleghi di lavoro o vicini di casa), sembrano un’imposizione impossibile da evitare. Forse non possiamo decidere se faranno parte della nostra vita, ma noi abbiamo la capacità di ridurre al minimo l’effetto, e anche evitare la frequentazione se la loro influenza è molto negativa o li ritentiamo dei veri e propri vampiri energetici.

L’influenza delle persone è invisibile e silenziosa, si accumula nel tempo, ma i suoi effetti finiscono per essere molto visibili nel lungo periodo. Ogni amico o conoscente lascia un’impronta invisibile, un’influenza maggiore o minore. In effetti, finiamo per assomigliare molto alle persone che frequentiamo di più. Pensaci bene quando frequenti una persona o un gruppo di amici! La domanda guida potrebbe essere: “Chi mi sta influenzando di più?”

A volte manteniamo l’amicizia di alcune persone solo perché in passato eravamo amici e ci sentiamo spinti a continuare ad esserlo. Ma le persone cambiano nel corso degli anni, ed è logico che anche le amicizie cambino, senza obblighi morali o debiti di amicizia autoimposti. Non si tratta di non volerne, ma di non frequentarli così tanto e allo stesso tempo di creare spazio nuovo. Il cambiamento dell’ambiente personale comporta sempre variazioni individuali e professionali. Se cerchiamo di cambiare la nostra vita, sarà necessario un cambio di amicizia o, almeno, un adeguamento delle cerchie sociali.

Non tenerne conto può avere spiacevoli conseguenze a lungo termine.

Non è assurdo che spesso trascuriamo chi vorremmo frequentare, eppure, per i nostri figli, chiediamo scuole ed amicizie che ci portino al miglioramento personale?

Siamo tutti consapevoli del grande valore che il nostro pensiero ha nella vita. Molte persone osservano scrupolosamente ciò che mangiano ogni giorno: calorie, nutrienti, qualità e quantità. Si prendono cura del loro corpo, ma trascurano il cibo della loro mente. Non è un autosabotaggio? Il tempo medio che una persona ordinaria dedica alla cura dello mente è esattamente zero secondi al giorno. Incredibile. (Non parlo di te, che se mi segui da un po’ di tempo sai benissimo di cosa sto parlando!)

Dobbiamo mettere in discussione i nostri schemi mentali che permettono di orientare la nostra mente verso dei pensieri assoluti. Ad esempio: la pubblicità, le notizie del TG, le idee rigide, le credenze limitanti, le informazioni reperite sempre dalle stesse fonti… Tutto questo può avvelenare la mente, la contrae.

C’è molto che possiamo fare per coltivare il pensiero, possiamo dedicarci a letture ispiratrici, meditare velocemente per qualche minuto al giorno, rilassare la mente in silenzio ogni giorno, imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, mettendo in discussione le credenze inutili o controproducenti che ci limitano, esercitare la fantasia e la creatività o persino scegliere un linguaggio che ci apporti dei benefici e rifiutare quelle parole che ci bloccano o feriscono. Ad esempio io non utilizzo mai parole come ansia, depressione e le ho sostituite con tensione e malessere emotivo. Quando le pronuncio la mia mente si focalizza sulla mia capacità di guidare questi stati d’animo e quindi sulla mia responsabilità di poter migliorare.

La lettura è uno dei modi migliori per nutrire la mente. Un’ora al giorno è sufficiente per essere esposto a nuove idee ed entrare in contatto con autori di diverse culture e mentalità. Leggere è la palestra della mente. È incomprensibile che i tassi di lettura in Italia siano così bassi quando è l’ingrediente di cui la maggior parte della gente ha bisogno per il proprio successo personale e professionale. Siamo tutti il ​​risultato della media dei libri che abbiamo letto nelle nostre vite. Per poter inserire una metafora, ciò che distingue una persona di successo da una che non ottiene ciò che desidera è, come quest’ultima impiega il proprio tempo libero. Le persone di successo leggono almeno un libro ogni 2 settimane, le persone di insuccesso invece guardano solo la Tv.

Quando una mente si espande e cambia i paradigmi, non ritorna più alla sua dimensione precedente e le sue possibilità aumentano di conseguenza.

E tu da cosa ti fai influenzare e cosa puoi fare da subito per cambiare questa abitudine? Dimmelo nei commenti dopo aver visto il video.

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